Utente 290XXX
Salve, Dottore.
Avrei due domande da fare.
LA PRIMA. Un anno fa per via di una malattia infettiva ho cominciato un corso di terapia con l’Interferone di una durata di 24 settimane, che è finito a luglio dell’anno scorso. Durante la terapia, circa al quarto mese, mi si sono presentati i seguenti sintomi sulle palpebre: arrossamento, gonfiore, prurito, secchezza. Ho consultato un dermatologo, che all’inizio mi ha prescritto la crema “Di base” e dopo 2 mesi la pomata oftalmica “Luxazone” per 7 giorni (mi l’ha prescritta anche un oftalmologo, che ho consultato). Quest ultima pomata ha dato il risultato positivo nella scomparsa dei sintomi, ma temporanea. Dopo una settimana dalla fine del trattamento con “Luxazone” i sintomi sono riapparsi. Sono passati ormai 6 mesi dopo la fine della terapia con l’Interferone, ma il problema alle palpebre è ancora in corso. Devo dire che in cerca di sollievo durante ultimi 6 mesi ogni tanto usavo la “Luxazone”. Circa un mese fa il dermatologo mi ha prescritto un'altra crema oftalmica “Aureomicina 1%” per 40 giorni, ma dopo una settimana ho smesso di usarla, perché non vi è stato alcun effetto. Vorrei chiedere un Suo consiglio su come si può risolvere tale problema, perché sono veramente disperata.
LA SECONDA. Sempre durante la terapia con l’Interferone ho notato, che la mia vista è peggiorata. Ho cominciato a vedere gli oggetti un po’ sfocati, non definiti, non netti. Poi mi capita, soprattutto di notte, quando occhio è chiuso, vedere specie dei lampi. Una sera mi è successo, che all’occhio destro all’improviso la vista è diventata sfocata ai bordi dell’immagine, non so se mi spiego. Comunque, non è ripetuto più per adesso. Ma ogni tanto sento un lievissimo dolore a questo occhio, soprattutto durate il movimento. Di che cosa potrebbe riguardare e quanto è grave?
Sarei molto grata per un Suo parere professionale, un consiglio, cosa occorre fare nella mia situazione. La ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti,
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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le allego un mio appunto sulle blefariti
mi copia i referti dei colleghi medici che l'hanno visitata?
grazie

Con blefarite intendiamo una infiammazione o una infezione delle palpebre. Le blefariti possono essere classificate secondo la loro topografia o eziologia.

Dalpunto di vista topografico distinguiamo una blefarite anteriore ed una blefarite posteriore.

La blefarite anteriore interessa la parte cutanea del bordo libero palpebrale e ne sono esempi tipici:


la blefarite stafilococcica con il caratteristico collare intorno alle ciglia,
la blefarite seborroica caratterizzata da scaglie al di sopra del bordo palpebrale
la blefarite meiboniana che interessa la zona mucosa , il bordo palpebrale cutaneo e l'area mucosa del bordo palpebrale è la blefarite posteriore per eccellenza.

Dal punto di vista eziologico la blefarite generalmente ha due cause: una origine immunitaria o auto immunitaria come nella blefarite seborroica ed una origne infettiva. Molto spesso i due fattori eziologici coesistono.

Le più frequenti Blefariti di origine infettiva sono:


la blefarite stafilococcica caratterizzata da una colonizzazione di stafilococchi alla base delle ciglia e nei follicoli ciliali associate spesso ad una drammatica reazione della palpebra. La risposta immunitaria gioca quindi un ruolo fondamentale anche in questa blefarite infettiva, nel siero di questi pazienti troviamo infatti spesso l'ANTISTAFILONISINA.
I collaretti, patognomonici di questa infezione, sono formati da anelli o sfere di cute ulcerata che seguono le ciglia nell'accrescimento.
La blefarite da Demodex è dovuta alla localizzazione di questo parassita sui follicoli piliferi delle Ciglia.
La blefarite erpetica è generalmente più rara, sia nella forma legata ad Herpes Simplex sia a quella dello Zoster (zona oftalmica).
La blefarite di origine micotica è spessso legata alla Candida. La blefarite legata a parassitosi al Microsporidium.

L'eziologia della blefarite meimoniana sia primaria che secondaria può essere di natura infettiva.

Anche se come abbiamo detto la blefarite ha spesso una eziologia mista è sempre fondamentale accertare l'eziologia predominante per ciascun caso per trovare la terapia medica locale o generale giusta.



Ma cosa sono le ghiandole del Meibomio?
le ghiandole del meibomio sono localizate nella cartilagine tarsale perpendicolare al bordo palpebrale e si uniscono a questo margine nella zona mucosa o cutaneo-mucosa.

Il loro numero varia da 15 a 25 per ciascun Tarso e da 30 a 50 per ciascun occhio.

Si tratta di ghiandole SEBACEE ma molto più grandi, che partendo da una secrezione olocrina producono MEIBUM, una combinazione di lipidi tensioattivi che ricopre lo strato acquoso del film Pre-corneale rendendolo molto liscio e prevenendo la rapida evaporazione del film lacrimale.