Utente 292XXX
Egregi Dottori,buona sera.
Vi scrivo facendovi richiesta di poter ricevere una Vostra consulenza preliminare,in merito ad approcci farmacologici non convenzionali,quali l'Aloe Arborescens,la Graviola e l'Escozul Vidatox.
A mia madre, 59 anni, è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare con metastasi diffuse (fegato, cervello e ossa).
In considerazione della giovane età', dello stato generale,gli oncologi di un noto Istituto di Roma,hanno deciso di avviare mia madre a chemioterapia,eventualmente da integrare con radioterapia dell'encefalo in base alla risposta al trattamento.
- In data 14/03/2013 e' stato iniziato il trattamento sistematico con I ciclo di Carboplatino (AUC 4)/Alimta:
Carboplatino 600mg
- In data 25/03/2013 è stato iniziato il trattamento con I ciclo di Radioterapia (10 sedute) regione: Encefalo; campi A+B; energia X 6 MV; dose a seduta (3.0 Gy) Gy; dose somministrata 30.00 Gy;tecnica: CAMPI CONTRAPPOSTI LATERO - LATERALI.
- In data 09/05/2013 è prevista una terza seduta di chemioterapia

Risultato di Esami richiesti:
- Analisi mutazionale Gene EGFR= NON MUTATO
- Riarrangiamento Gene Alk= NON RIARRANGIATO

A detta degli oncologi,mia madre non ha grosse aspettative di vita e purtroppo,non è possibile nemmeno un tentativo con i cosidetti "farmaci biologici",in quanto impotenti e inutili,nel suo caso specifico.Perfettamente consapevole dell'importante carico di malattia di mia madre,ma impossibilitata alla rassegnazione,sono alla continua ricerca di nuove cure,anche in fase di sperimentazione,nonché di approcci farmacologici non convenzionali.Per quanto concerne questi ultimi,contestualmente alle terapie di protocollo stanzardizzate (Radio - Chemio),mia madre assume regolarmente l'Aloe Arborescens (ricetta di Padre Romano Zago), la quale,secondo le mie ricerche,sembra possedere una valenza marcatamente detossificante e quindi un'azione antineoplastica.
Se ciò fosse vero,mi domando se tale approccio possa avere un effetto neutralizzante anche sui farmaci chemioterapici e se sì, mi domando dopo quanto tempo dalla seduta di chemio può essere assunta ed inoltre cosa succede se si interrompe la cura con l'Aloe.Da altre recenti ricerche,invece,sono venuta a conoscenza di rimedi omeopatici puri (Escozul -Vidatox, ossia siero dello scorpione azzurro),che se opportunamente gestiti possono integrare la chemioterapia in quanto intervengono in misura mirata nella modulazione dei sistemi di regolazione dell'organismo senza interagire con i farmaci della terapia di fondo.Cosa potete dirmi in merito?Altra domanda riguarda N-tense,che purtroppo,risulta ritirato dal mercato da dicembre 2012 e sostituito dalla Graviola,la quale sembra essere stata superata, e di gran lunga inferiore al Paw Paw (secondo quanto sostiene il Dr. McLaughlin).Ora per fare chiarezza, secondo voi, quali di questi farmaci non convenzionali sono più indicati per il caso?Qual è la differenza tra l'Aloe, la Graviola e il Paw Paw?
Dove posso trovare trovare l'N-Tense e quali sono i benefici ad esso correlati?Quanto di veritiero e funzionale c'è in questi "farmaci"?
[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Utente,

rispondo ai suoi quesiti esprimendo il mio parere sulla sua ultima domanda:
di veritiero e funzionale in tutti gli approcci non convezionali alla terapia del cancro purtroppo c'è poco.
Lei come molti purtroppo, sta attraversando un momento estremamente grave dell'esistenza e ha il pieno diritto di tentare per sua madre qualunque strada possibile...che dia però qualche speranza.
I dati a disposizione ripeto sono scarsi e non orientano per una risposta precisa ad ogni quesito posto;
molto vaghi sono anche i riferimenti al veleno di scorpione che recentemente ha avuto molto riscontro...a livello mediatico, purtroppo non un paziente ha riferito con documentazione attendibile la risoluzione del proprio carcinoma assumendo questo principio attivo...

Ciò non toglie che, con queste dovute premesse, sia possibile integrare, detossificare, stimolare la reattività immunitaria nella speranza di arrecare giovamento al paziente; ulteriori dettagli in questa sede non sono permessi e con i miei migliori auguri la invito per approfondimenti a rivolgersi ad un collega particolarmente esperto in medicina non convenzionale che potrà dirle se e cosa fare per aiutare sua madre.

Molto cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 292XXX

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Gent.mo Dott. Riccardo Ferrero Leone,
La prego, anzitutto, di volermi perdonare per averLe fatto attendere la mia risposta, nonchè i miei più infiniti ringraziamenti per i preziosi consigli fornitomi e per l'attenzione dedicatami.
Ho letto con scrupolosa attenzione ogni Sua riflessione e considerazione.
Purtroppo, è vero: "Sto attraversando un momento estremamente grave"!
Il senso di impotenza è devastante non solo per lei ma anche per tutte le persone a lei più vicine. Dall’oggi al domani, ci siamo trovati in un “tunnel”, senza sapere perché ci siamo entrati e senza intravedere una via d’uscita.
Io però, sento la necessità impellente di dover fare qualcosa, pensare a delle possibili alternative è diventato tutto ad un tratto, assolutamente indispensabile, proprio per mantenere viva la speranza.
La prognosi di mia madre, è considerata "una delle peggiori", la malattia è al IV stadio, quindi molto avanzata e le possibilità di guarire (utilizzando terminologie proprie di diversi oncologi) sono considerate "un miracolo"!
Ritrovarsi con una tale neoplasia, per la quale si può solo tentare di rallentarne lo sviluppo, in termini psicologici, equivale a dire "sentirsi dei condannati a morte" e Le assicuro, diventa davvero difficile se non impossibile, trovare la forza e il coraggio anche solo di affrontare il presente.
Purtroppo, la verità assoluta sui tumori non la possiede ancora nessuno. La scienza continua la sua ricerca per tentare di debellare questa "malattia" , in gran parte ancora abbastanza sconosciuta.
Nel caso specifico, so bene che le terapie ufficiali (Radio - Chemio) offerte a mia madre, hanno un efficacia molto limitata, se non del tutto scarsa e quindi davanti ad una certezza di una possibile ed inevitabile perdita, mi domando se non sia eticamente più corretto ritenere valida e significativa qualsiasi altra forma di cura alternativa.
Addentrandomi nell'argomento, ho potuto notare che di terapie non ufficiali e farmaci non convenzionali, che promettono di curare il tumore, ne esistono una miriade. Di sicuro, alcuni di essi, possiedono, una certa fondatezza, ma come appunto sostiene anche Lei, "i riferimenti sono molto vaghi e non esistono documentazioni attendibili"...e da qui il mio ennesimo quesito:
"Come posso individuare la strada migliore per mia madre senza commettere errore?
Quale strada può donare speranza e incoraggiarmi in questa lotta?
Personalmente, ritengo che quando "il certo" è rappresentato da un percorso che porta inesorabilmente alla morte, allora ha di sicuro un senso scegliere una strada diversa...ma nessuna struttura ospedaliera informa su terapie non riconosciute ed io inevitabilmente mi sento "Sola" nella scelta.
Purtroppo, il mio livello di stress sta toccando culmini vertiginosi e questo ringraziamento formale sembra aver assunto più le caratteristiche di un libero sfogo terapeutico...Le chiedo scusa per questo!
Non Le voglio sottrarre altro tempo e pertanto Le porgo i miei più cordiali saluti con la speranza di poterLa nuovamente contattare (su questo sito o tramite e-mail privata ) per eventuali chiarimenti e delucidazioni.
Cordialmente Daniela