Utente 122XXX
Gentili Dottori , è stata diagnosticata a mia madre (70 anni) varici arto inferiore sinistro da insufficienza della vena grande safena e almeno due perforanti di gamba con risentimento emodinamico (edema del 3° inf di gamba e piede) Ha effettuato un ecodoppler dei vasi e il lume della safena è pari a 5 mm :i pareri sono invece discordi sul tipo di intervento da eseguire : o lo stripping della vena safena con legatura delle perforanti incontinenti o il sistema del laser senza asportazione della safena ma solo la sua legatura interna
Cortesemente vi chiedo quali sono i postumi dei suddetti interventi e quali le eventuali complicanze e quindi quale tecnica appare consigliabile per una rapida ripresa
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
in campo flebologico hanno attualmente trovato affermazione diverse metodiche chirurgiche e non, per le quali, al di là di condizioni specifiche che le rendano di volta in volta più indicate, valgono la competenza e le convinzioni di chi le applica.
Ogni tecnica presenta infatti risultati variabili e può prestarsi a sequele e possibili complicazioni.
Personalmente resto legato alla chirurgia tradizionale, che tuttavia nel corso degli anni, in mani esperte, è andata incontro a notevoli miglioramenti in termini di selezione delle indicazioni, estensione dell'atto chirurgico, invasività, possibilità di essere eseguita in regime di day-surgery (in qualche caso addirittura ambulatoriale), risultato funzionale ed estetico eccellente.
Altre metodiche si avvalgono della esperienza di operatori che vi si sono dedicati e della "disponibilità" di attrezzature, il cui impiego è indicato in particolari condizioni, ma non in tutte, non restando per altro esenti dall'alea delle complicazioni che accompagna qualunque procedura invasiva.
E' facile quindi che possa trovare nella rete (e non solo) opinioni diverse e contrastanti, per cui la scelta resta fondata sulla identificazione di un operatore esperto e affidabile, che sappia applicare tutte le tecniche disponibili scegliendo quella più approrpiata al singolo caso (piuttosto che quella sola a lui accessibile) e che soprattutto effettui un preciso "mappaggio" properatorio per una corretta programmazione della estensione e strategia dell'atto chirurgico.
[#2] dopo  
Utente 122XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dottore , la ringrazio, anche a nome di mia madre , per la Sua cortese risposta.