Utente 287XXX
Buongiorno
vorrei sottoporre il mio caso per chiedere alcuni consigli. Ho 39 anni e convivo da 6 mesi. Ad ottobre dello scorso anno ho avuto un forte calo del desiderio sessuale per un periodo di circa 3 settimane. Il problema si è risolto da solo e l'ho attribuito al cambiamento di vita dovuto alla convivenza. Circa due mesi fà il problema si è ripresentato in maniera più seria ed ho deciso di consultare degli esperti. Mi sono rivolto ad una psicologa "junghiana" e fra breve mi sottoporrò ad una visita andrologica. Io penso che il problema sia di tipo psicologico e la terapeuta ha messo l'attenzione su problematiche del mio carattere come una certa inibizione e immaturità sessuale (questa è la mia prima vera relazione seria) e una poco autostima di me stesso il tutto "condito" da molta ansia da prestazione. Volevo quindi chiedere: è meglio rivolgersi ad un sessuologo (vista la mia inibizione) o va bene anche la mia terapista? per quanto riguarda la visita andrologica, che farò solo per sicurezza, che tipo di aiuto posso aspettarmi? Se è un problema solo psicologico esiste qualche farmaco che può aiutarmi? E infine si possono veramente risolvere questi problemi con la psicoterapia? a volte comincio a perdere un poco le speranze... grazie per l'attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,da questa postazione telematica,in una sezione di andrologia,branca medica,come crede che noi si possa ipotizzare l'impegno psicologico,senza aver posto una diagnosi andrologica?Non si confonda ulteriormente e consulti un andrologo,rimuovendo idee non confermate da una diagnosi di esclusione.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

ad un mio paziente che mi ponesse un problema del genere direi che se "la Ferrari non riesce ad arrivare al traguardo nelle ultime gare fatte, io, prima di cambiare il pilota, di prenderne uno diverso, di insegnargli a guidare la macchina.....controllerei se nella macchina c'è abbastanza benzina, se le ruote stanno a posto, se c'è olio....."
lo stesso vale per la sessualità, che prevede si una buona funzione psichica ma che possa "gestire" un copro che funzioni bene.
Il rischio è che dopo mesi e mesi di psicot.... il problema persista e, solo allora si scopre che nel serbatoio non c'è benzina a sufficienza
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 287XXX

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Effettivamente mi rendo conto di aver stupidamente omesso alcune parti della vicenda. Durante il periodo dopo il primo episodio di calo del desiderio alla ripresa dell'attività sessuale si sono verificati frequenti casi di perdita di erezione durante il rapporto. L'eccitazione sessuale, seppur diminuita, è comunque presente in momenti di fantasia che si distaccano dalla vita di coppia. Questo mi ha fatto pensare che si tratti più di un problema psicologico che fisico. Comunque a breve farò una visita da un andrologo che penso sia doverosa per chiarire eventuali problematiche fisiche. Comunque, dentro di me, mi sono quasi autoconvinto sia più un problema di ansia ecc che un problema fisico....
[#4] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...gli aspetti psicogeni,a mio avvivo,caratterizzano il 100% dei casi di disfunzione erettile,quindi,non fanno la differenza.Il costume di vita e le condizioni salute,generale e genitale,invece,possono fare la differenza o affermare la eziologia psicogena del disagio sessuale riferito.Cordialità.