Utente 296XXX
Buonasera,
quasi 15 giorni fa, in seguito ad un banale incidente domestico, mi sono procurata tre ferite in entrambe le mani. Data l'entità dell'emorragia, sono stata condotta al pronto soccorso, dove è stato necessario applicare dei punti di sutura.
Mentre nella mano destra le ferite, seppur profonde, non mi stanno creando alcun problema, l'unica ferita riportata nella mano sinistra, esattamente sul dito indice, non frontalmente ma lateralmente al dito stesso (nella parte interna, quella prossima al dito medio in pratica, non nel lato "esterno" del dito) e nella parte bassa del dito, in corrispondenza della seconda e terza falange, è più fastidiosa. Quel giorno mi hanno dato i punti prima di tutto lì perchè il vetro aveva reciso, a detta dell'infermiera, un'arteriola del dito, dunque era necessario bloccare la perdita di sangue. La dottoressa, poi, ha eseguito una serie di test ( in pratica mi diceva di spingere contro il suo dito con il mio e cose simili..) per verificare se ci fosse stata lesione del tendine, cosa che invece è stata esclusa.
Due giorni dopo, mi sono recata dal mio medico per cambiare le medicazioni e dopo 8 giorni sono tornata da lui per vedere se fosse possibile rimuovere i punti.
Intanto, il mio medico ha ulteriormente verificato se ci fossero lesioni al tendine facendomi compiere dei piccoli movimenti ed anche lui lo ha del tutto escluso, dicendomi che se fosse stato compromesso il tendine non avrei del tutto potuto muovere il dito (neanche avanti e indietro, come invece riesco a fare benissimo).
I punti in realtà li ha tolti poi due giorni dopo perchè all'ottavo giorno erano ancora lievemente umidi.
Le ferite, durante questo periodo, non si sono infettate nè altro.
Oggi, tolti tutti i punti da 4 giorni ormai, ho recuperato perfettamente l'utilizzo della mano destra, mentre quel dito della sinistra, sicuramente maggiormente traumatizzato per via del taglio più profondo rispetto agli altri (e anche più largo in superficie, non netto e sottile come gli altri due), nonostante la ferita non si sia minimamente riaperta, è ancora gonfio vicino la nocca e soprattutto sulla 2a e 3a falange. La cosa che più mi preoccupa, però, è la mia difficoltà non tanto nell'estenderlo verso fuori (cosa che piano piano riesco a fare, anche se non perfettamente del tutto ma quasi), quanto nel piegarlo su se stesso. Sento come un blocco a livello della seconda falange e riesco a piegarlo poco.
Infine, è come intorpidito anche a livello del polpastrello. Non insensibile (se lo tocco con le altre dite lo avverto) ma intorpidito, come se lo strato di cute del dito fosse spesso il doppio del normale.
E' tutto normale, visto il trauma, la brutta ferita che solo ora inizia a guarire, il lieve gonfiore e tutto, oppure devo preoccuparmi, nonostante, come dicevo in precedenza, sia il chirurgo del pronto soccorso che il mio medico abbiano escluso la compromissione tendinea? Grazie mille, spero sappiate tranquillizzarmi!

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

direi che è tutto normale, tranne la ridotta sensibilità cutanea, dovuta a un danno (parziale o totale) di un ramo nervoso sensitivo.

Se l'intorpidimento è prevalentemente sulla superficie dorsale, poco male.

Se la lesione non è completa, occorre aspettare qualche settimana per un recupero soddisfacente della sensibilità.
[#2] dopo  
Utente 296XXX

Iscritto dal 2013
Grazie mille Dr. Leccese,
a casa mi dicono tutti di stare tranquilla ma questo dito che non riesce a star dritto, ancora gonfio e con questo brutto taglio mi dà da pensare.

Cosa intende per intorpidimento lungo la superficie dorsale? Parla proprio del dorso del dito? Se sì, il torpore non lo avverto lì, quanto al contrario nella zona del "palmo" del dito (mi passi il termine), specie sul polpastrello (che tuttavia non è stato interessato dal taglio).
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Questo vuol dire che è stato interessato uno dei 2 nervi collaterali digitali, molto importanti per la sensibilità del polpastrello.

Dovrebbe farsi vedere da uno specialista, per capire se si tratta verosimilmente di un danno reversibile o irreversibile: in questo caso, va fatta la riparazione del nervo, cioè la neurorrafia o il tubulo (meglio).
[#4] dopo  
Utente 296XXX

Iscritto dal 2013
Grazie ancora per la sua disponibilità!
La disturbo ancora una volta solo per aggiungere un dettaglio, fermo restando che seguirò ugualmente il suo consiglio di farmi vedere da uno specialista: l'intorpidimento che avverto toccando il dito non lo riguarda nella sua totalità, ma lo interessa solo per metà. Immaginando di dividerlo in due verticalmente, una parte non è interessata da questo disturbo mentre l'altra, ovvero quella ove è presente la ferita, sì. Per questo motivo, il torpore riguarda solo metà polpastrello e metà falange centrale. Aggiungo quindi, inoltre, che la terza falange non sembra essere affatto interessata dal disturbo.
Scusandomi per la mia spiegazione forse un po', come si suol dire, "terra terra", le chiedo dunque se dopo quest'ulteriore precisazione è ipotizzabile ugualmente un interessamento del nervo digitale, come mi ha detto, oppure se a tal punto potrebbe anche solo trattarsi di disturbi dovuti al trauma subito e alla ferita che si deve pian piano assestare.

Grazie ancora e buon lavoro!
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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E' normale che riguardi solo metà polpastrello, in quanto ciascun nervo si distribuisce alla corrispondente metà del dito.
[#6] dopo  
Utente 296XXX

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Ho capito, quindi a questo punto è più che ipotizzabile.
Nel salutarla e ringraziarla di cuore, le pongo la mia ultima domanda:
c'è un modo per farsi un'idea circa l'eventuale natura reversibile o irreversibile del danno al nervo? Naturalmente prima di recarsi da uno specialista e fare tutti gli esami necessari del caso.
Quel che ho pensato di fare è vedere come procede nei prossimi giorni e aspettare che la ferita guarisca di più. Dopo procederò sicuramente con la visita, ma nel frattempo vorrei capire se esista o meno un modo (qualche test che io stessa possa fare a casa o altro) per capire meglio l'entità del danno, qualora ci sia stato.

Distinti saluti e grazie di tutto.
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Solo l'esami diretto da parte dello specialista può far giungere a una buona probabilità.

Se la sensibilità residua è assente o molto ridotta, è quasi certo che ci sia l'interruzione del nervo.
[#8] dopo  
Utente 296XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio davvero per tutto, seguirò i suoi consigli.
Distinti saluti e buon lavoro!
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Buona serata.
[#10] dopo  
Utente 296XXX

Iscritto dal 2013
Salve, volevo aggiornare la situazione dopo essere andata dal mio medico, qualche giorno fa.
E' una persona competente e scrupolosa e dopo aver nuovamente guardato il dito e fatto delle prove con l'ago per testare la sensibilità, mi ha ribadito che non reputa necessario andare dallo specialista. La sensibilità di metà dito è ridotta ma non assente, inoltre muovo perfettamente il dito avanti e indietro, per cui mi ha detto di star tranquilla e che il nervo sarà stato solo contuso o scalfito a livello della guaina mielinica, non reciso. Dice che la sensibilità sarà lenta a tornare ma tornerà, così come la mobilità totale del dito.
La situazione oggi è la stessa di una settimana fa in termini di mobilità, anche perchè non sto facendo il minimo esercizio dato che la ferita si presenta ancora un po' fragile, seppur chiusa. Preferisco aspettare qualche giorno.

Come dicevo, sin dall'inizio muovo il dito avanti e indietro alla perfezione ma non riesco a piegarlo per più di metà (angolo retto) e ad estenderlo del tutto. Il mio medico dice che la ferita, il tessuto cicatriziale, il gonfiore e il trauma in generale sono la causa di ciò ed io mi fido, ma ugualmente ho voluto aggiornare qui la situazione. Se anche voi, da quanto detto, mi diceste che posso star tranquilla lo sarei del tutto ed una volta per tutte!
Grazie per la disponibilità e auguri di buona pasqua!
[#11] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Il problema, nel suo caso, non è il movimento, dato che certamente non sono stati lesi i tendini, ma la sensibilità.

A questo punto, attenda 2-3 settimane e poi si rivaluta.

Buona Pasqua anche a lei.
[#12] dopo  
Utente 296XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio, anche perchè avere conferma del fatto che la ridotta mobilità di adesso e l'incapacità di piegare il dito sono da addebitare al gonfiore, alla ferita e al trauma e che passeranno è già tanto.
Non mi fraintenda, non sottovaluto il problema dell'insensibilità che comunque dovrò tenere sotto controllo, ma sono già più tranquilla per quanto riguarda la rigidità del dito.

Grazie, ancora auguri e a presto!
[#13] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Per il momento, si limiti a fare gli esercizi di flesso-estensione.
[#14] dopo  
Utente 296XXX

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Buonasera Dr. Leccese,
nell'aggiornarla brevemente circa la mia situazione, vorrei anche approfittarne per porle due domande.
La ferita del mio dito indice, da 4-5 giorni a questa parte, è entrata nell'ultima "fase" del processo di guarigione e, ad oggi, è praticamente perfettamente chiusa e pulita. Deve solo riformarsi la pelle sovrastante, ma già si vede la cicatrice rosa e non ci sono più problemi.
Per quanto riguarda la sensibilità, naturalmente la situazione non è cambiata, ma ormai so che dovrò attendere un bel po' prima di riacquistarla del tutto. La mobilità è lievemente migliorata, anche se persiste quest'incapacità di piegare del tutto il dito su se stesso ed anche se avverto ancora questa sensazione di "rigidità interna", dovuta probabilmente anche al tessuto cicatriziale. Infatti, da quando negli ultimi giorni la ferita si è chiusa del tutto, la rigidità sembra essere lievemente aumentata, ma non ha peggiorato la mobilità, comunque, che, anzi, come le dicevo, è forse lievemente migliorata.
Il dito è ancora leggermente gonfio e suppongo che anche questo influisca sulla mobilità.

Volevo chiederle: è possibila che l'acqua, ammorbidendo anche solo temporaneamente la ferita, migliori la sensazione di rigidità? Prima, nel fare la doccia, ho per la prima volta esposto tutta la mano, dito compreso, al getto diretto e più prolungato dell'acqua, cosa che ho evitato di fare fino a che la ferita era ancora parzialmente aperta per evitare di macerare troppo la pelle.
Probabilmente non c'è nessun collegamento tra le due cose, ma sul momento e per un minuto o due mi è sembrato di sentire il dito più leggero e un po' più flessibile.

Seconda richiesta: saprebbe consigliarmi una buona pomata per i cheloidi? Sulla mano destra, in seguito ad uno dei tagli, da circa una settimana se n'è formato uno e sull'indice naturalmente si sta anche sviluppando. Il mio medico di base mi ha detto di chiedere in farmacia, ma casualmente un'amica mi ha suggerito la "Same plast", da lei applicata su cicatrici chirurgiche e mia madre ha acquistato quella. Ora, qualcuno dice che sia inutile e mi ha consigliato la contractubex, sostenendo che quest'ultima possegga sostanze leviganti che la prima non ha. Lei che ne pensa di entrambe? Saprebbe indicarmene delle altre? Ho sentito dire che va bene anche il bio-oil, in quanto sostanza emolliente, ma non so se vada bene sui cheloidi o solo sulle cicatrici e soprattutto se sia il caso di usarlo in sostituzione di una pomata, in termini di efficacia.
Le sarei grata se sapesse darmi delle indicazioni, anche perché credo vada applicato qualcosa quanto prima se voglio vedere dei miglioramenti e non vorrei fosse già tutto inutile sul cheloide della mano destra.

Buona serata e grazie!
[#15] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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.....meno male che doveva essere breve.....

Non è l'acqua, ma il calore ad aver temporaneamente migliorato la mobilità del dito.

Non parli di cheloidi: il cheloide è una cicatrice "mostruosa", rilevata sul piano cutaneo; non credo proprio sia il suo caso.

Cerchi di essere serena: le cose mi sembra, stanno andando in modo regolare.

Non posso consigliarle un prodotto specifico (il regolamento lo vieta), ma eviterei di spendere soldi inutilmente.