Utente 293XXX
Vorrei rivolgere la seguente richiesta al Dott. G. Leccese, avendo letto un consulto che riguardava un caso simile al mio.

Salve Dott. Leccese, sono un violinista e da un anno circa convivo con un problema di calli ai polpastrelli dell'indice e medio della mano sinistra
Premetto che suono il violino da più di 20 anni e non avevo mai avuto problemi di calli.
Questi calli sono comparsi a seguito di un periodo di studio intenso di 6/7 mesi.
Quando i calli diventano troppo spessi utilizzo la carta vetrata per limarli un po e così limito fortemente il problema della sensibilità.
Ho letto il consulto di un mio collega violinista che aveva un problema di polpastrelli rigonfi, io in pratica ho il problema contrario, sulla parte dei polpastrelli che va a contatto con la tastiera si sono formati dei solchi (che riguardano tutta la zona, cioè non ho la linea della corda), come se sia venuta meno una parte del tessuto sottocutaneo dei polpastrelli.
Può darmi qualche consiglio su come limitare il problema?
Grazie mille
Distinti saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

non mi è del tutto chiaro: prima lei dice di avere un problema di calli (ipercheratosi) ai polpastrelli del 2° e 3° dito, ma dopo afferma che ha dei "solchi", come se lo spessore dei polpastrelli si fosse ridotto in modo abnorme.

Non c'è una contraddizione tra i due concetti ?
[#2] dopo  
Utente 293XXX

Iscritto dal 2013
Caro Dottore la ringrazio per l'interessamento e la velocità di risposta.
Capisco la sua perplessità, io stesso non capisco, ho tanti colleghi con i calli ai polpastrelli ma nessuno con il mio stesso identico difetto.
Sto affermando proprio quello che dice, la zona callosa c'è ancora, anche se io vado assottigliandola di tanto in tanto, più che altro per ammorbidire la zona ed avere maggiore sensibilità, ma al di sotto di questo strato calloso lo spessore del polpastrello è diminuito notevolmente.
Se potessi inviarle una foto riuscirei ad essere sicuramente più chiaro.
La ringrazio ancora infinitamente.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Se effettivamente è come lei sostiene, non mi risulta esistano terapie per ridurre o limitare questo "progressivo assottigliamento" del polpastrello.