Utente 297XXX
Salve,
Sono una ragazza di 22 anni normopeso. Dal 7 febbraio ho una tachicardia persistente, intesa come alterazione della frequenza del mio normale battito, per buona parte della giornata i battiti sono compresi tra 90 e 110 è soprattutto aumentano al minimo sforzo, anche fare una rampa di scale mi dà affanno. Premetto di non essere un soggetto ansioso ma lo sto diventando non riuscendo a risolvere il problema. inizialmente ho fatto ecografia tiroidea, da cui risulta "tessuto disomogeo" di non univoca interpretazione-flogosi, raccolte colloidali, pe relative analisi tiroidee che però risultano essere nella norma. A quel punto sono stata indirizzata verso una possibile causa gastrica quale reflusso che curò con pantoprazolo e gastrogel o una possibile ernia jatale. il gastroenterologo spinge per fare la gastroscopia mentre il mio dottore per approfondire un'eventuale tiroidite. Inoltre ho effettuato due ecg con risultato negativo e una visita cardiologica con ecocolor doppler che ha evidenziato un leggero prolasso mitrale. Il cardiologo mi ha prescritto betabloccanti e gocce calmanti. A questo punto a quasi due mesi dall'insorgere del problema non ho ancora una risposta univoca, e soprattutto non so a chi dare retta! Avendo 22 anni vorrei evitare di prendere betabloccanti che comunque risolverebbero solo temporaneamente il mio problema. A questo punto chiedo un consiglio per il prossimo passo, visita endocrinologia, gastroscopia o altro? Inoltre da due settimane ho continue fitte non solo retrosternali o lungo il seno sinistro, ma anche in altre parte del corpo che non so se possano essere o meno riconducibili al problema originatio.
Ringrazio per la cortese attenzione e spero in eventuali risposte chiarificatrici.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Le cause di tachicardia sono molteplici: tra le piu' banali sono l'eccesso di caffeina, l'ansia, la nicotina, l'anemia...
Il suo cardiologo avra' certo indagato queste cause.
Non stia a preoccuparsi
cordialita'
cecchini
[#2] dopo  
Utente 297XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio per la gentile risposta dottore.
Però queste cause banali sono già state escluse, in quanto non fumo non bevo, ho eliminato il caffè e le analisi non hanno evidenziato anemia. Inoltre come dicevo la componente ansiogena non è stata alla base dell'insorgere del mio problema. Ora però mi trovo ad essere preoccupata per un eventuale sforzo cardiaco visto che la tachicardia non accenna a diminuire.
Lei pensa che dovrei assumere i betabloccanti?
La ringrazio nuovamente
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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I beta bloccanti che le hanno consigliato sono farmaci eccellenti in queste cose e, nella donna, non hanno alcun effetto collaterale.
FAccia come le ha detto il suo cardiologo
Arrivederci
cecchini