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Il mio medico mi prescrisse pantorc

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013

    Il mio medico mi prescrisse pantorc

    Buona sera. Sono una ragazza di 25 anni e sono sempre stata un tipo un pochino ansioso, ma da Luglio 2012 nn so cosa mi sia successo. E'' iniziato tutto con un semplice mal di stomaco ed il mio medico mi prescrisse pantorc e levopraid. Da quando ho sospeso il Levopraid sono stata sempre più male. Pensavo e penso sempre di avere qualche malattia. Mi Sento un peso allo sterno, mi gira la testa, mi fa male lo stomaco, sono triste e ho paura di non uscirne. Una cosa che mi spaventa è il fatto di essere dimagrita. Io non sono mai stata una ragazza pienotta o con un peso elevato. Sono alta 1.53 cm e peso 41.7 Kg ma prima di questo periodo pesavo 46 Kg. Adesso la mia domanda è questa: L''ansia può far dimagrire così tanto e in cosi'' poco tempo? E perchè non riesco a rimette questi chili pur mangiando regolarmente? Grazie e scusate per tutte queste domande ma sono molto preoccupata.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 682 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2009
    gentile ragazza se da un punto di vista medico non ha altri problemi lo stato di iperattività creato da una certa ansia ( non stare mai fermi, ecc) può far si che l'aumento del peso possa risultare difficile


    Dr. Armando De Vincentiis
    Psicologo-Psicoterapeuta
    www.psicoterapiataranto.it

  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Cara Utente,

    oltre a prescriverle quei farmaci il suo medico le ha anche richiesto di sottoporsi ad accertamenti clinici?
    Sono state cioè escluse altre eventuali patologie che potrebbero aver causato sia il mal di stomaco sia il dimagrimento?

    Da allora ha modificato le sue abitudini alimentari mangiando meno?
    E' stata particolarmente in ansia per qualcosa?
    I sintomi ansiosi che la colpiscono sono presenti sul piano fisico (ad es. con tachicardia o irrequietezza)?



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buona sera! Grazie mille Dottore. Dottoressa io a luglio quando ho avuto quel disturbo allo stomaco, il mio medico mi ha dato levopraid e mi ha fatto sospendere la terapia di colpo " finisci di prendere la scatola e poi basta, prendendole 2 al giorno" da li in poi mi sono fatta la gastroscopia e si evidenziata una leggera infiammazione dello stomaco e una duedenopatia, insomma sono un infiammazione gastrica.In più mi sono fatta l'eco addome completo. Poi ho effettuato varie analisi del sangue, da quelle basi, alla tiroide, sodio, potassio, ferro, ferritina ecc. Ho fatto anche delle analisi delle feci per il sangue occulto e l'esame delle feci (calprotectina fecale) e ringraziando Dio vanno tutte bene. Si all'inizio il mio medico pensava che il dolore di stomaco era dovuto da un virus preso al mare( il mare era molto inquinato a casa delle rotture delle fogne) e mi disse di mangiare in bianco per una settimana. Dopo avere lasciato il levopraid (penso che sia stato da quel momento) non ero più io piangevo e avevo paura che fosse qualcosa di più. e così ho iniziato a mangiare di meno perchè avevo paura ed avevo lo stomaco chiuso. Ma adesso sto mangiando regolarmente. I sintomi che ho sono: chiusura alla gola, a volte dei giramenti di testa, sudorazione e tachicardia(ho fatto un elettrocardiogramma ma è regolare) avendo sui 96 battiti al minuto. Sinceramente da quando ho fatto il corso OSS e dopo aver fatto il tirocinio in rianimazione ho sempre paura delle malattie. Ma questi sintomi non sono presenti sempre. Il primo episodio d'ansia penso di averlo avuto qualche mese prima dopo una piccola discussione con il mio ragazzo.Lei cosa ne pensa? Grazie Dottoressa per il suo tempo dedicatomi.



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    "Dopo avere lasciato il levopraid (penso che sia stato da quel momento) non ero più io piangevo e avevo paura che fosse qualcosa di più"

    In che senso non era più sè stessa?

    Gli altri sintomi che descrive (chiusura alla gola, a volte dei giramenti di testa, sudorazione e tachicardia) sono comparsi dopo l'assunzione di questo farmaco?

    Se sì, in precedenza in che modo era "un tipo un pochino ansioso"?



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  6. #6
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Dottoressa mi veniva sempre da piangere e avevo paura che avessi qualcosa allo stomaco o comunque avevo paura di qualche malattia. Appena qualcuno mi chiedeva cosa avessi fatto, piangevo piangevo e raccontavo quello che mi era successo. Poi mi ero fissata che siccome mi ero dimagrita e tutti appena mi vedevano sottolineavano questo aspetto, ero diventata brutta. E di conseguenza ho iniziato a pensare che questo dimagrimento era dovuto da qualche malattia.Cara dottoressa mi sono dimenticata di dirle che prima di farmi tutti gli accertamenti sopra elencati, il sostituto del mio medico curante, toccandomi lo stomaco mi disse " ulcera non è ma qualcosa c'è" allora da li ho dato di matto... e piangevo e mi comportavo in modo strano, non sopportavo il casino, le feste. Io dottoressa mentre prendevo quel farmaco stavo meglio con lo stomaco ma non del tutto bene e poi da quando ho smesso di prenderlo dopo qualche giorno ho notato il mio drastico cambiamento... ripeto non smettevo mai di piangere.Ed è stato proprio in quel periodo che ho iniziato a perdere peso. Poi piano piano, forse smaltendo il farmaco mi si è alleviata questa sensazione di pianto. Adesso dottoressa sinceramente a giorni sto meglio e a giorni un pò meno. Ogni tanto ho questa chiusura alla gola e un po di tachicardia ma cerco di non pensarci e pensare che sia solo l'ansia e non qualche malattia.E di conseguenza supero il momento. Però devo essere sincera da settembre non ho ripreso il peso ma sicuramente psicologicamente sto molto meglio. Mi sono dimenticata di dirle che sto prendendo delle pasticche - Serelax - consigliato dal mio medico. Quando ero più piccolina parliamo delle scuole superiori ad esempio quando avevo un compito in classe non mi veniva sonno la sera oppure sudavo, avevo la tachicardia , ma forse ora un tipo di ansia che tutti hanno! mentre dal primo attacco d'ansia( ossia qualche mese prima di luglio) fino ad arrivare a luglio stesso è stata diversa. Tutto è iniziato una notte passata in bianco per il mal di stomaco e dopo un due giorni è iniziata questa sensazione di chiusura alla gola e la sensazione di non riuscire a deglutire bene. Così vado dal mio medico e mi prescrive il levopraid e da li la storia ha avuto inizio. Dottoressa io la ringrazio veramente tantissimo perchè mi da questa possibilità di scriverle avendo una risposta.



  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Mi scusi Dottoressa mi sono dimenticata di dirle che la sensazione del nodo alla gola lo avevo avuto anche nei giorni precedenti, mentre gli altri sintomi dopo aver lasciato il levopraid. Grazie nuovamente.



  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Il Levopraid è uno psicofarmaco, come può leggere dal foglietto illustrativo, quindi i sintomi depressivi che ha sviluppato dopo la sua assunzione e che si sono attenuati poi col passare dei giorni dipendono probabilmente dal principio attivo stesso.
    In ogni caso per informazioni precise deve rivolgersi ad un medico, ma penso che ciò che conta a questo punto è che non lo assume più e sta meglio.

    Sono sicuramete da affontare tutti quei sintomi di natura ansiosa che ci ha descritto e che non spariranno da soli: "chiusura alla gola, a volte dei giramenti di testa, sudorazione e tachicardia" indicano che in lei è presente un malessere che deve essere affrontato e che si sta trascinando da troppi anni per non intervenire.

    Visto che ci dice anche questo:

    "da quando ho fatto il corso OSS e dopo aver fatto il tirocinio in rianimazione ho sempre paura delle malattie"

    mi piacerebbe sapere come mai ha scelto una professione che la mette in contatto con soggetti malati, esponendosi al rischio di sviluppare ipocondria - cosa che in effetti pare esserle successa.





    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  9. #9
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buon giorno Dottoressa grazie per la sua risposta. Io dottoressa prima non avevo paura delle malattie e quando mia madre mi consigliò di fare il corso Oss lo feci all'inizio tranquillamente, poi quando sono stata in rianimazione a fare il tirocinio, è cambiato qualcosa!!!! Ho iniziato ad avere paura di ogni malattia.... infatti quando a luglio ho avuto quel dolore allo stomaco ho pensato: " e se è un tumore?" Infatti ad oggi molte volte sto bene e molto volte mi viene da pensare e se mi si sento male? Insomma ho paura che mi succeda qualcosa... sono sempre sul chi va là!!!!



  10. #10
    Indice di partecipazione al sito: 34 Psicologo
    Risponde dal
    2011
    Cara ragazza,

    il farmaco è stato ridotto gradualmente? Che dosaggio prendeva? Ha mai pensato di intraprendere una psicoterapia oltre la cura farmacologica?


    Dr.ssa Laura Mirona
    dottoressa@lauramirona.it
    www.lauramirona.it

  11. #11
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Dottoressa il mio medico mi diede quel farmaco dicendomi che era per l'aria alla pancia e io sbadatamente non sono andata a leggere il bugiardino. Comunque prendevo due pasticche al giorno ed il mio medico mi disse : "quando finisci la scatola smetti" quindi da due al giorno sono passa a non prenderle più. Si dottoressa forse dovrei!!!



  12. #12
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    "quando sono stata in rianimazione a fare il tirocinio, è cambiato qualcosa!!!! Ho iniziato ad avere paura di ogni malattia..."

    Essendo lei una persona ansiosa esponendosi alla presenza di pazienti in rianimazione ha involontariamente causato l'insorgenza di pensieri di tipo ipocondriaco, che comunque non sarebbero probabilmente insorti in assenza di una base ansiosa di fondo.

    E' davvero il caso che lei si rivolga ad uno psicologo, perchè i sintomi e i pensieri che ci ha riferito necessitano di una valutazione e di un conseguente intervento psicoterapeutico.



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  13. #13
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Grazie mille Dottoressa seguirò il suo consiglio anche perchè così non posso stare. Buona serata!



  14. #14
    Indice di partecipazione al sito: 34 Psicologo
    Risponde dal
    2011
    Si, è la scelta migliore.

    Un caro abbraccio


    Dr.ssa Laura Mirona
    dottoressa@lauramirona.it
    www.lauramirona.it

  15. #15
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buon Giorno scusate vorrei porvi un domanda. Ho seguito il vostro consiglio, sono andata a fare un colloquio e l'psicologo mi ha detto che soffro di un disturbo ossessivo scatenato da tanti fattori. Mi ha consigliato di fare delle sedute di gruppo e non mi ha dato nessun medicinale. Secondo voi ho prese la strada giusta per risolvere il mio problema? Queste sedute mi faranno bene? Grazie e buona giornata.



  16. #16
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    La psicoterapia di gruppo è una possibilità valida quanto le altre, se lei accetta di parlare di sè davanti ad altri e di condividere quindi i suoi vissuti.
    Sa se lo psicologo effettua solo quel tipo di psicoterapia o se effettua anche percorsi individuali?

    Per quanto riguarda i farmaci, poichè noi psicologi non siamo medici è normale che non gliene abbia prescriutti.
    Probabilmente non ha nemmeno ritenuto che fosse il caso di inviarla ad uno psichiatra per una prescrizione farmacologica, ma se invece lei volesse intraprendere anche questa strada potrà sicuramente parlargliene e chiedergli a chi può rivolgersi.


    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  17. #17
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno., Io sono andata proprio da uno psichiatra e lui mi ha detto che non ho bisogno assolutamente dei farmaci dicendomi che soffro di un disturbo ossessivo e mi ha dato il nome della psicologa che fa queste sedute di gruppo e che si appoggia nel suo studio. Sinceramente non so di preciso se questa dottoressa pratica solo sedute di gruppo, ma penso proprio di no. Perchè che differenza fa se la dottoressa pratica solo sedute di gruppo o meno?



  18. #18
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Gliel'ho chiesto perchè se effettua anche trattamenti individuali, e lei preferisce non condividere con altri i suoi problemi, le può chiedere di essere seguita singolarmente.



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  19. #19
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Ho capito.... grazie dottoressa !!!ma lei pensa che ho intrapreso la strada giusta?



  20. #20
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Sicuramente quella della psicoterapia è la strada giusta per risolvere un problema come il suo.

    Stia serena e se vuole ci aggorni sulle novità.

    Le faccio tanti auguri,



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  21. #21
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Grazie mille dottoressa... Gentilissima!!! a presto



  22. #22
    Indice di partecipazione al sito: 194 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2010
    Gent.le ragazza,
    Le consiglio in ogni caso di fare prima un colloquio con la Psicologa e valutare insieme se è preferibile un percorso di gruppo oppure individuale, inoltre al fine di offrirle ulteriori spunti di riflessione la invito a leggere questo articolo:
    http://www.medicitalia.it/minforma/Psicoterapia/153/Perche-iniziare-una


    Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
    Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Teramo
    www.psicoterapeuta-pescara.it

  23. #23
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno Dottori, volevo chiedervi una cosa. Ormai da un mese che la sera quando mi metto nel letto mi gira la testa. O meglio ho la sensazione di sbandamento come se mi muovessi io nel letto e invece sto ferma, (sai quando si va al mare la sera per esempio a me succedeva d'avere la sensazione di stare ancora nell'acqua ) poi apro gli occhi fisso ad esempio il lampadario per vedere se si muove e invece vedo come se vibrasse solamente. Non so se mi avete capito... non vedo la stanza oppure il lampadario girare.... ma vedo come se tremasse poco!!! Adesso la mia domanda è questa ... questa sensazione è dovuta dall'ansia o potrebbe essere un problema legato all'orecchio per esempio. Da dire che non mi succede tutte le sere..... e quando mi succede penso che sia l'ansia e mi passa!!!! Avvolte mi accade quando non riesco a dormire e mi metto a pensare a questa condizione!!!Scusate per tutti questi consulti ... grazie e Buona giornata.



  24. #24
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Per quanto si possa trattare di un sintomo dovuto all'ansia, e la sua affermazione:

    "quando mi succede penso che sia l'ansia e mi passa"

    possa avvalorare questa ipotesi, per escludere che il disturbo abbia natura organica è necessario che ne parli con il suo curante.
    L'ha già fatto?



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  25. #25
    Indice di partecipazione al sito: 1079 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2008
    >>> quando mi succede penso che sia l'ansia e mi passa
    >>>

    Ciò sembra corroporare l'ipotesi che si tratti proprio di ansia, del resto già confermata dallo psichiatra che l'ha visitata.

    Ne deve parlare con la psicologa che le è stata indicata, lo ha già fatto?




    Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
    Specialista in psicoterapia breve strategica
    www.giuseppesantonocito.it

  26. #26
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno Dottore sinceramente no... in quanto la psicologa mi ha detto che sta formando il gruppo e quindi sto aspettando che mi chiamano. Sa io ho fatto la visita con l'psichiatra e mi ha consigliato di fare delle sedute di gruppo tramite questa psicologa! Adesso speriamo solo che inizio presto. Grazie mille Dottore



  27. #27
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Scusate se vi disturbo ancora vi volevo dire che in queste situazioni molte volte come ieri sera penso.. ok è solo l'ansia e mi calmo, mentre come mi succede adesso inizio a pensare a cosa potrebbe essere... allora penso potrebbe essere l'orecchio, la pressione, un problema neurologico, il ferro!!!! Insomma inizio ad avere paura e sento che l'ansia prende il sopravvento. Spero di uscirne da questa situazione perchè dei giorni sto bene ma altri proprio no! grazie e scusate ancora.



  28. #28
    Indice di partecipazione al sito: 1079 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2008
    Sembra abbastanza evidente che lei abbia proprio un problema d'ansia. Proprio per questo sarebbe opportuno che, per non alimentarla ulteriormente, resistesse alla tentazione di chiedere rassicurazioni. Quando si soffre d'ansia, infatti, più si cerca di ottenere rassicurazioni e più si rischia di esacerbarne i sintomi.

    A seconda di quanto è il tempo d'attesa che le hanno dato per l'inserimento nel gruppo, potrebbe decidere di rivolgersi autonomamente a uno psicologo psicoterapeuta esperto in disturbi d'ansia, ad esempio a indirizzo cognitivo comportamentale o breve strategico.

    Legga questi articoli per informarsi:

    http://www.medicitalia.it/minforma/Psicoterapia/533/Mini-guida-per-la-s
    -----
    http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/233/La-psicoterapia-che-c




    Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
    Specialista in psicoterapia breve strategica
    www.giuseppesantonocito.it

  29. #29
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Grazie mille Dottore è stato gentilissimo.



  30. #30
    Indice di partecipazione al sito: 34 Psicologo
    Risponde dal
    2011
    Cara signora,

    in questo momento le rassicurazioni sono assolutamente da evitare. Più lei viene rassicurata e più la sua ansia viene alimentata.
    Mi associo al collega nel consigliarle di cercare intanto un terapeuta dei suddetti orientamenti con cui possa iniziare un percorso individuale.


    Dr.ssa Laura Mirona
    dottoressa@lauramirona.it
    www.lauramirona.it

  31. #31
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno Dottoressa grazie per la sua risposta e grazie anche agli altri Dottori. Ieri ho chiamato il mio psichiatra per dirgli appunto se era il caso di iniziare individualmente e lui mi ha risposto di no, che non serve mi ha detto solo che devo aspettare e avverrà a breve la chiamata della psicologa per iniziare le sedute di gruppo. Comunque è vero io cerco sempre di avere delle rassicurazioni che all'inizio mi fanno stare bene o meglio però poi e come un circuito chiuso... ne ho bisogno di altre. Buona Giornata e grazie ancora.



  32. #32
    Indice di partecipazione al sito: 194 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Risponde dal
    2010
    Gent.le ragazza,
    mi sembra alquanto strano che la Psicologa non l'abbia convocata per un colloquio preliminare all'inserimento nel percorso di gruppo, solitamente tale colloquio consente una valutazione rispetto all'opportunità di scegliere il percorso più adeguato alle esigenze della persona. Al contrario in questo caso sembra che la priorità sia il raggiungimento del numero minimo di soggetti per avviare le sedute di gruppo, spero vivamente di sbagliarmi ma l'affermazione dello psichiatra rispetto all'inutilità del colloquio individuale è alquanto discutibile; pertanto la inviterei a chiedere un colloquio individuale direttamente alla Psicologa in modo che lei stessa possa valutare come si trova con la specialista che a sua volta avrà modo di conoscerla personalmente.


    Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
    Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Teramo
    www.psicoterapeuta-pescara.it

  33. #33
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Concordo con la d.ssa Camplone: un colloquio preliminare è necessario per stabilire se la psicoterapia di gruppo è adatta nel suo caso, oltre che per l'inquadramento dello stesso.

    Ho capito male o lei e la psicologa non vi siete nemmeno mai incontrate?



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  34. #34
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno, sinceramente io e la psicologa non ci siamo mai incontrate. Io ho fatto il colloquio con il psichiatra e lui mi ha diagnosticato l'ansia precisamente soffro di un disturbo ossessivo. Lui ha messo tutti i miei dati compreso la diagnosi e dei punti chiave di quello che ci siamo detti, in una cartella destinata alla psicologa. Questa psicologa lavora con il suddetto.



  35. #35
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Sarebbe il caso che lei chiedesse di incontrarla, perchè risulta piuttosto difficile pensare che possa essere inserita in un gruppo senza un colloquio preliminare con chi lo condurrà.
    Questo non perchè la visita psichiatrica non sia servita a nulla, ma perchè chi conduce il gruppo deve come minimo farsi un'idea dei pazienti con i quali lavorerà.

    Non solo: anche lei, come paziente, ha il diritto di vedere in faccia la psicologa e di stabilire se è una persona con la quale le va bene lavorare - il che non è scontato.

    Tanto più visto che le è richiesto di posticipare l'inizio della cura ad un momento non definito, proprio e solo in attesa che si formi il gruppo, sarebbe davvero controproducente che all'avvio della psicoterapia lei scoprisse di non sentirsi a suo agio con quella dottoressa.
    Meglio stabilirlo prima e stabilire anche se sia preferibile il percorso di gruppo o quello individuale.



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  36. #36
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Grazie mille Dottoressa penso che lunedì la chiamerò!!! Poi se non disturbo Vi farò sapere!!!! Grazie ancora a tutti a presto e buon fine settimana!



  37. #37
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Certo, ci faccia sapere!



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  38. #38
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Non dimentichi anche di verificare se si tratta o no di una psicologa specializzata in psicoterapia, requisito direi essenziale nel suo caso.

    Può controllare presso il nostro Albo inserendo il suo nominativo qui:
    https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  39. #39
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Dottoressa buona sera!!! Io vi vedo fare una domanda e poi basta con le domande e con le rassicurazioni... :-D io fino a pochi giorni fa davo la colpa al levopraid per avermi fatto uscire fuori l'ansia.... ma in realtà pensandoci bene io dopo aver avuto quel disturbo di stomaco iniziale, iniziai ad avvertire dopo mangiato una chiusura alla gola e mi sentivo come se il collo fino ad arrivare alle guance fossero tipo addormentate/ strane e non riuscivo a deglutire bene. Così nei giorni seguenti ho iniziato a avere paura e sono andata dal mio medico curante elencandogli i sintomi , ed è stato in quel momento che mi ha prescritto il levopraid. 1) Quindi l'ansia gia mi era uscita fuori prima dell'assunzione del medicinale?
    2) vuol dire che covavo l'ansia da tempo?
    3) L'ansia può uscire da un momento all'altro?
    Grazie mille.



  40. #40
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    A volte l'ansia emerge improvvisamente, per esempio con un attacco di panico, mentre altre volte compare con manifestazioni meno evidenti, che non sono riconosciute nella loro vera natura.

    E' impossibile darle delle risposte certe: è plausibile sia che un farmaco che incide sulla chimica cerebrale abbia provocato la slatentizzazione di malesseri prima non emersi, sia che i disturbi di stomaco fossero già dovuti all'ansia.

    Penso che ciò che conta ora sia solo che lei si faccia curare adeguatamente.



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  41. #41
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Io Dottoressa la ringrazio molto... veramente con il cuore! Io non vedo l'ora che inizino le sedute e mi creda spero di capitare in buone mani. Molti giorni va tutto bene, non ho nessun sintomo, mi sento libera e leggera. Mentre altri giorni ho molti sintomi di malessere, come giramenti di testa, tristezza, paura, credo che non sia solo l'ansia quella che ho, paura di non uscirne ecc. Non so se in quei giorni che sto bene è merito mio oppure sia dell'ansia che non si fa avanti!!!!! Comunque Dottoressa grazie perchè parlare con lei e parlare con gli altri dottori mi fa stare meglio!



  42. #42
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    "Non so se in quei giorni che sto bene è merito mio oppure sia dell'ansia che non si fa avanti!!!!!"

    Penso che siano vere entrambe le cose.
    Ci faccia sapere!



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  43. #43
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Certo Dottoressa Grazie ancora. A presto e buona serata.



  44. #44
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno Dottoressa è passato un po di tempo. Volevo farvi sapere che sono in cura da una psicologa o meglio da una psicoterapeuta. Sto facendo delle sedute individuali sul comportamento. Va meglio però ancora non riesco a gestire in maniera splendida l'ansia disfunzionale e i pensieri disfunzionali. Adesso conosco la tecnica del respiro lento e il rilassamento. Spero di uscirne.Ci sono dei giorni che penso di farcela altre volte no. Per quanto riguarda il peso purtroppo non è migliorato di molto peso solo 1 kg in più!!! Mi trovo alla ottava seduta. Grazie mille il vostro appoggio sia passato che presente.



  45. #45
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Per il momento direi che può essere soddisfatta del miglioramento ottenuto: non è pensabile risolvere tutto in 8 sedute, considerando che probabilmente i primi incontri sono serviti per valutare la sua situazione e non fanno parte di per sè del lavoro di cambiamento.

    Che tipo di psicoterapia ha iniziato?
    Con che frequenza si svolgono le sedute?



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  46. #46
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Grazie mille dottoressa per la sua risposta! Ho iniziato la terapia cognitivo comportamentale, penso che si dica così. Faccio una seduta a settimana fin quando mamma e papà possono. Sa dottoressa io sono disoccupata, mamma lavora ma non percepisce uno stipendio alto e papà e anche disoccupato. Dottoressa posso farle una domanda? E' sbagliato pensare sempre ed avere il pensiero fisso sul peso? " perchè non mi ingrasso? sono ancora troppo magra... grazie ancora dottoressa.



  47. #47
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Il medico cosa dice del suo peso?
    Considerando che aveva perso 4kg abbondanti se ne ha ripreso uno significa che gradualmente sta recuperando.
    E' effettivamente troppo magra o la sua preoccupazione nasce più che altro dal fatto che aveva perso peso?

    Ci ha detto di aver fatto degli esami per valutare la funzionalità della tiroide, quindi probabilmente è dimagrita per lo stress e l'iperattivazione provocata dall'ansia, che porta a "bruciare" più calorie.
    Ha appetito?



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
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  48. #48
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Dottoressa si la tiroide funziona benissimo e le ultime analisi erano buone. Fino a poco tempo fa non avevo appetito mangiavo sempre regolarmente ma solo per non continuare a dimagrire. Adesso e' da qualche mese che ho appetito. La mia psicologa dice che quando si mangia con preoccupazione e giusto come facevo io , gli alimenti non vanno a nutrimento e in più dice che ho il metabolismo accelerato . Mentre il mio medico curante dice che si sono magra pero' non e' da preoccuparsi e con qualche chilo in più sarei perfetta. Io si all'inizio mi sono spaventata ed ero preoccupatissima. Adesso sono preoccupata per il fatto che pur mangiando di più non ingrasso e poi mi vedo brutta così magra.grazie mille dottoressa



  49. #49
    Indice di partecipazione al sito: 1110 Psicologo
    Risponde dal
    2010
    Se è ancora piuttosto nervosa/agitata è normale che consumi di più (e che quindi accumuli di meno), l'importante è che non ci sia nulla che non va dal punto vista fisico.



    Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
    Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
    www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it

  50. #50
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Io dottoressa prima pesavo 46kg poi con l'ansia disfunzionale sono arrivata a pesare 40.9kg la mattina a stomaco vuoto . Adesso la mattina a stomaco vuoto e dopo essere stata in bagno peso 41.7. Poi nel pomeriggio arrivo a pesare anche 43kg.



  51. #51
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Grazie mille Dottoressa!!!! E' gentilissima. Le farò sapere in seguito come va!



  52. #52
    Indice di partecipazione al sito: 701 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Sessuologia

    Risponde dal
    2009
    " Va meglio però ancora non riesco a gestire in maniera splendida l'ansia disfunzionale e i pensieri disfunzionali. Adesso conosco la tecnica del respiro lento e il rilassamento"

    Gentile Utente,

    nella psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale si comincia fin dalla prima seduta ad impostare un lavoro terapeutico, addestrando il pz a riconoscere i propri stati emotivi (qui ansia) per come si esprimono sul corpo e collegandoli poi a quei pensieri disfunzionali che mantengono il disturbo e generano delle condotte che mirano a contenere il disagio ma che sono anch'esse disfunzionali (es evitamento).

    In effetti in otto sedute Lei riconosce che va un pochino meglio, proprio perchè si sta allenando a pensare e a comportarsi in maniera diversa rispetto al passato.

    Però è il caso di insistere, perchè:

    - ha bisogno di imparare sempre di più a riconoscere, prendendo consapevolezza di come Lei funziona, quali schemi disfunzionali mette in atto e in quali circostanze;

    - ha necessità di allenarsi a funzionare (da un punto di vista cognitivo e anche comportamentale) in un modo del tutto nuovo, più funzionale, cui però Lei non è per niente abituata.

    E' del tutto normale che durante una psicoterapia (a volte anche dopo la fine della terapia) possa ricomparire un vecchio schema disfunzionale, ma il pz -a questo punto- lo sa riconoscere e gestire.
    Questo si spiega semplicemente col fatto che il pz per tutta la vita ha messo in atto *quei* comportamenti e ha pensato in *quel* modo.

    Quanto alla Sua preoccupazione di non ingrassare, è probabile che anche questo possa rientrare nello schema disfunzionale: tale preoccupazione potrebbe generare la paura di avere una malattia e di conseguenza Lei controlla il Suo peso, andando ancora di più in ansia...

    Il terapeuta Le ha prescritto compiti da eseguire tra una seduta e l'altra?
    Quali?

    Quali obiettivi terapeutici avete fissato?


    Dott.ssa Angela Pileci
    Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
    Perfezionata in Sessuologia Clinica

  53. #53
    Utente donna
    Iscritto dal
    2013
    Buongiorno dottoressa si la mia psicologa mi prescrive vari esercizi tra una seduta e l'altra come ad esempio scrivere una lettera che parla di me, eserciZi di respirazione lenta, rilassamento , poi annotare quali sono i pensieri disfunzionali che danno origine alla ansia, annotare tutte le emozioni belle ed infine costruire e modificare un pensiero disfunzionale per farlo diventare attraverso lo schema ABC un pensiero funzionale. Come obiettivi ho quelli di ad esempio quando sono sola ho paura che mi possa girare la testa allora ecco quando ho l'ansia devo uscire prima con qualcuno x tot tempo poi da sola per tot tempo. Stiamo procedendo così. Oppure sul mangiare adempio l'ultima volta che mangia la cioccolata mi comincio a giare la resta nodo alla gola e tachicardia allora ecco mi ha fatto capire di non collegare il momento a quello che stavo facendo e così sto rimangiando la cioccolata prima piano piano a pezzetti piccoli poi sempre di più . Non so dottoressa se mi sono spiegata bene spero di si! Buona giornata e grazie.



  54. #54
    Indice di partecipazione al sito: 701 Psicologo specialista in: Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Sessuologia

    Risponde dal
    2009
    "poi annotare quali sono i pensieri disfunzionali che danno origine alla ansia, annotare tutte le emozioni belle ed infine costruire e modificare un pensiero disfunzionale per farlo diventare attraverso lo schema ABC un pensiero funzionale..."

    Questo serve in prima battuta per riconoscere e collegare tra loro stati emozionali, pensieri automatici (inconsapevoli) e i comportamenti espulsi (cioè le strategie che possono anch'esse risultare disfunzionali). Una volta individuata la sequenza critica, è possibile con l'aiuto del terapeuta spezzarla. Ad esempio uscendo da sola, ha la possibilità di sperimentare di potercela fare e si modifica dunque la padronanza del disagio.

    Quindi mi pare già sulla buona strada per il cambiamento.

    Buona giornata,


    Dott.ssa Angela Pileci
    Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
    Perfezionata in Sessuologia Clinica


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