Utente 289XXX
Gentilissimi Dottori, un anno fa ho avuto 3 ischemie e dopo una serie di controlli mi hanno diagnosticato il forame ovale pervio, un prolasso della mitrale e l'aneurisma del setto interatriale. prima dell'intervento ho anche avuto una pericardite senza versamento. Ho subito l'intervento per via percutanea con inserimento di device e ad un anno dalla chiusura ho ancora un shunt dx-sx residuo in prossimità del RIM tricuspidalico di grado severo verificato con eco- color-doppler transcranico effettuato con manovra di valsalva.
In seguito a fastidi dovuti a battiti irregolari ho eseguito l'holter cardiaco che ha evidenziato quanto segue: ritmo sinusale per tutta la registrazione, 216 extrasistoli ventricolari isolate monomorfe, 5 coppie, assenza di pause, non modificazioni significative di ST-T.
Ho anche effettuato il controllo dei valori ematici con i seguenti valori alterati colesterolo 200 mg/dl, glicemia 110 mg/dl, ferritina 4,6 ng/ml.
Sono in terapia con:
-2 cp/die crescor 20 mg per trattamento colesterolo (prima solo 1 cp/die ma essendo nuovamente alto il colesterolo mi hanno aumentato la dose),
-1 cp/die congescor 1,25 mg
- 1 cp/die cardioaspirina.

La prossima settimana effettuerò il transesofageo per valutare un eventuale intervento per l'impianto di un secondo device.
Ho effettuato un RMN con esito sovrapponibile alle ischemie precedenti.

Le extrasistoli possono essere correlate al quadro clinico? Nella mia situazione possono essere pericolose?
è necessario impiantare un secondo device? l'intervento comporterebbe ulteriori rischi?
posso avere altre ischemie? (continuo a avere disturbi neurologici che riguardano soprattutto l'uso della parola e frequenti mal di testa)

Grazie mille

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
sebbene le anomalie strutturali cardiache possono comportare l'insorgenza di extrasistoli, il loro numero riscontrato all'esame Holter non è particolarmente significativo. Per quanto riguarda poi la necessarietà di un secondo device, ciò dovrà esser stabilito dopo l'esito dell'eco transesofageo.
In bocca al lupo, saluti.
[#2] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Gentile utente, comprendo le sue preoccupazioni, tralaltro più che giustificate...Le extrasistoli che lei riporta sono ventricolari e quindi non direttamente correlate al problema del setto interatriale, che rappresenta per lei sicuramente l'aspetto più importante da considerare. Direi che il primo intervento per via percutanea non ha dato buoni risultati e quindi la sua situazione, in termini di rischi tromboembolici, non è cambiata sostanzialmente. Sicuramente il problema và rivalutato. Tenga presente che la chiusura percutanea è una tecnica che và eseguita da mani esperte per ridurre i rischi di insuccessi. Forse è il caso di sentire anche l'opinione di un cardiochirurgo.
Cordialità