Utente 298XXX
Salve,
mia figlia di 4 anni aveva un'area del diametro di 2 - 3 cm coperta di scaglie di pelle biancastre.

Al momento della visita dermatologica (dopo 2 -3 settimane) l'area aveva un diametro maggiore ed era gonfia (elevata di 1 cm rispetto al normale). La diagnosi è stata "un fungo" ed è stato prescritto un antimicotico per bocca ed una pomata cortisonica localmente.

Nel weekend di Pasqua l'area è aumentata ancora di diametro (5 - 6 cm), era più gonfia e molto dolorosa. I medici del Pronto soccorso hanno confermato la diagnosi "un fungo" ma hanno sostituito il cortisone con un antimicotico (Pevaryl soluzione) e confermato quello per bocca.

Il giorno dopo sono comparse delle lesioni con emissione di pus. I medici del pronto soccorso hanno prescritto dei lavaggi con disinfettante per facilitare la fuoriuscita del pus e sospeso l'antimicotico locale.

Martedì abbiamo fatto una visita dermatologica urgente. Hanno sospeso l'antimicotico per bocca sotituendolo con un antibiotico (Augmentin al massimo dosaggio indicato). E' stato fatto un tampone con il pus fuoriuscito. E' stato ipotizzata una infezione che potrebbe evolvere anche in un interessamento delle meningi.

Oggi siamo tornati dalla pediatra perché sul lato opposto della testa abbiamo notato una piccola area con una crosta squamosa. La pediatra ha consultato telefonicamente il dermatologo e saputo che il tampone aveva avuto esito negativo. Entrambi si sono dichiarati senza ipotesi sulla natura del disturbo dato che un fungo (ammesso che ce ne sia uno) non dovrebbe causare tali sintomi.

Cercando i sintomi di mia figlia ho trovato la "tigna kerion" che, con gli occhi di un profano, mi sembra simile a quello che ha la bambina sia nella descrizione sia guardando le foto.

Le mie domande:

Esiste un modo per verificare se effettivamente c'è un fungo? Sia durante la prima visita dermatologica che al primo PS la diagnosi è stata fatta solo guardando, nelle visite successive non è stata considerata l'ipotesi dato che si sospettava un'infezione. La lampada di wood potrebbe essere utile?

Dato che è stata esclusa l'infezione sarebbe consigliabile sospendere l'antibiotico e riprendere l'antimicotico per bocca e quello locale?

L'antimicotico locale può essere utilizzato anche in presenza di lesioni sulla cute?

Ovviamente non è mia intenzione agire direttamente in base alle risposte ma vorrei avere qualche idea da condividere con pediatra e dermatologo (come ho condiviso le informazioni che ho trovato sulla tigna kerion) dato al momento non hanno altre opzioni se non attendere evoluzioni. Da quello che ho capito non dovrebbero esserci rischi gravi (somministrando gli antimicotici opportuni) ma c'è un alto rischio di perdita permanente dei capelli nell'area interessata.

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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certamente sarà stata presa in considerazione l'ipotesi di un kerion tricofitico, che per gli intensi fenomeni suppurativi , che possono esitare in lesioni dei follicoli , va dapprima diagnosticato con i consueti esami laboratoristici (è un fungo. Si deve fare la ricerca colturale o lo striscio su vetrino). Una volta appurata la natura micotica della lesione si deve obbliogatoriamente partire con antimicotici (nei bimbi è sempre molto usata da griseofulvina) a dosi piene e per tempo prolungato e anche terapia locale continuativa con tintute specifiche. Certamente la teraqpia locale va usata sulle lesioni aperte.
Il discorso sul passaggio alle meningi in tal caso appare insensato, non essendoci contiguità effettiva (come farebbe ad arrivare?).
Si attivi per la diagnostica e terapia.
cordialità
[#2] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno dott. Griselli,
grazie per la sua risposta.
A 3-4 giorni dall'inizio dell'Augmentin le lesioni si sono richiuse e il gonfiore si è attenuato pur essendo ancora presente. Anche il dolore è diminuito ma è aumentato molto il prurito.
Adesso la parte è coperta di croste piuttosto spesse ed il gonfiore è stabile sebbene siano 10 giorni che prende l'antibiotico.
Intanto su volto (soprattutto le guance), gambe , cosce e braccia sono comparsi dei "bollicini" che sono passati per una fase con punta bianca contenente pus, poi sono rimasti. Potrebbe essere una reazione all'antibiotico ma credo che in questo caso dovrebbero essere presenti anche sulla pancia.

Lunedì 8 Aprile una dermatologa ha "strappato" alcuni capelli e prelevato alcune scaglie. Siamo in attesa dell'esito dell'esame al microscopio e della coltura su piastra (2 settimane).
La sua opinione era di escludere una tigna sia per la parziale risposta all'antibiotico sia per la presenza di capelli (in effetti, sebbene cercando immagini di "kerion" su google non sempre i capelli sono assenti, nelle descrizioni che ho letto si parla sempre di un'area che ne è priva).

Secondo lei l'esame al microscopio delle scaglie di pelle può essere conclusivo anche se la parte è stata trattata regolarmente, come ci era stato indicato, con betadyne?

Sulla sola base di una descrizione dei sintomi come quella che ho fatto qui, mi è stata fatta anche l'ipotesi di "pseudotinea amiantacea" dicendomi che il tampone potrebbe esserci "negativizzato" per vari motivi.
Cosa ne pensa?

Ho aspettato a risponderle nella speranza di potermi limitare a ringraziarla ma purtroppo in questo momento siamo in una fase di stallo: siamo in attesa dell'esito degli esami da dermatologia mentre la pediatra, offesa dal fatto che ci siamo rivolti ad un dermatologo privato invece di seguire le sue indicazioni (trattare con gentalyn beta fino alla data della visita dermatologica prevista per il 25 Aprile) ci ha detto: "vi siete messi in un ginepraio da soli, rivolgetevi al vostro dermatologo".

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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L'esame al microscopio, evidenziando le ife micotiche , può dare certo una diagnosi., ,ancor meglio dell'esame colturale in cui potrebbe in effetti esserci difficoltà di crescita in piastra. Il fungo parassiterebbe nel caso la cheratina del capello causandone la rottura , ma ovviamente qualche capello integro ci può essere.
Ci faccia sapere
Cordialità
[#4] dopo  
Utente 298XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno dott. Griselli,

L'esame colturale ha evidenziato un trichophyton mentagrophytes.
Abbiamo iniziato un trattamento con:

griseofulvina 250 mg (quindi circa 15 mg per Kg)
localmente lamisil 2 volte al giorno
lavaggio con Nizoral una volta alla settimana

Sulla zona principale sono ricomparse alcune lesioni ma per il momento non c'è gonfiore. Inoltre ci sono altri 3 focolai sul cuoio capelluto (di 1-2 cm) e, ci sembra, molti piccoli focolai (3-4 mm) sulla fronte sopra le sopracciglia, sulle guance, braccia e cosce.
Considerando la precedente comparsa di "bollicini" con liquido poi riassorbito in queste zone, è ipotizzabile che si tratti dello stesso fungo?

Ho visto che ci sono due scuole di pensiero:
- alcuni dottori hanno prescritto localmente cortisonici per bloccare la reazione infiammatoria, sia durante il "sospetto fungo" che a diagnosi effettuata.
- altri medici considerano un dogma la regola "sui funghi non si mette cortisone".

Pur comprendo che la questione è complessa, nell'ottica di fornire informazioni agli utenti di questo sito, vorrei sapere se una delle due "scuole di pensiero" è da considerare preponderante e/o più attuale.

Grazie
[#5] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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La regola classica , per cui il cortisonico essendo pro-infettivo non va applicato su lesioni micotiche (o batteriche) è sempre valido. Certamente è possibile ASSOCIARE cortisonici agli antimicotici in caso di lesioni a carattere molto infiammatorio
Cordialità