Utente 691XXX
Gentile dottore, dopo 2 giorni di astinenza sessuale, ieri con il mio uomo, scendo nel dettaglio, abbiamo avuto un rapporto orale misto ad un brevissima penetrazione, conclusasi poi con un orgasmo orale di entrambi. Ho trovato sul lenzuolo una macchia di sangue "strisciata", e lui aveva il pene molto arrossato e sulla pelle del pene traspariva sangue. A cosa è dovuto il sangue e l'eccessivo rossore dato che è stato tutto molto delicato? Ci siamo osservati per capire da dove fosse uscito,ma nulla. Può essere uscito dalla pelle del pene? Escludo che possa provenire dalla vagina, non ho disturbi,ed ho fatto il pap-test a febbraio ed è tutto ok. Molte volte abbiamo avuto rapporti di penetrazione duratura e non è mai accaduto che avesse questo tipo di disturbo,l'arrossamento al pene di rado ma con ripetute penetrazioni,che poi gli passa con acqua fredda. Dobbiamo fare dei controlli se la cosa si ripete, o forse lui ha avuto nei 2 giorni precedenti, dei rapporti sessuali?
Ho anche questo timore, dato che ha sempre uno spiccato desiderio sessuale.
Se può esserle utile, ha da poco iniziato la terapia ipertensiva ed ha 38 anni.
La ringrazio

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Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
se una eccessiva iperemia del glande (o rossore come Lei lo definisce) fosse una spia di avvenuto tradimento, molti anzi moltissimi uomini sarebbero in guai grossi!!Ma non è così, per fortuna o sfotuna dipende dai punti di vista.
Giustamente Lei ha elencato le possibili cause di quella piccola emorragia. Avendole scartate tutte, non Vi rimane che controllare se il segno si ripete dopo i prossimi rapporti. Tengo a precisare che una piccola lesione della mucosa del glande, magari minima, può sfuggire anche al più scrupoloso dei controlli se l'occhio non è, per così dire esperto ed abituato, a questo tipo di esame. Considerate infine la possibilità che il piccolo sanguinamento venga da altre fonti: nessuno di Voi soffre di emorroidi o ragadi anali?
Non mi rimane che salutarVi, con la raccomandazione di stare entrambi ragionevolmente tranquilli.
Un cordiale saluto.
Prof. Giovanni MARTINO