Utente 253XXX
Gentile Staff di Medicitalia

ho di recente effettuato l'estrazione di un molare inferiore devitalizzato (da circa 5 anni) con inserimento di impianto post estrattivo (in presenza di osteolisi rilevante).
Il medico mi ha spiegato che (da radiografia) all'epoca della devitalizzazione i canali erano stati sigillati perfettamente, e che la rizolisi deriverebbe probabilmente da un infiltrazione di batteri dal colletto (che mi ha poi provocato un granuloma con ascesso gengivale cronico, da cui si è scoperto il problema).

Già da qualche mese mi era stata consigliata l'estrazione del dente spiegandomi che non era possibile rieffettuare la devitalizzazione e risigillare perfettamente a causa della rizolisi (circa 3 mm). Pur non essendo molto convinta alla fine mi sono decisa per via di alcuni dolori al collo che sembravano derivare da questo problema.

Guardando il dente estratto sono stata colpita dal fatto che non sembrava particolarmente malato come mi aspettavo dalle previsioni, e che dalle radici spuntavano dei fili metallici in modo simile a questa immagine che ho trovato in rete. http://www.allaboutteeth.co.uk/uploads/questions/oxlk0x88q5/DSCN5174.JPG
Nel mio caso però le radici non presentavano dei margini spezzati, essendosi riassorbite e non rotte, ed il filo era senza dubbio metallico. Che cosa può essere secondo voi questo materiale?
Non ho ancora chiesto al mio medico perchè uscendo dallo studio ero ancora un pò impressionata dall'intervento.

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[#1] dopo  
Dr. Paolo De Carli
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MAJANO (UD)
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Gentile Paziente,

SE l'immagine corrisponde alla situazione del suo molare estratto, la terapia canalare eseguita sul suo dente è stata finalizzata, con tutta probabilità, mediante l'uso di coni d'argento (tecnica endodontica in disuso da molti anni).

E' verosimile che la rizolisi degli apici sia stata dovuta alla fuoriuscita di batteri dall'apice dallo spazio endodontico, alla contemporanea reazione dei coni "lunghi" oltre apice e alla mancata sigillatura del canale per deficit di un loro "adattamento" alla morfologia dei canali.

Cordialmente
[#2] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio
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FRANCAVILLA AL MARE (CH)
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Se dal dente fuoriuscivano punte metalliche un' altra ipotesi è che si trattasse delle estremità di strumenti endodontici fratturatisi nei canali durante le manovre di devitalizzazione.
Oppure si trattava di coni di guttaperca (solitamente di colore rosa) che è il materiale utilizzato per chiudere i canali.


Cordialità
[#3] dopo  
Utente 253XXX

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Gentili Dottori
Grazie per la vostra risposta tempestiva.
Dalla radiografia non sembrava si trattasse di strumentini rotti, questi due filamenti venivano spiegati come il materiale che sigillava i canali (credo sia stato definito come guttaperca). Ciò che mi ha stupito è che fossero filamenti metallici.
Spero non sia stato questo a causare il deperimento della radice, anche se ormai il dente è stato tolto e l'impianto messo, con conseguente spesa.
Chiederò di sicuro maggiori informazioni appena possibile.
Grazie ancora
[#4] dopo  
Dr. Paolo De Carli
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MAJANO (UD)
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Come dice lei, ormai il dente è stato estratto...

Se i "filamenti" erano metallici sono coni d'argento (escludendo strumenti fratturati), se è guttaperca il colore è rosa e non è un materiale rigido, alla fine è comunque sempre un'otturazione "lunga" oltre apice.

Sarebbe interessante sapere se durante la terapia canalare è stata utilizzata la diga di gomma, legga qui http://www.studiodecarli.com/1/conservativa_379886.html
[#5] dopo  
Utente 253XXX

Iscritto dal 2012
Diciamo che le radici si sono ritirate rispetto alla loro posizione iniziale, questo materiale non fuoriusciva nelle radiografie iniziali.

Quindi nella vostra esperienza deduco che nel caso in cui si ritiri una radice la cosa che in teoria si dovrebbe vedere sarebbe la guttaperca (rosa) e non altro?
Il fatto che fossero coni d'argento è una cosa sbagliata?

Mi sembra di ricordare che la diga di gomma è stata usata ma non ricordo se per questo dente.
Grazie ancora.
[#6] dopo  
Dr. Maurizio Macrì
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NAPOLI (NA)
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Gentile paziente, un autore degli anni '50 , Grossman , scriveva: " Dubito ,molto che ci sia un'altra cavità nell'organismo che sia stata riempita con tanti materiali diversi come il canale radicolare di un dente".Tra i materiali solidi per otturazione canalare i più usati, soprattutto in passato, sono stati i coni d'argento. Introdotti una cinquantina di anni fa da Jasper , oggi i coni d'argento (quindi anche cinque anni fa....) sono universalmente riconosciuti obsoleti e superati dai materiali semisolidi (guttaperca) che offrono ben più alte garanzie di successo.

Il cono do argento non si adatta minimamente all'anatomia endodontica (...del canale)che lo circonda e che rimarrà non adeguatamente riempito o otturato con solo cemento.

L'apice raramente ha forma tondegginte e quindi il suo sigillo resta affidato ad un eccessivo utilizzo di cemento, non potendo avere il cono di argento forma ellittica.

Se il cono di argento va oltre apice o perde il sigillo apicale del cemento , va incontro ad un processo di ossidazione , per il contatto del metallo con i fluidi tissutali, che corrode il metallo , processo che porta alla formazione di zolfo e cloro , che sono citotossici.

In caso di insuccesso endodontico, è impossibile rimuoverlo.

Per tutti i motivi su elencati sono molti decenni che non viene più utilizzato il cono di argento.


Cordiali saluti