Utente 761XXX
Gentilissimi,
ho una 20ina di piccoli nei sul busto, di cui 13 concentrati solamente sul fianco sinistro.
Sono già stati tutti visionati da un dermatologo e indicati come non pericolosi, non tutti piatti, alcuni in rilievo.

Per la rimozione, quale la via migliore, sono veramente brutti da vedere soprattutto d'estate! É possibile rimuoverli, se non tutti, la maggior parte? A chi rivolgermi? É costoso?

Ho rimosso chirurgicamente un neo sulla spalla che continuava a gonfiarsi spesso, ma la via chirurgica mi ha lasciato un cratere!
[#1] dopo  
Dr. Serafino Pietro Marcolongo
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Gent. utente,

per quanto riguarda neoformazioni come fibromi, ispessimenti cheratosici, papillomi penduli, ecc. la scelta di rimuoverli con il laser è la più indicata.

Il discorso cambia quando ci troviamo di fronte ai nei, in quanto la rimozione fatta chirurgicamente con il bisturi permette di analizzare il frammento in laboratorio, mentre l'utilizzo del laser ne determina una completa distruzione impedendone un'eventuale esame istologico.

Inoltre, alcuni sostengono che la metodica laser non vada utilizzata anche su una lesione benigna, per le sue notevoli capacità biostimolanti...in grado di poter variare la natura benigna delle stesse cellule neviche.

Se lo specialista Dermatologo, dopo aver esaminato i Suoi nei, ha dato parere favorevole alla loro rimozione con metodica laser (per esempio, CO2 o Erbium-Yag) può procedere senza alcun problema ottenendo da un risultato esteticamente valido ed un vantaggio in termini economici.


Cordiali saluti.

[#2] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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CESENA (FC)
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D'accordo con il collega le confermo come la principale causa di problematiche in questo senso sia la errata diagnosi. Una volta che la diagnosi sia sicura, quindi espressa da uno specialista, problemi non esistono in nessun modo. Personalmente non credo assolutamente che il laser sia in grado di "biostimolare" alcun tessuto ed inoltre, dal punto di vista oncologico, la maggior parte dei melanomi insorge su cute sana, quindi anche un ringiovanimento o una epilazione non andrebbero fatte altrimenti potrebbero biostimolare i melanociti.... Ovvio non sia così.
Mi raccomando la diagnosi, non importa poi la metodica con la quale effettua l'ablazione di un elemento. Ho visto purtroppo trattare con crioterapia verruche che erano altre cose, quindi non c'entra la crioterapia o la laserterapia negli errori, c'entra aver sbagliato la diagnosi iniziale.
Con molti cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Domenico Laquintana
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Il dottor Marcolongo ha fatto cenno ad una discussione effettivamente presente in ambito scientifico sull'opportunità di trattare i nei con il laser.

Il problema sta più nel fatto che il laser, facendo evaporare il tessuto che asportiamo, non ci lascia frammenti da analizzare in laboratorio: questo rende qualsiasi posizione pro o contro il laser difficile da argomentare con certezza.

Il tutto si gioca sulla diagnosi iniziale. Il dottor Brunelli, che non a caso è dermatologo, ha posto l'accento sul fatto che, dopo diagnosi certa, non vi sono motivi per non usare il laser.

Quando alle capacità biostimolanti del laser, ampia letteratura ne fa menzione, ma si tratta di azioni rivolte a stimolare i mitocondri delle cellule ad una più attiva sintesi proteica. Questo viene sfruttato in tutte quelle terapie laser a bassa intensità (low level) che si attuano per migliorare i processi di guarigione e favorire la crescita dei tessuti.

Nulla prova che un raggio laser possa indurre caratteri di malignità in una lesione benigna. Purtroppo non vi è evidenza certa, ad oggi, nemmeno del contrario.

Personalmente, solo ed esclusivamente dopo una diagnosi fatta da un consulente dermatologo, ho rimosso nei dermici.
Il risultato estetico ed il confort della terapia sono assolutamente superiori rispetto alla rimozione chirurgica, in modo particolare se si tratta di lesioni rilevate.