Utente 296XXX
Gentili Dottori,

scrivo per chiedere un vostro parere riguardo a un disturbo che sta incidendo sulla qualità della mia vita, principalmente per sapere se a vostro avviso sarebbe opportuno sottopormi a visita specialistica al più presto o se (considerate anche le mie ristrettezze economiche del momento) la cosa possa essere rimandata.
Da alcuni mesi ho notato una notevole riduzione della persistenza e del turgore delle erezioni che mi causa notevoli disagi nella vita sessuale.
Visto che sto attraversando un periodo piuttosto difficile e stressante, e che in passato ho sofferto di una moderata ansia da prestazione sessuale, all'inizio non ho dato gran peso al problema.
Ultimamente però mi sono reso conto di avere difficoltà a raggiungere e mantenere una piena erezione anche nella masturbazione, spesso mi capita anche di eiaculare con il pene non del tutto eretto -con livello di turgore che non sarebbe sufficiente a permettere una penetrazione-, e questo aspetto mi preoccupa molto.
Ciò che trovo più frustrante è che, sebbene non abbia la risposta fisica agli stimoli sessuali che mi aspetterei, non è diminuito l'interesse per il sesso, e questo mi porta in qualche misura a esserne “ossissionato”. Mi è venuto da correlare il mio problema anche all'uso smodato di materiale pornografico on-line che mi è capitato di fare ultimamente, ma naturalmente lascio ai medici la valutazione della plausibilità di questa correlazione.
Mi domando spesso anche se, magari, ciò che sto esperendo non sia altro che un normale cambiamento del “funzionamento sessuale” di un uomo di oltre 30 anni, associato a una riduzione della libido dovuta allo stress.
Il mio medico curante, dopo anamnesi e visita, ha concluso che gli risulto sano e tutto dovrebbe essere legato allo stress, sostenendo che a suo parere, sebbene non controindicato, non sarebbe necessario un approfonodimento andrologico. Inoltre, mi ha raccomandato di fare più attività fisica (anche se sono normopeso conduco una vita molto sedentaria), e ha suggerito una cura a base di piccole dose di un farmaco a base di trazodone a rilascio prolungato, che a suo dire dovrebbe migliorare notevolmente il mio riposo notturno, ridurre il mio livello di tensione e -forse- avere anche effetti pro-sessuali. Ha lasciato comunque a me la scelta di iniziare o meno il farmaco.
In fine ha sottolineato che potrebbe essermi utile una psicoterapia sessuale.
Alla mia domanda sull'opportunità di fare esami specialistici, in particolare perché nella tarda adolescenza ho subito un trauma ai corpi cavernosi che è stato risolto chirurgicamente, ha risposto che ulteriori indagini dovrebbero essere eventualmente valutate solo in seguito.
Vorrei affidarmi al mio curante, ma francamente sono perplesso riguardo alla terapia che mi è stata proposta: per quanto riguarda lo psicofarmaco sarei tentato ti prenderlo ma prima di assumere qualunque farmaco mi piacerebbe avere una diagnosi specialistica, quanto alla psicoterapia -nonostante in passato un trattamento del genere mi abbia portato qualche modesto risultato- al momento non sono né nella diposizione mentale né nelle condizioni economiche per affrontarla.

Mi scuso per essermi dilungato e vi ringrazio enormemente per questo servizio che offrite gratuitamente.

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Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
nulla contro diagnosi e terapie prescritte da cyurante dopo adeguata visita ed anamnesi. soprattutto in giovane età. Le consiglierei di seguirne i consigli e di vedere come vanno le cose. Poi se non si dovesse vedere alcunchè, senta un collega per avere conferme o smentite.
[#2] dopo  
Utente 296XXX

Iscritto dal 2013
Grazie mille dottore, mi conforta molto che confermi l'ipotesi del mio curante.
Cari saluti.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Appunto, ma qualsiasi cosa sia alla sua età è difficile che sia un guaio grosso.