Utente 270XXX
Salve,
sono alla 36 settimana di gravidanza e oggi dopo un controllo di routine durante il quale ho riferito che qualche giorno fa ho avuto tachicardia 110 battiti e pressione bassa 75 e 101 la dottoressa mi ha spiegato che forse sarebbe il caso di prendere un betabloccante. Premesso che io ho una storia cardiologica caratterizzata da numerosissime extrasistole ventricolari che non ho trattato con nessun farmaco perche' dopo diversi consulti con cardiologi gli stessi a parte uno mi hanno consigliato di continuare a convivere con queste extrasistole che si manifestano in un cuore perfettamente sano. Inoltre, da quando a dicembre 2012 ho iniziato ad assumere eltroxin 50 mg (tsh non nella norma) dopo due settimane le aritmie sono scomparse almeno questa e' la mia impressione. Prima avevo una pausa ogni 2/3 battiti e riuscivo a percepirle in modo chiaro. Infine, nel luglio del 2012 mi e' stata diagnosticata una tiroidite cronica. Mi chiedo se sia veramente necessario assumere un betabloccante a questo punto della gravidanza che finora si e' svolta senza problemi particolari (niente nausee vomito mal di schiena o aumento di peso eccessivo o gonfiore a mani re piedi) , ho letto che i betabloccanti hanno delle controindicazioni incredibili. Alla fine le aritmie non ci sono piu', ho avuto solo qualche episodio di tachicardia accompagnato dal dolore al petto e al braccio, ma negli anni precedenti soprattutto durante il periodo universitario erano all'ordine del giorno e durante i controlli fatti non mi e' mai stato diagnosticato nulla al cuore.Pensa che sia rischioso per me arrivare al parto senza assunzione di un betabloccante? Grazie per qualsiasi contributo

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Personalmente non condivido la terapia betabloccante consigliata.... stia pur tranquilla e porti a termine la sua gravidanza. Per la tachicardia se è associata a riduzione dei valori pressori è fisiologica e da non trattare.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio per la pronta risposta.
Sono ancora in attesa di vedere il cardiologo e sinceramente anche io vorrei portare a termine le ultime settimane di gravidanza senza il betabloccante. Ho convissuto per anni con delle aritmie ventricolari senza prendere nessun farmaco e adesso che sono scomparse non so per quale motivo forse grazie a Eltroxin non voglio assumere adesso un betabloccante solo per qualche sporadico episodio di tachicardia.Inoltre, normalmente la mia pressione e' perfetta 80/110 e i battiti anche prima della gravidanza erano intorno agli 80 considerando che non sono una grande sportiva, adesso con la gravidanza qualche volta arrivano a 90 ma non mi creano nessun fastidio. Sicuramente la dottoressa si e' messa in allarme perche' le ho riferito di aver avuto una sorta di pesantezza al petto e fastidio al braccio sinistro e avevo 110 battiti (la notte prima non avevo dormito bene ero abbastanza arrabbiata e avevo fatto una lunga passeggiata). I fastidi che ho riferito alla dottoressa li conosco benissimo e li ho avuti tantissime volte nel passato a causa della forte ansia, probabilmente avra' pensato che potessi avere un infarto non so...Ho apprezzato il fatto che immediatamente mi abbia fatto fare un ecg. Ho infine chiesto se nel mio caso piuttosto che prendere un betabloccante il giorno del parto potrebbero magari optare per un cesareo. Mi ha risposto che anche con il cesareo il cuore viene sottoposto a stress e che l'utilizzo di un betabloccante e' meno rischioso di un parto cesareo. In Irlanda dove partoriro' utilizzano il cesareo solo in casi estremi. Leggendo la terapia che lo scorso anno mi aveva prescritto il cardiologo di Dublino ho trovato il BISOPROLOL 2.5 mg che ovviamente non ho mai preso. Il cardiologo aveva anche indicato altre due opzioni NESSUNA TERAPIA e l'ABLAZIONE. Nel caso in cui il cardiologo dovesse prescrivermi un betabloccante per le ultime settimane credo che mi assumero' la responsabilita' di non prendere il farmaco sperando che il giorno del parto tutto proceda bene per la mia bimba e per me. Io normalmente ho grande fiducia nei medici pero' nel mio caso specifico ho visto che non ci sono stati pareri concordanti sul da farsi. Alla fine ho seguito il consiglio del mio cardiologo di famiglia di convivere con le extrasistole (gia' lo facevo da almeno 10 anni) considerando che il mio cuore e' sano e che le stesse non mi hanno mai creato problemi pratici non essendo la mia attivita' giornaliera in alcun modo limitata dalle stesse.
La ringrazio ancora
Cordiali saluti