Utente 293XXX
Buongiorno, alla fine del mese mio zio è stato operato per un intervento di sostituzione alla valvola mitrale ed è deceduto per problemi post-operatori.

Prima di decidere di farsi operare e dopo tutti gli esami preliminari ci era stato detto che l'operazione doveva limitarsi alla riparazione di una delle valvole e che l'operazione aveva buone possibilità di riuscita.

Inoltre ci era stato detto che se non avesse effettuato l'intervento nel giro di un anno ci sarebbero stati rischi di infarto e quindi che l'operazione era una scelta molto consigliata.

Purtroppo dopo circa 6 -7 ore di operazione ci sono state complicazioni nel far ripartire il cuore e il girono dopo mio zio è deceduto perchè a quanto pare il danno interessava anche l'altra valvola.

La mia domanda è questa...mio zio era stato ricoverato 10 giorni prima e aveva effettuato tutti gli esami del caso...vorrei solo sapere se con gli esami moderni è possibile capire precisamente le reali condizioni di un paziente oppure se bisogna per forza operare per capire come stanno le cose?

Perchè passare dal riparare una valvola a sostituirle entrambe è una bella differenza....grazie per qualunque chiarimento mi darete

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Dr. Mariano Rillo
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E' una domanda alla quale è molto difficile rispondere... comprendo le sue perplessità, ma a volte, quando si parla di chirurgia e tantopiù di chirurgia cardiaca, un intervento di sè anche relativamente semplice può complicarsi in maniera importante per l'insorgenza di situazioni imprevedibili...e purtroppo non sempre risolvibili...credo che questo sia successo a suo zio...
Saluti cordiali