Utente 232XXX
Gentili Dottori,
in seguito ad un nuovo recentissimo episodio di tachicardia (155 fc), vi scrivo perchè vorrei chiedere il vostro parere, in quanto mi trovo fortemente in dubbio sul da farsi.
L'ultimo attacco è stato registrato e monitorato e i dati sono i seguenti:
FC 133 (146)min; P -- ; QRS 80° ; T -74°
Intervalli: RR 449 ms; P -- ; PQ -- ; QRS 84 ms; QT 288 ms; QTc 430 ms.
Quando l'attacco è rientrato: FC 93; P 70°; QRS 73°; T 57°;
Intervalli: RR 640 ms; P 108 ms; PQ 156 ms; QRS 84; QT 344; QTc 430 ms.
Il cardiologo durante la registrazione del tracciato sosteneva trattarsi di una tachicardia parossistica da rientro atrio-ventricolare. Solo pochi giorni prima, in pronto soccorso mi hanno monitorata per una fibrillazione atriale.
Ora chiederei a Voi, visto che mi in questi giorni mi si sta prospettando davanti la possibilità dell'ablazione, cosa ne pensate?
E soprattutto, il valore T negativo del tracciato ecg potrebbe essere indice di qualche patologia cardiaca? in linea generale doverebbe essere positivo.. La prossima settimana ho appuntamento con un aritmologo, ma se nel frattempo voleste aiutarmi a capire vi sarei grata.
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Gentile utente
sicuramente è bene che il suo caso venga valutato attentamente da un bravo aritmologo, perchè se l'ultima aritmia documentata è una vera tachicardia parossistica, è possibile che sia la causa della precedente fibrillazione atriale. Se così stanno le cose lei rischia di fare un intervento di ablazione della fibrillazione, tralaltro decisamente più complesso e rischioso,senza riuscire ad eliminare il problema, poichè occorre trattare prioritariamente innanzitutto l'eventuale tachicardia parossistica e non direttamente la fibrillazione atriale. Per le alterazioni dell'onda T durante l'aritmia non sono matematicamente l'espressione di un problema coronarico.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 232XXX

Iscritto dal 2011
Gentile Dr Rillo, intanto la ringrazio per aver nuovamente risposto alle mie domande.
Quello che non capisco è come mai sia i medici del Pronto S. in diagnosi di fibrillazione atriale, sia il mio cardiologo riscontrando invece piuttosto una forma di tachicardia sopraventricolare da rientro atrio ventricolare, abbiano pensato ad un'ablazione. Entrambi hanno anche chiesto però un precedente esame elettrofisiologico.
Rimane il fatto che data la mia età i farmaci non sembrano essere a loro parere la strada più opportuna.
Le chiedo ancora, se potesse rispondermi, è possibile confondere i tracciati dell'una e dell'altra aritmia per sottili sfumature tra i due?
Ancora grazie per la disponibilità dimostrata.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Forse non sono stato chiaro io.... concordo sull'eventuale ablazione, è sicuramente la terapia più indicata, ma occorre capire cosa ablare...Lo studio elettrofisiologico và sempre eseguito prima di un'ablazione, anche se contestualmente e immediatamente prima della procedura terapeutica, che sarà espletata in base ai risultati della diagnosi preliminare...
Saluti