Utente 254XXX
Gentili Dottori,

gradirei conoscere se nel corso di una broncoaspirazione c'è il pericolo di poter inserire il sondino nell'esofago, a causa dell'abbassamento dell'epiglottide.

Vi ringrazio dell'attenzione e porgo cordiali saluti.

aa

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[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buon giorno, dalla domanda penso che Lei alluda ad una broncoaspirazione praticata su paziente non intubato. Se la procedura avviene sotto visione broncoscopica diretta non si può che aspirare nell'albero respiratorio.
Diversamente da ciò, tutto dipende da come viene effettuata la broncoaspirazione e su che tipo di paziente.
Spero di essere stata chiara, altrimenti non esiti a scrivere ancora.
Cordiali saluti
[#2] dopo  


dal 2013
Gentile dottoressa Martin,

preliminarmente, La ringrazio della cortese risposta.

Faccio ammenda se Le ho fornito notizie poco esplicite in merito alla mia istanza.

Invero, si tratta di aspirazione tracheo-bronchiale in paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica, con marcata disfagia, non intubato né tracheostomizzato.

Il paziente (mio papà), necessita di decine di aspirazioni al giorno e l'unica persona deputata a tale compito è il sottoscritto, dopo, ovviamente, aver fatto una sorta di tirocinio per eseguire nella migliore condizione la predetta operazione invasiva.

Tuttavia, tale tecnica non è sufficiente a rimuovere le secrezioni in quanto il paziente ha bisogno di espellere le medesime di proprio pugno, invero mediante degli indicibili sforzi a livello della trachea. Le secrezioni sono abbondanti e relativamente dense.

Osservo tutti i protocolli forniti dal pneumologo ivi dallanestesiologo, ma ciò nonostante la manovra in esame mi sembra relativamente inefficace.

Non vorrei salire in cattedra né sostituirmi alle competenze di infermieri e di medici, ma alcuni di essi,ed n alcune circostanze non hanno saputo praticare la aspirazione a regola d'arte!

Sono sciente del fatto che la patologia in tema è devastante per il paziente quanto per noi familiari che l'assistono.

Gentile dottoressa, mi giunga in aiuto, c'è chi ti manda a destra e a manca ... chi ti consiglia di fare la tracheostomia chi no!
Il paziente respira ancora bene e senza la c.d. NIV

La ringrazio ancora della premura ripostami e La saluto con molta cordialità

aa
[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buona sera, se suo papà respira ancora bene, forse è bene rimandare una procedura che può costituire un trauma ulteriore come la tracheotomia.
Tuttavia ha ragione quando afferma che le aspirazioni che lei pratica le sembrano sovente inefficaci. Anche per il personale specializzato è difficile in tali situazioni aspirare con completa efficacia, alla cieca, senza una visione diretta di dove va il sondino.
Inevitabilmente si aspira a livello relativamente superficiale anche perchè quando si cerca di varcare l'ingresso della laringe col sondino i riflessi fanno chiudere le corde vocali e non è agevole riuscire ad andare oltre per rimuovere le secrezioni in profondità.
La tracheotomia servirebbe per bypassare questo ostacolo, riuscendo ad aspirare efficacemente. La valutazione di cosa fare spetta ai curanti facendo un bilancio tra l'eventuale traumatismo anche psicologico, ed i benefici. Tutto andrebbe spiegato a suo papà affinchè possa comprendere ed accettare.
Spero di essere riuscita a farmi comprendere, saluti
[#4] dopo  


dal 2013
Gentile dottoressa,

La ringrazio ancora della cortese assistenza. Lei è stata chiarissima ed empirica.

Lei non ha fatto altro che giungermi di assoluto conforto! Mi ha rafforzato la convizione (avallata, soprattutto, da specialisti del settore) che la tracheostomia va fatta unicamente quando il paziente ha le vie respiratorie impervie.

Nella fattispecie, e come predettoLe, mio padre respira ancora bene e senza l'ausilio di presidi all'uopo destinati. Pertanto, la trachesotomia rappresenterebbe per certi aspetti un beneficio, ma anche una conseguente serie di complicanze delle quali Lei potrà insegnarmi a menadito, e come è dato sapere da notizie cliniche di pazienti affetti dalla medesima patologia dalla quale è affetto il mio papà.

Grazie ancora.
molto cordialmente

aa