Utente 129XXX
Salve,
Salve ho 26 anni una vita di sport e sono stato sempre brachicardico o comunque nella norma 59bp min.

Scoprendo una patologia renale ho scoperto anche l'ipertensione(che sembra comunque primitiva) che mi è stata curata per 1 anno e mezzo con betabloccante lopresor 200mg.

Alla sospensione per orticaria gigante, ho riscontrato una forte tachicardia che ne passare dei mesi è diminuita ma è sempre abbastanza elevata a e fastidiosa 90bp min. (la sospensione è stata fatta da un giorno all'altro senza periodo di rilascio)

Ora a distanza di 11 mesi la tachicardia continuava ed ho intrapreso sotto consiglio medico uan cura con corlentor 5mg.

Che succede ora? si effettivamente la frequenza è scesa, però mi ritrovo con valori pressori più alti di prima che ero tachicardico di almeno 10mg sia di diastolica che sistolica.

Tachicardico valori pressori 130/85 di media
Con corlentor valori pressori 140/95

Prima di ogni cura infatti ero brachicardico e gli holter pressori viaggiavano mediamente su 135-92

Mi potete illuminare voi? penso ci sia una correlazione

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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L'ivabradina non è un farmaco antipertensivo e a differenza delbetabloccante che assumeva in precedenza, non è in grado di far altro se non ridurre i battiti. Non condivido questa terapia nel suo caso e non sò come possa averla prescritta ilsuo medico di fiducia, comunque direi che è il caso di ritornare a usare piccole dosi di betabloccante ad azione centrale (non il lopresor) ed eventualmente associare degli antipertensivi. Per questo faccia riferimento ad un cardiologo di fiducia.
Saluti cordiali
[#2] dopo  
Utente 129XXX

Iscritto dal 2009
Il betabloccante mi ha dato molti problemi importanti e siccome non intendo riprenderlo che mi sono appena disintossicato abbiamo optato per questo farmaco, ma sicuramente da abbinare ad una cura ipertensiva.

Quello che non capisco come mai, se la frequenza diminuisce perchè la pressione sale?

Come mai non le piace come cura?
Grazie per la sua risposta Dott.Rillo
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Perchè le indicazioni all'utilizzo dell'ivabradina sono di riduzione delle frequenze cardiache solo nei pazienti con cardiopatia ischemica o con scompenso cardiaco e non mi sembra questo il suo caso. Quando le frequenze sono sinusali ed elevate occorre capire se sono appropriate o ingiustificate e quindi la decisione se trattarle direttamente o indirettamente è la naturale conseguenza di una diagnosi che deve sempre essere formulata sempre prima (e in maniera corretta) di una eventuale terapia, se si vuole che quest'ultima sia efficace. Nel suo caso una diagnosi non è stata fatta e la terapia mi sembra che sia stata adottata in maniera empirica e tralaltro poco appropriata. Per l'ipertensione i valori elevati non hanno alcuna relazione con l'abbassamento delle frequenze.
cordialità