Utente 231XXX
Salve,
vi scrivo per un consulto perché da circa un mese e mezzo ho un lieve acufene all' orecchio destro fastidioso soprattutto di notte o in ogni quando sono in posizione supina.
Ovviamente in questo lasso di tempo ho fatto tutte le dovute visite specialistiche con un audiologo e con un otorinolaringoiatra che mi hanno suggerito di provvedere ad un'audiometria, impedenziometria e RM con attenzione a tutte le possibili cause determinanti tale acufene. Da tutti gli esami non risulta assolutamente nulla. Risposta comune dei vari medici a tali risultati degli accertamenti è stata quella di fregarmene e di non pensarci. Facendo un piccolo passo indietro, spiego la causa che io associo a tale acufene riconducibile ad una serata in un locale molto rumoroso che oltre al classico ovattamento mi ha lasciato anche questo simpatico ronzio. Il problema principale è che contemporaneamente mi è scoppiato un raffreddore e un catarro che ho avuto difficoltà a mandar via e sono stato sottoposto ad un periodo di stress come pochi nella vita, vivendo da solo lontano da casa per studio. Tale stress e la paura per questo acufene si sono trasformati in attacchi di panico notturni e poi anche diurni che ho vissuto con grande difficoltà. Ora la mia richiesta è cosa fare da oggi in poi. I medici mi hanno detto di non pensarci e di fregarmene. Ma io ho anche dubbi sullo stile di vita da seguire. Da quando mi è sccessa questa cosa ho smesso di fumare pensando di contribuire a prescindere a questa causa e in generale alla salute fisica in toto e mi sono dato anche allo sport più frequente, ma vorrei sapere se ci sono cose che posso e non posso fare. Non entro ormai in in locale dove c'è musica neanche troppo alta per la paura di danneggiare ulteriormente la situazione e non prendo nemmeno più l'aereo per spostarmi. Insomma accetto che i medici mi dicano di non fregarmene ma quanto meno vorrei sapere se ci sono possibilità che l'acufene possa andarsene, eventuali altre indagini o terapie ed eventualmte anche sapere le cose che posso o non posso fare per migliorare/peggiorare la situazione.
Grazie

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Carlo Gasparoni
40% attività
4% attualità
12% socialità
MONZA (MB)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2012
Se attribuisce l'origine del disturbo alla serata in discoteca evidentemente ha subito un trauma acustico. Si accerti che l'esame audiometrico non riporti anche una piccolissima "flessione" della percezione uditiva. Molti Medici, erroneamente, non attribuiscono alcuna importanza ai piccoli deficit uditivi. Ripeta l'esame audiometrico e si sottoponga anche alla rilevazione dei potenziali evocati uditivi (ABR-Neurologico). Una volta che si saranno esclusi problemi "organici" a carico dell'orecchio e della via acustica centrale potrà tranquillizzarsi ed affrontare diversamente l'acufene, vedrà che nel tempo si attenuerà e non lo sentirà più. Ad ogni modo cerchi di evitare gli ambienti rumorosi ed inizi ad interessarsi alla TRT (Tinnitus Retraining Therapy).

I migliori saluti.
[#2] dopo  
Utente 231XXX

Iscritto dal 2011
Gentilissimo Dr. Gasparoni,
La ringrazio per la risposta tempestiva.
Effettivamente una leggerissima flessione uditiva vi è ma non saprei dirle su quali frequenze. In ogni caso il medico che mi ha letto l'audiometria mi ha detto che è davvero minima, e che non mi sarei dovuto preoccupare soprattutto in considerazione del mio udito che ha definito molto sviluppato. Purtroppo sull'audiometria questa piccolissima flessione mi è stata indicata ma non trascritta e quindi non ho la possibilità di riportarLe le parole esatte.
La ringrazio nuovamente per il consiglio e ripeterò l'audiometria e farò l'ABR.
La terrò aggiornato.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
40% attività
4% attualità
16% socialità
SALERNO (SA)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2006
[#4] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
40% attività
4% attualità
16% socialità
SALERNO (SA)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2006
Gentile utente, è perlomeno bizzarro che il collega le dica di non proeoccuparsi della minima flessione uditiva; qualsiasi riduzione di udito va sempre indagata (correttamente con l'ABR) soprattutto se interessa un solo orecchio. D'altro canto, una delle ipotesi sulla genesi dell'acufene è proprio la presenza di una anche minima flessione uditiva, magari temporanea e già scomparsa al momento della valutazione. La componente emotiva gioca poi un ruolo determinante e La TRT si basa infatti sulla gestione corretta di due aspetti: una sorta di psicoterapia (con o senza farmaci) per il controllo dell'emotività, e l'arricchimento sonoro dell'ambiente, quando necessario anche con protesi acustiche. Meglio evitare ambienti rumorosi per quanto recenti lavori spingerebbero addirittura a fare il contrario! Infine, lei è una persona sana, per cui faccia tutto ciò che le pare senza alcuna limitazione e preoccupazione.

Saluti
[#5] dopo  
Utente 231XXX

Iscritto dal 2011
Salve,
vi ringrazio prima di tutto entrambi per il consulto.
Ho seguito il consiglio di sottopormi nuovamente ad un esame audiometrico.
Lo stesso medico, dopo aver confrontato la nuova audiometria ( che è risultata ora perfetta e senza alcuna flessione uditiva) con la precedente e dopo aver analizzato la RM che avevo già fatto, ha escluso la necessità di effettuare le prove vestibolari e l'ABR neurologico.
Vi scrivo per spiegare in parole davvero semplici ciò che mi ha riferito in seguito alla visita.
Mi ha diagnosticato un acufene non dovuto a nessun problema organico ma dovuto alla memorizzazione da parte del cervello del rumore prodotto naturalmente nell'orecchio interno. Chiedo scusa se la spiegazione non è precisa nei termini ma, saprete sicuramente risalire al concetto specifico ed originario.
Mi ha detto pertanto che devo semplicemente tentare di non pensare a tale acufene, che con il tempo sarebbe scomparso. Nel frattempo mi ha prescritto il SERMION 30 mg per 30 giorni nella speranza quanto meno di attenuarlo.
Mi è sembrato giusto rendervi partecipi del consulto ricevuto e continuo ad affidarmi a voi anche per ulteriori ed eventuali consigli.
Tra qualche giorno sarò nuovamente a Milano e se necessario mi sottoporrò comunque all' ABR.
Nel frattempo sto prendendo in considerazione il vostro consiglio della TRT e mi affido a voi anche per eventuali suggerimenti riguardo a chi rivolgermi per questa terapia tra Milano e Napoli.
Vi rinnovo i ringraziamenti per i precedenti consulti e per eventuali futuri.

Cordiali saluti