Utente 264XXX
Salve gentili dottori,
sono una ragazza di 22 anni e un mesetto fa sono stata vittima di uno strano episodio: una forte pulsazione a livello del rene, visibile anche senza palpazione, con dolore persistente nello stesso punto. Recatami al p.s. mi hanno solo effettuato una palpazione da cui non è uscito fuori nulla di rilevante e consigliato un'eco addome e delle analisi del sangue.
Circa dieci giorni dopo i dolori sono tornati, molto più forti di prima, in concomitanza col ciclo mestruale. Avverto sempre fastidi ai reni durante il ciclo, ma stavolta il dolore era molto strano e debilitante (ho dovuto assentarmi a lavoro per una settimana), monolaterale, e si attenuava solo con un antinfiammatorio. Ho fatto analisi, ecografia ed urino coltura ed è risultato tutto negativo, nella norma. in attesa dei risultati delle analisi il mio medico curante mi ha prescritto 5 giorni di antibiotico per precauzione, essendo io soggetta a pielonefriti recidive, ma a quanto pare il problema non era un'infezione. Con la cura antibiotica, però, il dolore è andato via, finché non è tornato nuovamente due giorni fa, anche se meno forte di prima. Non so più in che direzione muovermi perché da ogni esame non viene fuori nulla ma il dolore persiste, ed è debilitante. Che consiglio mi date? Dovrei consultare un nefrologo? Potrebbe essere un disturbo legato al ciclo mestruale, quindi dovrei consultare anche un ginecologo? Chiedo aiuto.

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Dr. Paolo Piana
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Gentile Signorina,
il rene è un organo molto profondo e non può certamente "pulsare" in modo visibile dall'esterno. Dalla descrizione che ci dà, ci parrebbe più verosimile interpretare il fatto come una contrazione muscolare. Questo sarebbe anche in accordo con la completa negatività degli accertamenti opportunamente eseguiti e con l'efficacia della terapia anti-infiammatoria. E' infatti poco verosimile che una dolore a partenza renale di lunga durata ed intensità non causi alcuna alterazione, anche minima, all'ecografia ed all'esame delle urine. In particolare, la negatività dell'urocoltura non impone certo una terapia antibiotica. Queste nostre sono comunque delle ipotesi, l'unico modo che abbiamo per esprimerci a distanza. Riterremmo che un nostro Collega specialista in urologia, magari non proprio di prima nomina ..., avendo la possibilità di visitarla direttamente potrebbe trarre delle importanti conclusioni ed, immaginiamo, verosimilmente avviarla ad una ulteriore consulenza ortopedico-fisiatrica.

Saluti