Utente 288XXX
caro dottore,
mia madre di 80 è da un domenica 14/04 che a seguito di un problema cerebrale (si pensa un TIA, dato che non riconosce più e le parole che pronuncia non sono di senso compiuto) manifestatosi il giorno 08/04 che ha avuto un blocco renale seguito da anuria; si figuri che da domenica, appunto, ha urinato circa 110 ml. Abbiamo chiamato l'urologo il quale (in maniera superficiale a mio avviso) le ha prescritto del duresix , una compressa al dì e se n'è andato dicendo che anche se non urinasse per qualche altro giorno nonn bisognava preoccuparsi. Dopo qualche giorno, vedendo che la situazione persisteva, abbiamo chiamato il medico generico il quale ha confermato il blocco renale e l'anuria ed ha detto che bisognava assolutamente stimolarla perchè la situazione era veramente gravissima. Le ha prescritto delle 1 fisiologiche e 2 glucosate di 500 ml (in quanto dopo qualche giorno da quel famoso attacco ha smesso di bere/mangiare in maniera autonoma) con all'interno 2 fiale di lasix, al dì.
Dopo solo 1 e mezzo di terapia, siamo stati costretti a interrompere la cura prescritta (glucosate/fisiologica/lasix) in quanto abbiamo notato un forte gonfiore del braccio come se i liquidi somministratole fossero rimasti nel corpo senza essere assorbiti.

Ad oggi mia madre sembrerebbe che abbia la vista offuscata in quanto vede tipo il soffitto nero, invece di bianco, e soprattutto spesso rimane incantata per anche 10 minuti a fissare un punto in alto nella stanza senza reagire. Spesso ho inoltre l'impressione che lei neanche riesca a captare la voce che la chiama da dove provenga perchè non si gira. Ho provato a vedere se seguisse con lo sguardo la mia mano mentre la spostavo ma purtroppo nulla.

Sotto consiglio del medico generico e urologo non è stata ospedalizzata in quanto basta un nonnulla per lacerare la pelle e farle uscire tantissimo sangue e altri fluidi.

Premetto che mia madre soffre di una forte vasculopatia da un bel pò di tempo

Alla luce della situazione descrittale vorrei che spiegasse un pò di cose:

- Quanto tempo potrà resistere in questo stato?
- Come può una persona peggiorare ed arrivare in questo stato in una settimana?
- Cosa mi consiglia al riguardo?
- Potrebbe esserci alla base qualche altro problema che ignari stiamo trascurando?



Fiduciosa in una sua delucidazione la ringrazio anticipatamente

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Dr. Piero Mignosi
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Dist.ma Utente,
leggendo quanto da Lei evidenziato circa il quadro clinico che interessa Sua madre, viene da chiederLe: ma che aspetta a portare Sua madre al Pronto Soccorso per una eventuale ospedalizzazione?
Purtroppo, non sempre taluni quadri clinici possono essere affrontati e gestiti in ambito casalingo.
Questa sede, come comprenderà, non consente data la situazione clinica di esprimere giudizi clinici in mancanza di esami ematochimici aggiornati (per altro non riportati) ed in mancanza di una valutazione clinica del paziente.
Tuttavia, è verosimile ipotizzare data la riferita oligoanuria (contrazione della diuresi) che una adeguata idratazione eventualmente associata a correzione di eventuale stato disprotidemico (ove presente) possa in prima istanza avere un fondamento terapeutico.
Per quanto riguarda il riferito gonfiore al braccio secondario ad infusione di liquidi è verosimile ipotizzare che ciò sia riconducibile ad "un fuori vena", da mal posizionamento dell'accesso venoso.
Sarebbe altresì necessario eseguire una Emogasanalisi che potrebbe indirizzare,altresì, per ulteriori inteventi di carattere terapeutico, non escludendo apriori l'esecuzione di una buona ecografia delle vie urinarie.
Distinti saluti