Utente 291XXX
Gentili medici, ho 21 anni.
Da sempre eiaculatore precoce, nonostante abbia rapporti sin dai 16 anni.
Ho avuto due fidanzate importanti, con cui avevo il top della confidenza, e anche se spesso i motivi psicologici sono subdoli, assicuro di aver avuto con entrambe rapporti genuini e assolutamente disinibiti sotto il profilo sessuale...
Fatti vari esami per EP, come mi aspettavo, tutto "nella norma": no infezioni batteriche ecc.. ho anche seguito una psicologa ma niente.. anche quando non sono molto eccitato o nella masturbazione, semplicemente percepisco di essere molto sensibile agli stimoli!
Da circa un paio di mesi, un po' frustrato per la faccenda, ho iniziato a non avere erezioni sufficienti nella masturbazione.
Ora sto uscendo con una ragazza, ma, come prevedibile, neanche con lei riesco ad avere erezioni vigorose (comunque qualcosa c'è e riesco a iniziare l'atto).
Il problema evidentemente non è di ansia con la ragazza, dato che anche da solo è uguale, ma di "demoralizzazione" verso il mio problema.
Spiegato all'andrologo, senza nemmeno fare gli esami per verificare che la DE fosse organica (magari qualcuno di voi lo criticherà per questo, ma vi assicuro che dal modo netto e preciso in cui si è manifestata la cosa sono sicuro al 100% che vi siano problemi fisici, cosa che invece molti ragazzi faticano ad ammettere), mi ha prescritto Levitra per sbloccarmi.
Da quando lo assumo: con questa nuova ragazza, che "tocca" un po' più delle precedenti prima dell'atto, l'EP è così marcata che eiaculerei ancora prima di penetrare.
Ecco perché nelle ultime volte in cui ci siamo visti, quando sentivo che la situazione stava precipitando, mi sono defilato in bagno con una scusa e mi sono masturbato (la mia situazione è cosi tragica che bastano pochi secondi,e quindi finora non ho destato il minimo sospetto)
Tuttavia, grazie al Levitra, ritornato dalla ragazza, dopo un altro po' di preliminari riesco a ottenere una buona erezione e a fare sesso anche per una decina di minuti se me la gioco bene (anche in precedenza senza "aiutini" la seconda volta non si riusciva a farlo, perchè il pene non tornava davvero duro).
Ben conscio del fatto che se la cosa andrà avanti dovrò affrontare la questione con la ragazza, voi vi sentite di condannare il mio comportamento?
Ovvero, utilizzare un farmaco, di cui, forse con qualche problema iniziale, riuscirei a fare a meno, ma soffrendo del problema dell'EP?
Io finalmente sono sereno, certo è laborioso dover prendere una pillola, dover eiaculare una prima volta, riprendersi, ma sto riconquistando la mia vita sessuale, avendo dei bei rapporti duraturi.
Ciò che facevo prima non è paragonabile, ovvero penetravo, e per pochissimi minuti mi muovevo con angoscia e lentamente, aspettando il fatidico momento!
Non cerco giustificazioni o condanne ma pareri sinceri,anche se sicuramente questa "tattica" la userò finchè non troverò nulla di meglio (e penso che succederà a lungo!)

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,l'atteggiamento nevrotico di ricerca della ripetizione dell'atto eiaculatorio come rimedio ad una eiaculazione precoce di lunga data,nonchè il ricorso al vardenafil senza che sia stata posta una diagnosi vascolare,porterà,in breve tempo,ad un fallimento strategico per cui non mi fiderei della autodiagnosi e consulterei un esperto andrologo che,sinergicamente con uno psicosessuologo,possa incanalarLa in un percorso virtuoso.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
mi associo al Dr.Izzo nella risposta.
Se la valutazione andrologica ha escluso cause organiche, le cause sono tante altre, da ricercare accuratamente .

Il modello interpretativo maggiormente consono all’e.p. è sicuramente "multifattoriale", oggi non si può identificare un’unica causa scatenante, ma si tengono presenti cause intrapsichiche, relazionali e stili di vita, spesso inadeguati.( tra le cause più frequenti vi è quella da "cattivo apprendimento sessuale").

Questa multifattorialità va poi tenuta in considerazione, sia per l’aspetto diagnostico, sia per la comprensione dei fattori che contribuiscono al mantenimento della disfunzione ed ovviamente per la fase conclusiva, cioè quella terapeutica.

Lo stress causato dall’inadeguatezza sessuale, dal fallimento della prestazione e dal vissuto di non soddisfazione della partner, tende a cronicizzarsi ed a riproporre la disfunzione durante i successivi momenti di intimità.

In ambito sessuologico, e nella fattispecie nell’e.p., non si può trattare esclusivamente il sintomo, trascurando la cornice emozionale, ambientale e relazionale in cui si manifesta, è una disfunzione sessuale, che necessita di un clinico, che possa e sappia farsi carico dell’aspetto diagnostico, terapeutico e del carico emozionale che questa condizione clinica porta con sé.

Vi sono svariati tipi di e.p., anteportas, intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale), primaria, secondaria, assoluta, situazionale.
Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia.
L'approccio terapeutico, potrebbe essere:
counseling psico-sessuologico,
psicoterapia,
terapia di coppia ad orientamento sessuologico,
trattamento integrato( farmacoterapia di cui si fa carico l'andrologo e terapia mansionale),
farmaco on de mand( cioè al bisogno).
Il lavoro più consono è sempre quello calibrato, come un abito su misura per lei e per la sua copppia, adatto alla sua storia clinica e sessuale

Le allego qualche lettura.

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1358/Eiaculazione-precoce

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1190/Eaiculazione-precoce

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/963/Eiaculazione-precoce-
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alle corrette indicazioni ricevute dai colleghi che mi hanno preceduto, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questa frequente disfunzione sessuale, le consiglio di consultare anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/194-rapporto-finisce-eiaculazione-precoce.html ,

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1253-news-pianeta-eiaculazione-precoce.html .

Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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Gentile ragazzo, mi ha colpito questa frase: "...ho anche seguito una psicologa ma niente.. anche quando non sono molto eccitato o nella masturbazione, semplicemente percepisco di essere molto sensibile agli stimoli!"

Che tipo di lavoro è stato svolto con questa psicologa?

Quanto al fatto di percepire di essere molto sensibile agli stimoli, in realtà è il tipico errore/credenza di coloro che soffrono di eiaculazione precoce.
Il problema non è sentire troppo, ma sentire troppo poco e non aver imparato di conseguenza ad esercitare nessun controllo sull'eiaculazione.

Se poi, in conseguenza a ciò, ci fosse anche un meccanismo d'ansia legato a tutto ciò (con anticipazione catastrofiche sull'atto e su ciò che accadrà...) che potrebbe causare il deficit erettivo, da qui non lo posso sapere, ma è possibile.

Ovviamente tutto ciò avviene a livello inconsapevole, quindi anche le razionalizzazioni (es. ma ero con una ragazza che mi piaceva tantissimo...) non funzionano a determinare l'erezione.

Le suggerisco anche la lettura di questo articolo:
http://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/580-cura-disturbi-sessuali.html
perchè potrebbe prendere in considerazione l'idea di ritornare dalla psicologa, o da un'altra se non si era trovato bene e non aveva risolto il problema, perchè il problema -data la Sua età e ciò che racconta qui- potrebbe risolversi in tempi decisamente stretti.

Un cordiale saluto,
[#5] dopo  
Utente 291XXX

Iscritto dal 2013
Vi ringrazio e accetto tutte le risposte! tranne questa frase... Quanto al fatto di percepire di essere molto sensibile agli stimoli, in realtà è il tipico errore/credenza di coloro che soffrono di eiaculazione precoce.
Il problema non è sentire troppo, ma sentire troppo poco e non aver imparato di conseguenza ad esercitare nessun controllo sull'eiaculazione.

dott.ssa, sono anni che lo faccio, anni che conosco il mio corpo e le mie sensazioni! se non le conoscessi, il rapporto durerebbe meno di tre secondo ogni volta! invece i 5 minuti li raggiungo a volte.. proprio perché mi conosco! magari sentissi troppo poco!
[#6] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Mi rendo perfettamente conto che possa trovare spiacevoli le mie parole, ma nei disturbi di questo tipo (parlo esclusivamente da un punto di vista psicologico) vi sono condizioni sfavorevoli che possono ostacolare l'apprendimento nell'esercitare un certo controllo sull'eiaculazione e sono:

1. incapacità di prestare attenzione e riconoscere le afferenze percettive genitali, associate all'immaginazione, alle anticipazioni cognitive catastrofiche (es. non riuscirò) e della conseguente sensazione d'allarme, tutti eventi che per via ortosimpatica facilitano la risposta riflessa dell'orgasmo

2. la tendenza a utilizzare strategie di evitamento dei segnali percettivi in maniera tale da ridurre la possibilità di controllarli (sforzarsi di non sentire per ridurre l'eccitazione)

3. timore di perdere amabilità e valore dimostrando di essere incapaci, cosa che può essere fraintesa dalla partner alimentando il disagio

4. esperienze sessuali interpersonali con donne molto esigenti, svalutative, inesperte

5. paura di deludere la propria compagna

Tecnicamente il trattamento dell'eiaculazione precoce da un punto di vista psicologico corrisponde a un intervento psicopedagico, basato proprio sul potersi concentrare sulle sensazioni corporee e imparando a costruire una mappa ideale, ma in prima battuta senza alcun controllo. E qui forse è il punto in cui si trova Lei.

Lo step successivo è imparare poi a gestire il controllo dell'eiaculazione attraverso delle tecniche prescritte dallo psicoterapeuta.

Si arriva poi a lavorare anche sulla relazione.

Lei che tipo di lavoro ha svolto con la psicologa cui si era rivolto?