Utente 669XXX
Buonasera.
Sono un ragazzo 23enne di natura piuttosto pigra e di corporatura a tratti esile (pratico poca attivita sportiva e sono di ossatura fine).
Da due, tre anni ho iniziato a bere alcolici piu di quanto facevo prima, e ora consumo quotidianamente dall uno ai tre mezzi di birra.
Ho inoltre assunto farmaci naturali (Jarsin 300) per gli sbalzi d'umore, ma non hanno portato a un gran miglioramento.
Ho un regime alimentare instabile e devo ammettere pure piuttosto malsano: mangio pochissimo e raramente caldo. Niente cibo spazzatura ma neppure frutta o verdura.

Non mi e mai capitato di avere problemi erettili dovuti all'alcohol tuttavia, forse perche non mi sono ancora mai trovato a dover praticare con una gran concentrazione nel sangue.

A partire da all'incirca un anno fa fino a due mesi fa mi capitava di praticare saltuariamente del sesso con partners occasionali, e non si trattava per forza di penetrazione, ma anche. Non ho mai notato nessuna disfunzione erettile e potevo (e immagino potrei ancora) concedere due o più repliche.. immagino sia normale, avendo da poco passato i 20. Da due mesi frequento un partner fisso, e pur essendo di natura piuttosto introversa e facilmente inducibile a stati che rasentano la paranoia, mi ci trovo bene e c'è un ottimo feeling, per cui credo di poter escludere origini di tipo psicologico, tranne magari la mancanza di concentrazione che è sempre stat una mia caratteristica in tutti gli ambiti.

passando al problema vero e proprio:
con la masturbazione non ho alcun problema erettile, mentre con la penetrazione si. il pene va in stato d'erezione spesso e al minimo stimolo, ma durante l'atto della penetrazione si ritrae a uno stato flaccido (non di riposo totale tutavia, stimo 2/3 del suo potenziale, idem per la consistenza) che rende l'atto difficoltoso e poco stimolante. Il pene riassume il suo stato "ottimale" dopo 3-4 minuti di stimolazione manuale (generalmente da parte mia) o orale. È terribilmente frustrante, rovina la bellezza dell'atto interrompendolo continuamente.

Mi chiedo qali possano essere le cause della mia spiacevole disfunzione, se la moderata consumazione di alcolici, la vaga apatia per quel che capita, o la cattiva alimentazione, o tutti e tre combinati. Spero di non aver fornito troppe informazioni futili, o di essermi risposto da solo.

Vi ringrazio per l'attenzione concessami e auguro buona continuazione.
R.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
da quello che ci scrive , potrebbe trattarsi di un problema funzionale o meglio psicologico, relazionale . Comunque in questi casi , senza una valutazione clinica diretta e solo con le indicazioni cliniche che ci fornisce, è impossibile formulare una risposta corretta diagnostica e poi terapeutica. Bisogna, a questo punto, consultare in diretta un esperto andrologo.
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

il conseguimento di una rigidità peniena adeguata alla penetrazione vaginale ( la penetrazione anale richiede una rigidità superiore) è in funzione dello stato d'animo, della condizione psico-emotiva del soggetto ma prevalentemente della situazione circolatoria che deve garantire un adeguato funzionamento delle strutture che devono far arrivare il sangue ai corpi cavernosi ( le arterie) e che ne devono impedire il rapido deflusso ( le vene).
Io le consiglierei di consultare uno specialista che possa praticare le indagini necessarie a chiarire tale ipotesi
cari saluti
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro giovane lettore,
se desidera comunque avere più informazioni dettagliate su queste tematiche le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450. Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#4] dopo  
Utente 669XXX

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Grazie ad entrambi, consulterò uno specialista entro un paio di settimane, lasso di tempo nel quale mi prefiggo di seguire un migliore regime alimentare astemio.

Ho inoltre trovato l'articolo fornitomi di grande interesse e ringrazio pure per quest'ultimo!

Buona serata
R.
[#5] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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Gentile utente,
oltre a confermare la necessità di una consulenza andrologica, come già espresso correttamente dai colleghi, il consiglio è quello di abbinare una valutazione psicosessuologica che possa darle una "mappatura" della problematica che sia completa ed esaustiva.
Il tutto al fine di intraprendere la terapia più adeguata (sia essa biologica, sessuologica o combinata).
Cordialmente