Utente 244XXX
A seguito di una ernia espulsa e migrata L5-S1 (ora non più presente, anche se al momento attuale è presente una piccola ernia) sono ora continuamente affetto da dolore lombare con fitte particolarmente dolorose all'inarcamento e alla flessione in avanti della schiena. Il neurochirurgo che ho consultato ritiene che la maggior parte del dolore sia da attribuire alle faccette articolari. Mi ha prescritto perciò un percorso riabilitativo posturale (che ancora eseguo) ma che non ha avuto successo. Riconsultato, mi ha prescritto un ciclo di infiltrazioni la cui efficacia è stata indubbia, ma limitata nel tempo. Se però non migliora, ha prospettato un'artrodesi (confermato anche da un parere ad un altro neurochirurgo). Il mio medico di famiglia mi ha però invitato a meditare bene circa l'artrodesi, informandomi che esistono, prima di procedere con l'intervento, trattamenti del dolore ''alternativi'' e meno invasivi , per esempio denervazione delle faccette, decompressione discale selettiva, decompressione discale meccanica (in caso ,per esempio, esista anche una componente del dolore causata dall'erniazione). Il mio ospedale non attua nessuna di queste procedure. Vorrei sapere se conoscete un centro, possibilmente in Emilia-Romagna, che applichi queste terapia o, in alternativa, se qualcuno di voi le pratica.
Grazie anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Stella
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Buongiorno,

Prima di procedere a interventi invasivi o semiinvasivi mi parrebbe opportuno approfondire la diagnosi. Lei non fa cenno se i dolori sono più forti ai primi movimenti e poi tendono ad attenuarsi o se i dolori si irradiano.
Si rivolga ad un terapista del dolore che potrà con Lei ed il suo Medico di famiglia valutare le diverse ipotesi terapeutiche anche in considerazione della sua giovane età e della diversa prospettiva di successo nel tempo.

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Dunque, c'è un dolore di fondo, sempre presente, sopportabile, a livello lombare. Inarcando la schiena, così come incurvandomi o piegandomi di lato, o nei movimenti di torsione, se non effettuati con estrema cautela, incorro in dolori acuti, lancinanti, come di una lama inserita fra le vertebre. Dolore che non si irradia. Visto che il neurochirurgo aveva diagnosticato, come possibile causa, la sindrome delle faccette, pensavo, prima di sottopormi ad un intervento invasivo, a qualsiasi alternativa miniinvasiva. Ho già un appuntamento con uno specialista del dolore ma già da questo momento cercavo un'altrenativa perchè non so se presso il mio ospedale cittadino vengano applicate terapie alternative alle infiltrazioni
[#3] dopo  
Dr. Luigi Stella
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Buonasera,

Partendo dalle alternative semplici e non invasive, le chiedo se ha provato un corsetto rigido o semirigido (si faccia consigliare), se no, provi questa alternativa che potrebbe risolvere il problema magari associando un antiinfiammatorio a rilascio ritardato proteggendo adeguatamente lo stomaco. Dopo una settimana di terapia e con il corsetto poi deciderà se è necessario un ulteriore intervento.
Io non disdegnerei anche un trattamento topico (locale) con una pomata a base di capsaicina spalmando localmente una volta al giorno di sera preferibilmente.

Cordiali saluti.