Utente 295XXX
Gentili dottori

Vi espongo il più brevemente possibile il mio problema.

Ho 30 anni. Due anni e mezzo fa feci una visita andrologica per dei problemi di erezione che duravano da parecchio tempo e si presentavano soprattutto al momento della penetrazione.
In seguito alla visita e ad alcuni esami del sangue con esiti che riporto di seguito l'andrologo ha concluso che i miei problemi avessero origine psicologica e mi ha consigliato psicoterapia.

FSH 2.2 UI/L
LH 3.1 UI/L
Prolattina 17.3 ng/mL
Testosterone totale 6.58 ng/mL
SHBG 41.56 nmol/L

Ho iniziato quasi subito la psicoterapia, e dopo un paio di mesi pensavo di aver risolto tutto. Per qualche settimana ho iniziato ad avere rapporti senza problemi, anche più volte di seguito, ed ero, come potete immaginare, molto sollevato.

Sono bastate tuttavia un paio di volte andate male per farmi ripiombare nella paura di non farcela.

Da circa un anno e mezzo ho ripreso la psicoterapia: non nego che mi sta servendo molto anche in altri ambiti, e che certamente di insicurezze ne avevo molte. Sono sempre stato una persona ansiosa e probabilmente per risolvere tutto ci vuole parecchio tempo.

In quest'ultimo anno e mezzo ci sono stati momenti in cui sono riuscito ad avere rapporti più che soddisfacenti, ma la situazione più comune è quella in cui pur non avendo problemi a raggiungere l'erezione, questa tende a svanire durante il rapporto, in particolare in assenza di stimolazione. In effetti direi che questo è il sintomo più evidente: senza stimolazione l'erezione dura molto poco. Non credo sia normale. Talvolta sono talmente preoccupato di non farcela che non ho nemmeno voglia di fare sesso.

A chiudere il quadro, due appunti: mi capita spesso (ma non sempre) di svegliarmi con erezioni normali; e a 16 anni sono stato operato di varicocele.

Ed ecco le mie due domande:

1) In considerazione del periodo di "normalità" che ho avuto un paio di anni fa e delle esperienze positive che talora mi capitano, è possibile escludere del tutto cause organiche? O alcune di esse quantomeno?

2) A distanza di un paio d'anni, è consigliabile rivedere un andrologo o anche solo ripetere gli esami del sangue (gli stessi?)   ? Oppure devo smetterla di preoccuparmi per niente?

Chiedo a voi perchè, nonostante la psicoterapia mi stia aiutando parecchio, due anni mi sembrano già parecchi. Nel frattempo la mia vita sessuale va avanti, ma molto spesso in maniera poco soddisfacente.

Grazie mille a chi vorrà rispondermi.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la vita sessuale si caratterizza per essere un percorso dinamico che si evolve con la maturazione e con il cambiamento di stato,da single a convivente.La "cicatrice psicologica" è scontata ma non deve essere condizionante.Per quanto riguarda la valutazione clinica,eseguirei un ecodoppler penieno,rimandando le eventuali conclusioni diagnostico-terapeutiche ad un esperto andrologo.Le erezioni spontanee,infine,non hanno,nel Suo caso,alcun valore discriminante.Cordialità.