Utente 262XXX
Salve a tutti,
nel periodo tardo-estivo (inizi di settembre) ho accusato uno stato febbrile particolarmente forte e, su prescrizione del medico curante, ho preso tre compresse di zitromax che hanno svolto perfettamente il loro compito. Purtroppo, circa 24 ore dopo l'ultima assunzione dell'antibiotico, sul torace, sul collo e sugli arti ho notato degli arrossamenti particolarmenti evidenti nonchè pruriginosi che mi hanno lasciato supporre una reazione allergica all'azitromicina.

Circa un mese fa, dunque, ho deciso di svolgere una visita allergologica, articolata in tre fasi: la prima è avvenuta diciamo in maniera "classica", con la somministrazione degli "allergeni" (non so se questo sia il loro nome esatto) sulle braccia e con la conseguente scoperta di una mia allergia alle graminacee, e alla pianta di olivo; la seconda invece, avvenuta l'altro ieri ha compreso il "patch test" e, dopo l'ultima visita di oggi, in cui il medico ha rimosso i cerottoni che ho avuto sulla schiena per circa 48 ore, lo stesso è rimasto alquanto basito.

Una delle sostanze contenute nei cerottoni, infatti, ha causato una reazione particolarmente forte (tanto da necessitare di una pomata cortisonica che, a detta del mio allergologo, dovrò continuare a mettere per un paio di giorni) al Mercurio.

Ora, il medico ha ammesso di essere alquanto sorpreso, in quanto l'allergia al mercurio la considera una rarità, ma soprattutto, ha ammesso di essere basito soprattutto dalla violenza della reazione nel mio caso, in quanto la parte di pelle era arrossatissima e gonfissima. Inoltre, ha registrato anche una reazione, seppur minore, al Thimerosal (che ho scoperto essere anch'esso un, diciamo, derivato dal mercurio).

In sintesi, non siamo riusciti a risalire nè alla causa della reazione avuta in settembre, nè alla causa della sensibilizzazione al mercurio che ha indotto tali reazioni. Non ho otturazioni e non ne ho mai avute, non utilizzo strumenti contenenti mercurio (che ad oggi sono piuttosto rari data la campagna anti-tossicità) e non so come possa esserne entrato in contatto, se non in un'occasione recente.

Non ricordo se il fatto sia avvenuto in concomitanza allo stato febbrile di cui sopra, oppure conseguentemente, ma, mentre tentavo di far abbassare il livello di mercurio in un termometro, mi è volato di mano e si è rotto. Ho raccolto il mercurio con dei fogli di carta e un guanto per non entrarvi in contatto, ma a questo punto non so cosa pensare.

Scrivo su questo forum per sentire più voci, oltre quelle del mio allergologo di fiducia, il quale non riesce a spiegarsi il perchè delle due reazioni (quella di settembre e quella al mercurio).

In attesa di un vostro autorevole giudizio, vi pongo i più cordiali saluti

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Egregio utente,
per quanto riguarda il mercurio/thimerosal, stiamo parlando di una sensibilizzazione senza apparenti corrispettivi clinici, quindi di un riscontro accidentale. Che ci può stare benissimo. Del resto il mercurio si può trovare già in natura anche come contaminante alimentare (es. in alcune specie di pesci di largo consumo) oppure in vari composti chimici (es. incluso in certi antisettici/conservanti proprio come nel caso del thimerosal).
Il fatto che siano emerse entrambe le sensibilizzazioni rende particolarmente improbabile un errore di preparazione del patch test.
Per quanto riguarda la sospetta reazione al preparato farmacologico, le possibili ipotesi sono:
- eruzione cutanea spontanea legata all'infezione in atto;
- eruzione cutanea legata all'infezione in atto ma favorita in qualche modo dal farmaco;
- reazione immunomediata ritardata al principio attivo;
- reazione ritardata immunomediata ad altri componenti/contaminanti del farmaco.
L'unico modo per ridurre il numero delle ipotesi (o di avere una certezza) sarebbe quello di eseguire test cutanei empirici (sebbene siano gravati da notevoli limitazioni) fino ad un eventuale ipotetico test di provocazione orale.
Saluti,