Utente 623XXX
Chiedo una consulenza per il mio bimbo di tre anni.
Circa un mese fa ha avuto la varicella, dopo circa 2 settimane è tornato all'asilo. Sabato scorso ha iniziato nuovamente a stare male con febbre a 38 e mal di gola. Martedi i linfonodi del collo si sono gonfiati talmente tanto da essere visibili ad occhio nudo. Abbiamo fatto subito, su consiglio della pediatra, gli esami del sangue ed il verdetto è stato mononucleosi ( Infezione primaria acuta). Le transaminasi sono leggermente mosse GOT 43 e GPT 33, VES 33, PCR 18,4, IgG VCA positive, IgG EBNA negative, EA IgG negative, IgM VCA positive. Attualmente come copertura per il mal di gola è in terapia con Klacid. Anche mio marito presenta da lunedi febbre a 39 e linfoadenopatia al collo e siamo in attesa dei risultati degli esami del sangue. Vorrei sapere come comportarmi in caso anche mio marito avesse la mononucleosi anche perchè ho un altro bambino di 17 mesi che è appena uscito dalla varicella iniziata il 7 aprile. Al momento io e lui stiamo bene ma ho paura che anche il piccolo si ammali.
Vorrei sapere per quanto tempo sarà possibile il contagio e come comportarmi con i miei figli, quanto tempo è bene aspettare prima di rimandarli all'asilo e nel caso il piccolo si dovesse ammalare, poichè a giugno ha un intervento programmato per un' ernia inguinale, se è il caso di rimandarlo. Mi scuso per le mille domande ma tutto questo in così poco tempo mi ha spiazzato e confuso!
Grazie a chi vorrà rispondermi.
[#1] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
La malattia è benigna ed autolimitante sia nel bambino che nell'adulto. IL virus nell'organismo malato si trova praticamente ovunque ma la saliva è maggiormente contaminante. Stanchezza e febbricola possono durare a lungo, ed anche la trasmissibilità permane a lungo. Bisogna stare attenti ai traumatismi addominali per il rischio di rottura di milza o fegato. Va evitata la somministrazione di prodotti a base di ampicillina o amoxicillina poichè tale evento scatena un'eruzione cutanea negli affetti.