Utente 260XXX
Sono un uomo di quasi 58 anni, normopeso, separato da 6. Sto vivendo da 9 mesi una bellissima ed intensa storia d’amore, pienamente ricambiata, con una donna molto più giovane di me, di cui sono innamoratissimo. Una storia meravigliosa, macchiata però, purtroppo, da un problema che mi procura grande rabbia e frustrazione: la disfunzione erettile.
Devo premettere che un anno fa (3 febr 2012) ho subito un intervento di TURP, e precedentemente a questo ho assunto per più di 10 anni Avodart e Pradif, e prendo inoltre da anni farmaci antidepressivi e per l’umore (Depakin, Tegretol, Elontril) e per il sonno (Zolpidem).Il problema in questione si è mostrato con questa mia nuova storia d’amore, in quanto negli anni precedenti, dopo la separazione, ero rimasto solo e sessualmente inattivo, per cui non ho riferimenti relativi all’ultimo periodo, precedente alla Turp.Non è costante, nel senso che ci sono volte in cui l’erezione tiene abbastanza ed il rapporto è soddisfacente, ma spesso non è così, perché perdo l’erezione nel giro di breve tempo (a volte pochi minuti), mentre la potenza raramente è massima, come quella di una volta.Più precisamente, ho notato che la perdita dell’erezione avviene più frequentemente quando devo cambiare posizione, o nel momento in cui mi devo togliere i vestiti, o se c’è qualche impedimento nei movimenti (lenzuola, vestiti), e comunque spesso nel momento in cui mi accosto a lei per passare dai preliminari all’atto penetrativo (quasi che a “lui” non piacesse “lei”, cosa assolutamente non vera, anzi …), ed anche quando riesco nell’intento, “lui” dura poco, tanto da terminare il coito sul più bello e spegnere l’entusiasmo. Disarmante. Ma qualche volta, anzi ultimamente sempre più spesso, la cosa avviene anche inspiegabilmente da sè, pur nel pieno dei giochi erotici e del trasporto emotivo, nonostante io provi un forte desiderio e la mia ragazza mi faccia veramente impazzire. E ciò è ancora più deprimente.In ogni caso, sono costretto a dover prendere ogni volta una pausa di “riposo”, più o meno lunga, prima di riuscire ad avere un’altra erezione.
Potete quindi immaginare la delusione e la frustrazione, sia mia che della mia fidanzata. E l’esserne io la causa raddoppia la mia rabbia. Ma anche la preoccupazione di possibili ripercussioni sulla relazione stessa, che possa destabilizzarla.
Ora, mi sento di escludere che si possa trattare di una mancanza di desiderio o di sensibilità, perché mi bastano poche effusioni e preliminari per eccitarmi, facilmente e molto, e facilmente ottengo un’immediata erezione, a volte anche forte. D’altra parte io amo moltissimo la mia fidanzata, lei mi piace tantissimo e provo per lei un desiderio ed una passione fortissimi, tutto ricambiato, e per giunta lei è molto sensuale, capace e generosa, e mi eccita sempre da impazzire.
E mi riesce difficile anche pensare che si possa trattare di ansia da prestazione, dato che non l’ho mai avuta, non ho alcun tipo di soggezione e con la mia fidanzata c’è una buona intesa.
Su indicazione dell’urologo, a seguito della Turp, e del mio medico di base, ho provato Levitra 10 mg, che, devo dire, ha prodotto, a volte più a volte meno, buoni risultati, ma che purtroppo ha un prezzo d’acquisto elevato e, per il fatto che ha un tempo considerevole prima di cominciare a fare effetto, implica un uso in un certo senso programmato, rimanendo perciò inutile nel caso di “situazioni” che nascono spontanee quando e dove meno te l’aspetti, che sono anche le più belle.
In definitiva, quindi, vorrei capire se l’origine di questa mia disfunzione erettile sia da imputare in qualche modo alla TURP o suoi strascichi, oppure all’aver assunto Avodart e Pradif (che sono notoriamente inibitori della libido e della potenza sessuale) per così tanto tempo, o agli antidepressivi, oppure semplicemente all’età (possibile andropausa, che però non sento affatto), oppure ancora ad un qualche altro fattore o meccanismo psicologico (che però non capisco). O ad un insieme o concomitanza di questi in iterazione fra loro.
Gentili dottori, Vi chiedo, da uomo disperato, un vostro parere professionale, il più approfondito e chiaro possibile, e possibili indicazioni e/o consigli utili a limitare, se non risolvere, questo mio piccolo grande “dramma”.
Gentilmente ringrazio e saluto.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,in medicina,prima di prescrivere una terapia,si dovrebbe porre una diagnosi che possa permettere di quantizzare il problema psicologico che,mi creda,nel Suo caso,appare secondario ai problemi prostatici e psichiatrici.Non sappiamo,però,nula circa le Sue abitudini di vita (fumo,alcol),nè sullo stato del Suo metabolismo (lipidico,glucidico etc.),né sulle condizioni cardiocircolatorie,essendo la funzione erettile un meccanisco vascolare.Contatti,con sollecitudine,il Suo medico di famiglia e si faccia indicare uno specialista che,nella Sua zona,e nel Forum,presenta delle Eccellenze.Cordialità.