Utente 299XXX
Gent.mi dottori,
sono una donna di 44 anni e lo scorso gennaio mi è stata diagnosticata una trombosi venosa profonda che coinvolge la femorale profonda, la femorale superficiale, l'illiaca e la puplitea oltre anche alla safena.
L'ultimo ecocolordoppler risalente al 27 marzo 2013 riferisce testualmente "parziale trombosi femorale sn con trombo iperecogeno aderente alla parete; ostruzione della grande safena a circa 3 cm dalla valvola safeno femorale e lungo tutto il decorso di coscia e gamba; significativo reflusso valvolare a livello femorale comune e femorale superficiale nel tratto medio dove tale vaso risulta parzialmente ricanalizzato; significativo reflusso profondo su vene tibiali posteriori post-squeezing della pianta del piede; segni di ipertensione venosa profonda a sinistra" (il referto è lungo e spero di aver riportato le più significative).
La terapia anticoagulante che sto seguendo è una compressa di coumadin da 5 mg ed una iniezione di clexane da 4000 u.al giorno (terapia indicata dal PTV di Roma che già mi seguiva per la piastrinopenia con ottimo successo) oltre alla elastocompressione da 140 den.
Questa trombosi non è stato un fulmine a ciel sereno in quanto a luglio 2012, a seguito di un incidente stradale, ho subito un intervento chirurgico volto alla riduzione della frattura multipla e scomposta dell'emipiatto tibiale sn esterno eseguita con osteosintesi (una placca, 7 viti ed un osso sintetico). Tutto ciò ha comportato una lunga immobilità malgrado abbia iniziato la riabilitazione da subito.
Le mie domande sono:
- se i trombi non riescono a ridursi completamente con la terapia anticoagulante e le vene continuano ad essere sofferenti è opportuno un'intervento chirurgico? di che tipo?
- la cosa che più mi preoccupa sono le valvole ormai non più funzionanti e vorrei sapere se vi sono i presupposti per la ricostruzione valvolare in quanto oltre ad avere la gamba gonfia e di un'altro colore rispetto all'altra ho il piede sempre gonfio, un pò violaceo quando tolgo le calze e con le vene ingrossate e sofferenti.
Grata per la risposta che mi darete e che attendo fiduciosa Vi saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Prof. Nicola Palumbo
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BOLOGNA (BO)
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Gentile Signora,

il quadro clinico relativo alla Trombosi Venosa Profonda che Lei riferisce, appare di severa gravità, poichè sono stati interessati diversi distretti venosi. Come riportato nel controllo ecocolordoppler eseguito dopo due mesi dall'episodio acuto, sembra aver avuto inizio quella che è definita "la lisi del coagulo", che è un fenomeno fisiologico, confermato dalla parziale ricanalizzazione di alcune vene. La terapia anticoagulante orale non ha effetto sulla lisi del trombo, ma serve a prevenire l'estensione del trombo stesso e dovrà essere protratta per diversi mesi, come le sarà stato consigliato dal Centro presso cui Lei si è rivolta.
Per quanto riguarda la ricostruzione valvolare, si tratta di interventi che vengono eseguiti in casi estremi e con scarsi risultati. Purtroppo, il danno valvolare residua sempre alla trombosi venosa profonda ed è spesso la causa di ulcera venosa malleolare, a causa dell'ipertensione venosa. Ciò che Lei può e deve continuare a fare è l'uso cronico dell'elastocompressione.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 299XXX

Iscritto dal 2013
Gent.mo staff mediciitalia,
Vi ringrazio tanto per il consulto.
Quel che intendete è che ormai la situazione è diventata cronica e devo imparare a convivere con la calza.
Ma non posso pensare che ad oggi non vi sia soluzione alternativa alla elastocompressione. Perchè mi dite che la ricostruzione valvolare ha scarsi risultati? E' vero che comunque si deve fare la terapia anticoagulante a vita?
Io ho solo 44 anni, aodro il mare ed il sole, vivo in un posto di mare e per me è invalidante tutto ciò. Davvero devo rinunciare a tutto questo? Davvero non ci sono altre soluzioni? Sono davvero depressa!
Sapere di non poter andare al mare, prendere il sole, mettere un semplice infradito è sconfortante per me.
VI prego datemi delle alternative.
Grazie di cuore.
[#3] dopo  
Dr. Marco Blandamura
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ROMA (RM)
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Gentile utente ,
È innegabile che i dati da lei riferiti fanno pensare ad una situazione di una certa gravitã.
Temo che dovrà per lungo tempo continuare le terapie mediche.
Circa la compressione elastica cerchi di sopportarla, e se propio vuole andare al mare, e la capisco, eviti le ore più calde e tenga sempre le gambe bagnate
Cordiali saluti.