Utente 520XXX
Salve
vorrei sapere se e' possibile avere una prostatite virale da HPV.
Vi chiedo questo perche' sono mesi che mi sto curando per una prostatite a quanto pare "abatterica".
Dopo molti esami ( urino coltura,tamponi uretrali , spermiogramma/spermiocoltura ) non ho riscontrato nessun tipo di carica batterica significativa.
L'unico sintomo che avevo erano delle secrezioni uretrali giallastre e dalle analisi presentavo i leuco alti ( 20-25 )nelle urine ed (5 -6)alcune emazie.
L'ultima cura eseguita ( tavanic , orudis supp. x 10gg )
ha dato a quanto pare un esito positivo dato che le secrezioni a distanza di piu' di due settimane non si sono ripresentate,pero' il dubbio rimane dato che la prostatite e' comparsa a breve distanza dalla scoperta di una condilomatosi da hpv.
Quindi la mia domanda e' se ci possono essere delle correlazioni tra la prostatite e l'infezione da hpv.
Potrebbe essersi localizzato a livello della prostata?
Cosa dovrei fare?Come curarla?
Un ulteriore tampone uretrale per la ricerca di Hpv mediante PCR potrebbe togliermi tali dubbi?
E quindi saro' sempre un rischio per la mie partner durante rapporti sessuali se localizzato a livello prostatico?

grazie
a presto
[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
quello da lei sollevato è un possibile capitolo prossimo venturo delle cosidette prostatiti "abatteriche" . Infatti il Papilloma virus sarebbe stato riscontrato nella prostata. E' quanto risulta anche dai alcuni dati presentati al recente Congresso Europeo della Medicina di laboratorio Euro-Medlab ad Amsterdam da un gruppo di ricercatori napoletani che esaminando 20 biopsie della prostata, hanno scoperto due ceppi del Papilloma virus. Per quanto concerne la diagnostica si è già utilizzata la PCR applicata a vari materiali biologici : urine, urine post massaggio prostatico , sperma , ecc. Il problema rimane a tutt'oggi , fatta una eventuale diagnosi, l'assenza di una terapia antivirale mirata. All'ultima domanda , come può già immaginare ,è difficile risponderle e tutte le prospettive a lungo termine sono affidate alle vacinazioni fatte ai giovanissimi (uomini e donne) , prima cioè che inizino una regolare attività sessuale.
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
• che la prostatite e' comparsa a breve distanza dalla scoperta di una condilomatosi da hpv.
e l'infezione da hpv. Potrebbe essersi localizzato a livello della prostata?
Cosa dovrei fare?Come curarla? E quindi saro' sempre un rischio per la mie partner durante rapporti sessuali se localizzato a livello prostatico?

Il Papilloma virus vive, come tutti i virus dentro le cellule e le sfrutta per le sue necessità; ogni tanto esce fuori, perché la distrugge, nella sua replicazione ed andare ad infettare altre cellule. Questa caratteristica gli è conferita dal fatto che, essendo un virus a DNA, riesce ad entrare nel nucleo delle cellule. Si contano più di un centinaio di sottotipi di HPV con caratteristiche di adattabilità e oncogenicità diverse che vengono suddivisi a seconda dell’ aggressività in due gruppi: HPV a basso rischio ( 6, 11, 42, 43, 44 ) e in HPV ad alto rischio (16, 18, 31, 33, 34, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 66, 68, 70 ). L’ infezione da HPV può manifestarsi nel tratto genitale inferiore in 3 distinte forme: clinica, subclinica e latente. L’HPV infetta le cellule basali dell’ epitelio procurando i condilomi, manifestazione esterna della sua presenza, più comunemente per via sessuale, in presenza di un partner con infezione clinica, subclinica o latente. Lui vive anche in altre cellule e può espandersi in qualsiasi organo, compresa la prostata. In particolare, il papilloma virus (HPV) può ancorarsi a una molecola di membrana delle cellule dendritiche, denominata syndecan-3 o eparan-solfato, che funziona come recettore. La nozione di recettore per gli agenti infettivi acquista un notevole significato, sotto il profilo immunofarmacologico, in quanto permette di identificare il momento patogenetico più importante nella interazione virus/cellula ospite. Il virus HPV riesce a evadere il riconoscimento del sistema immunitario con alcune particelle virali denominate VLP (Virus-Like Particles). Le VLP del virus utilizzano, a loro volta, un recettore, per poter invadere la cellula infettata e trasformarla. Tale recettore è la molecola di adesione a6/b4 integrina (nella porzione a6 della molecola) e sembra essere comune a tutti i ceppi di HPV.
Tutte queste caratteristiche rendono difficile la risposta immunitaria nei suoi confronti ed il riconoscimento del Papilloma virus, con esami ematochimici o di amplificazione genica.
Anche la Chlamydia, Mycoplasmi, Ureapalsama Urealitica, batteri intracellulari, vivono dentro le cellule e difficilmente passano nei liquidi extracellulari , per questo “non ho riscontrato nessun tipo di carica batterica significativa.” Ma gli antibiotici hanno azione sui batteri quando escono dalle cellule per andare ad infettarne altre, ma dentro le cellule le sostanze chimiche non entrano, inoltre non hanno azione sui virus.
Lei potrebbe aver sommato l’infezione di tutti questi signori che chiaramente hanno poi facilitato l’ingresso e la progressione del virus nella prostata, perdurando da diverso tempo l’infiammazione.
Capisco la difficoltà nella determinazione della presenza di questi ospiti e la loro eliminazione, soprattutto del Papilloma virus, la medicina non convenzionale, integrando la medicina convenzionale, ha la possibilità, con esami strumentali, di intercettare i responsabili, poterne seguire la eliminazione, con farmaci, appropriati e calcolati esattamente sulle sue problematiche, intervenire alla loro eliminazione, aiutando il sistema immunitario in questo compito. Sicuramente non è facile, considerata la sovrapposizione delle infezioni a cui potrebbe anche aggiungersi altri batteri extracellulari, che vivono al di fuori delle cellule e più facilmente riscontrabili, come Streptococchi Stafilococchi. Tutti si aiutano scambievolmente a rimanere dentro.
Purtroppo, finché questi signori non sono stati completamente radicati dal suo organismo, lei continuerà ad essere infettante.

[#3] dopo  
Utente 520XXX

Iscritto dal 2007
Si ho capito!
Ma come posso curarmi??
Come trattare la prostata?
La condilomatosi la sto trattando con la crio terapia.
E la prostata???
Secondo voi dovrei fare qualche altro esame a scopo diagnostico per la prostata?
Come posso intervenire?
Al momento dopo le ennesime analisi delle urine non ho riscontrato nè leuco alti nè psa alta,anche se ho rinotato a pochi giorni di distanza delle secrezioni chiare leggerissime la mattina.

A presto
[#4] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Come le dicevo, tutti quelli agenti patogeni, sono tutti intracellulari, vivono dentro le cellule, non possono essere rilevati con un esame dei secreti.
La crioterapia, elimina la menifestazione esterna del Papilloma virus, ma non il virus, che si è infilato nelle cellule prostatiche, forse anche in altre, uretra, vescica, come lei ha supposto. "vorrei sapere se e' possibile avere una prostatite virale da HPV."
La medicina non convenzionale, integrata con la medicina convenzionale, ha la possibilità, sia con esami strumentali, che con farmaci calcolati esattamente sulla sua persona, di aiutare il sistema immunitario ad eliminare i responsabili. Il sistema immuniatrio non riesce ad intercettarli, prenderli ed eliminarli, perché loro si sanno ben nascondere.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
dove aver in parte condiviso le considerazioni ,un pò troppo tecniche e confuse, di patologia generale del collega "specializzato in Medicine non convenzionali" mi risulta strana e "magica" la terapia proposta con "farmaci calcolati" che nelle patologie virali sostenute da HPV purtroppo non esistono .
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#6] dopo  
Utente 520XXX

Iscritto dal 2007
Allora quale terapia mi consigliate per curare questa prostatite virale??
Se nn esistono cure per debellare questa infezione virale qual'e'il modo per contenere questa prostatite con i farmaci?
Dovrei fare altre analisi?

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
non esistono farmaci mirati per questa patologia virale.
Il contrasto di queste problematiche urologiche avviene attuando misure di profilassi , "protezione" ed infine possono anche essere utili alcune indicazioni di tipo dietetico-comportamentale. Vita sessuale regolare, non lunghi periodi di astinenza, limitare l'assunzione di alcuni alimenti tipo cioccolato, uova, frutta secca , formaggi stagionati, ecc, ecc . Lo stesso vale per le bevande come il caffé, il tè,le bibite gasate od alcoliche. Altra cosa importante è bere con intelligenza ad esempio durante tutto l'arco della giornata sono consigliati almeno 2 litri di liquidi smettendo però di bere almeno tre-quattro ore prima di andare a letto. Combattere la stitichezza quindi fare una dieta ricca di fibre e praticare una regolare attività fisica. Spegnere la sigaretta perchè la nicotina ha un'azione irritante sulla vescica. Tenere d'occhio la bilancia. Infine ultimo consiglio ma non meno importante è quello di ascoltare sempre attentamente il proprio medico di famiglia e lo specialista che la sta seguendo.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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