Utente 298XXX
Cari Dottori,

Mia madre la settimana prossima dovrà sottoporsi ad un intervento in cui dovranno spostare il defibrillatore bicamerale da sinistra a destra per un infezione.
Il nostro tecnico cardiologo mi ha informato che estrarranno i due cateteri funzionanti dell'attuale defibrillatore, e in oltre cercheranno di estrarre anche un terzo catetere calcificato... con la speranza di non dover aprire il torace. Dopo due giorni dall'innesto dei cateteri, installeranno un nuovo defibrillatore.

Vi scrivo con la consapevolezza di chi sa che anche una tonsillectomia ha pur sempre dei rischi, figuriamoci un intervento del genere. So bene che voi medici avete un dovere di parlare apertamente ai pazienti, e il nostro tecnico cardiologo mi ha detto che sarà un intervento "importante", soprattutto se dovranno aprire il torace.

Sarà sottoposta all'intervento all'ospedale Monaldi di Napoli. Ha 62 anni. E pesa sui 58kg. Non so quanto questo conti per un intervento.

Le mie domande sono:

E' un intervento con un effettivo pericolo?

Per un intervento di questo tipo, quante ore occorrono?

Scusate se può sembrare quasi disperato questo consulto, ma vorrei un vostro parere.

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Normalmente si tenta sempre di sfilare i cateteri "vecchi" (chiamati "abbandonati" attraverso delle sonde particolari introdotte attraverso i vasi venosi.
Qui a Pisa abbiamo proprio un centro cardiologico pubblico che si occupa di questa metodica.
Puo' eventualmente chiedere un consulto anche alla Cardiologia di Pisa
Arrivederci ed auguri
[#2] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Gentile Dottor. Cecchini,

Siamo una famiglia umile che non ha molte possibilità di spostamento. Mia madre è in cura dal '96 al Monaldi e molti interventi, anche di cambio defibrillatore, li ha subiti presso di loro.

Non so molto al riguardo, ma anche il Monaldi dovrebbe essere attrezzato con un personale specializzato e professionale per questo tipo di intervento, o almeno credo e spero.

La ringrazio per i suoi consigli, anche se purtroppo non credo siano fattibili.

Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Non ho alcun dubbio che anche al Monaldi siano capaci di farlo, ci mancherebbe
E non si preoccupi eccessivamente. Nonostante la complessita' della cosa sono interventi che vengono effettuati ogni giorno.
Cordiali saluti e stia tranquilla.

cecchini
[#4] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio di cuore.

La saluto con affetto.
[#5] dopo  
Dr. Luca Ottaviano
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Gentile Sig.ra,
per rispondere nel modo più esaustivo possibile, per quanto sia sempre un consulto on-line , sarebbero da chiarire diversi aspetti della situazione di sua mamma quali:
Cosa intende per tecnico cardiologo? Si riferisce all'aritmologo od al cardiochirurgo o altro?
Lei parla di un terzo catetere calcifico, ma se è un defibrillatore bicamerale quindi con solo 2 cateteri come mai c'è un terzo catetere?
Come è possibile che il terzo catetere sia calcifico, c'è stato già un tentativo di estrazione in passato o cosa?
Perchè si dovrebbe fare una procedura di estrazione del defibrillatore e dei cateteri e , da come Lei lo descrive, un reimpianto da destra solo dei cateteri e poi dopo 2 giorni anche del defibrillatore? Prassi vuole che se c'è un'infezione importante in atto dopo l'espianto del dispositivo si proceda con una bonifica per almeno 3 settimane con terapia antibiotica mirata prima di procedere all'impianto controlaterale (nel suo caso a destra).
Perchè sarebbe necessario aprire il torace per l'espianto? Ormai con la tecnologia laser tutti i cateteri possono essere estratti senza dover aprire il torace.
Nell'attesa delle delucidazioni suddette alle sue domande posso rispondere quanto segue:
E' un intervento con un effettivo pericolo?
Sì il pericolo c'è sempre quando si procede ad un estrazione dei cateteri dal cuore.

Per un intervento di questo tipo, quante ore occorrono?
Il tempo non è quantificabile, dipende dalle difficoltà che si incontrano durante la procedura, in media può variare da un minimo di 1 ora a circa 6-8 ore.
Concludo scrivendolo che ha fatto benissimo ad affidarsi ai colleghi del monaldi che sono un gruppo di comprovata esperienza nel settore cardiologico e cardiochirurgico.
Sperando di esserle stato di aiuto le invio i mie più cordiali saluti.
[#6] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Dottor Ottaviano,

mi sembra un po' un paradosso, per me, rispondere alle domande di un dottore, ma cercherò di farlo.

Cosa intende per tecnico cardiologo?

Intendo il dottore che ogni 2/3 mesi li controlla la funzionalità del defibrillatore. [chiedo scusa se non è il termine esatto, ma mia madre lo chiama così.]

Lei parla di un terzo catetere calcifico, ma se è un defibrillatore bicamerale quindi con solo 2 cateteri come mai c'è un terzo catetere?

Non saprei rispondere a questo. Non so perché ci sia.

Come è possibile che il terzo catetere sia calcifico, c'è stato già un tentativo di estrazione in passato o cosa?

Nel 2011 fu operata alla clinica di Mercogliano perché ebbe un problema a uno dei due cateteri, e quindi dovettero sostituirlo/i [ora non ricordo se furono sostituiti entrambi]; ma non fu possibile estrarre il terzo calcificato -Forse in quello specifico intervento non era possibile.

Perchè si dovrebbe fare una procedura di estrazione del defibrillatore e dei cateteri e , da come Lei lo descrive, un reimpianto da destra solo dei cateteri e poi dopo 2 giorni anche del defibrillatore?

Questo me l'ha detto il dottore che controlla mia madre il defibrillatore, il tecnico cardiologo.

Prassi vuole che se c'è un'infezione importante in atto dopo l'espianto del dispositivo si proceda con una bonifica per almeno 3 settimane con terapia antibiotica mirata prima di procedere all'impianto controlaterale (nel suo caso a destra).

Mia madre è in cura con antibiotici da più di 3 settimane.

Perchè sarebbe necessario aprire il torace per l'espianto?

Questo me l'ha detto sempre il tecnico cardiologo. E' un eventualità, se non dovessero riuscire ad estrarre il catetere calcificato.


Mi scusi se non sono stata molto tecnica nelle risposte.

Spero di risentirla.

Cordiali Saluti!
[#7] dopo  
Dr. Luca Ottaviano
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Grazie dei chiarimenti. Le risposte alle sue domande sono quelle del consulto precedente.
Le ribadisco che ha fatto benissimo ad affidarsi ai colleghi del monaldi che sono un gruppo di comprovata esperienza nel settore cardiologico e cardiochirurgico.
Se dovesse havere altri dubbi mi faccia sapere.

[#8] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Gentile Dottore Ottaviano,

Sebbene lei non avesse a disposizione tutta la storia clinica di mia madre, la ringrazio di essersi messo a disposizione nel rispondere alla mie domande. E la ringrazio della sua professionalità.


Ho chiesto in famiglia riguardo al terzo catetere e...

Mi hanno detto che si spezzò. Tuttavia, non so se durante l'intervento del 2011 o per cause di un difetto. Non so neanche da quanto. Non so neanche se sia possibile.

Ma il tecnico cardiologo, pur essendone a conoscenza, diciamo che non si è mai troppo preoccupato, pur tenendo sotto controllo questo terzo catetere. Nel 2012, mia madre fece anche una specie di gastroscopia [non ricordo ancora il termine tecnico] che però invece di andare a vedere lo stomaco andava a vedere quello specifico catetere. Nel 2012 ebbe la polmonite, e si pensò potesse essere stata causata da quel catetere, ma invece il catetere non era infetto.