Utente 588XXX
Buongiorno,vorrei gent avere un vs parere sul caso che vi espongo:nel novembre del 2006 durante un controllo di routine a mio suocero allora 79enne fu diagnosticata la sindrome di brugata.
le fu detto di non preoccuparsi data l'eta' ma di informare i figli ei nipoti maschi. subito mio marito 52enne e mio figlio 18enne effettuaronol'ecg e mentre mio figlio non aveva niente, mio marito aveva una forma lieve di questa sindrome. sinceramente non dammo tanto peo alla cosa anche perche' mio suocero stava bene, il nonno e lo zio paterno erano morti per tumore per cui la cosa passo' nel dimenticatoio. ora e' successo che giovedi 1 maggio mio suocero e' morto nel sonno, lo abbiamo trovato cosi' la mattina. e' pur vero che era un soggetto a rischio, operato 13 anni fa alle carotidi, soffriva di ipertensione, teneva la glicemia sotto controllo pero' tutto sommato stava bene , accudiva con un aiuto la moglie malata di alzhaimer e nonostante avesse 80 anni sembrava un giovanotto. a noi e' venuta in mente questa sindrome di brugada , cosa essere la causa?e in questo caso mio marito cosa deve fare? siamo preoccupatissimi, per favore dateci un consiglio grazie monica

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[#1] dopo  
Dr. Davide Ventre
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Salve,
la sindrome di Brugada è una patologia, come vi avranno spiegato, a trasmissione ereditaria. Purtroppo suo suocero, è da presumere a questo punto, ha avuto l'esito a cui spesso porta questa particolare sindrome. E' anche vero che le cause possono essere ricercate nei disturbi vascolari di cui soffriva...fatto sta ora nell'impedire che tale condizione si ripercuota sui discendenti.
Consiglio quindi, per il marito e il figlio, l'esecuzione di un Holter ECG delle 24 ore, volto a scoprire eventuali episodi di tachicardia che eventualmente son asintomatici (lamentano mai disturbi loro? se si, di che tipo?).
Mi chiedo poi, suo marito, a cui è stata diagnosticata in ogni caso questa sindrome, lieve o meno lieve che sia, non è stato posto alcun indirizzo terapeutico?
[#2] dopo  
Utente 588XXX

Iscritto dal 2008
innanzitutto grazie per avermi risposto
si, subito mio marito e mio figlio fecero l'ecg dal quale risulto' come dicevo una forma lieve per mio marito e niente per mio figlio.
il cardiologo ci disse anche ch questa sindrome colpiva soprattutto in età giovanile fra i 30 e i 40 anni ed essendo mio marito oltre i 50 anni lasciammo perdere. ora questa morte improvvisa di mio suocero rimette il tutto in discussione. il ns cardiologo ora ci ha parlato di una specie di defibrillatore da impiantare tramite intervento chirurgico. il medico di mio suocero invece dice di non allarmarsi in quanto questa morte puo' essere data anche dal diabete che lui trascurava (non ha pero' mai avuto picchi preoccupanti)o dai problemi cardiovascolari (l'ecodoppler effettuato a febbraio era regolare)per cui non sappiamo piu' cosa pensare.
perche' il cardiologo non ci ha parlato di hotler che mi sembra il primo passo da fare?inoltre se ci sono altri utenti che hanno avuto il ns problema ci facciano sapere. grazie a tutti coloro che mi risponderanno monica
[#3] dopo  
Dr. Davide Ventre
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Io penso che il suo cardiologo abbia ragionato scavalcando l'Holter perchè in teoria nel caso di suo marito è bastato un ECG a slatentizzare il Brugada. Io invece avrei preferito farvelo fare (anche al figlio) proprio perchè oltre alle modifiche del tracciato indicative di questa sindrome, si possono associare delle tachicardie (loro avvertono mai senso di palpitazioni, batticuore?).
Il Defibrillatore è in ogni caso risolutivo e mette al riparo da sequele disastrose.
Io personalmente però, valutata la non aggressività del caso stesso, proporrei prima terapia farmacologica per suo marito, e controlli ogni 3-6 mesi per suo figlio. Poi naturalmente saranno i vostri curanti a decidere visto che, a differenza mia, possono visitarli.
[#4] dopo  
Utente 588XXX

Iscritto dal 2008
gentile dottor ventre, no ne mio marito ne mio figlio hanno mai avuto palpitazioni o tachicardia. mio figlio giocando a pallone e' controllato periodicamente e l'unica cosa riscontrata e un piccolo soffio.
non sapevo che si poteva trattare il problema con farmaci, mi puo indicare quali e la loro efficacia? comunque sicuramente richiedero' che vengano sottoposti a controllo holter se pensa che possa darci delleindicazioni in piu'. certo prima di arrivare all'intervento chirurgico tenteremo piu' strade perche' se ho ben capito anche se non comporta rischi è pur sempre un intervento. grazie ancora se potrà rispondermi monica
[#5] dopo  
Dr. Davide Ventre
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Allora,
intanto vorrei rassicurarla su "l'intervento", è vero che è pur sempre tale, ma, mi creda, nei reparti di cardiologia ben attrezzati se ne eseguono (come da me) almeno un paio al giorno MINIMO. Questo è sicuramente il trattamento più sicuro perchè impedisce al cuore, qualora dovessero insorgere aritmie potenzialmente pericolose, di fermarsi, ripristinando il ritmo praticamente all'istante.
Sul trattamento farmacologico devo in parte correggermi in quanto non è esattamente a scopo curativo ma serve a slatentizzare meglio il problema sottostante, rendendolo così visibile e inconfutabile all'ECG. Visto il caso di "Morte Improvvisa" del padre di suo marito, vi consiglierei di fare un "test all'ajmalina" (è un farmaco che serve appunto a slatentizzare la sindrome). Qualora però il vostro cardiologo sia SICURO della diagnosi, l'indicazione all'intervento direi che è indispensabile e senz'altro risolutiva.