Utente 292XXX
Salve, volevo porre un quesito: da un pò di tempo mio marito che ora ha 37 anni, soffre di facile affaticamento (altezza 170cm, peso 60 kg). da premettere: ha svolto fin da piccolo nuoto anche a livello agonistico. per precauzione abbiamo eseguito un ECG che non ha riscontrato nulla ed un EcoCardio che ha riscontrato però un lieve prolasso delle valvole mitralica e tricuspide. Il cardiologo ci ha rassicurato di proseguire la nostra vita normalmente, con controlli periodici. La mia domanda è: dobbiamo preoccuparci di una qualche futura degenerazione di questo prolasso, che debba comportare quindi un futuro trapianto valvolare. grazie.

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Dr. Giuseppe Speziale
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Gent.le Utente,

Il prolasso della valvola mitrale è uno tra i più frequenti vizi valvolari, ne è colpito circa il 5% della popolazione totale e raramente determina alterazioni cardiache importanti.
Per garantire che il sangue scorra in una sola direzione, ciascun ventricolo del cuore possiede una valvola di afflusso e una valvola di efflusso. La valvola di afflusso nel ventricolo sinistro è la valvola mitralica, che presenta due lembi (cuspidi), i quali si aprono e si chiudono come una porta a senso unico.
Il prolasso della valvola mitrale è un difetto strutturale delle cuspidi valvolari che separano l'atrio sinistro dal ventricolo sinistro del cuore e che si chiudono in modo imperfetto.
A causa di questo difetto il sangue, invece di andare tutto dall'atrio al ventricolo, torna, in parte, indietro.

Nella maggior parte dei casi il prolasso della valvola mitrale non è pericoloso. Infatti la valvola, pur imperfetta, può svolgere la propria funzione senza interferenze con il normale fluire del sangue. Diventa pericoloso quando si associa ad insufficienza valvolare.

Per il momento quindi non si preoccupi. Se si tratta di un prolasso semplice, che non causa alcun disturbo, non è necessaria alcuna terapia, va solo tenuto sotto controllo (come Le ha consigliato giustamente il collega).
I pazienti che presentano un prolasso valvolare mitralico con rilevante insufficienza valvolare, sono a maggior rischio di infezione della valvola (endocardite) e in questi casi è necessaria la profilassi antibiotica, in caso di manovre chirurgiche o strumentali e di cure dentarie. Questo al fine di evitare che la valvola possa essere infettata dai batteri.
Quando al prolasso si associano segni di insufficienza valvolare grave, può diventare necessaria la terapia chirurgica, che può talvolta rendere necessaria la sostituzione valvolare.
La terapia consiste nella riparazione chirurgica del difetto e si avvale oggi, oltre che dell'approccio tradizionale, anche di quello mininvasivo. Non vengono di solito operati prolassi lievi o moderati.

Cordialmente