Utente 293XXX
salve sono uno studente e sto riflettendo sull'ipotesi di scegliere anestesia come specializzazione anche se non essendo ancora al 6 anno non ho avuto modo di studiarla. Leggendo su internet si parla in modo generico come di un lavoro ricco di responsabilità e difficile nella gestione del paziente critico ma niente di più allora vorrei sapere se poteste farmi degli esempi pratici su cosa mi devo aspettare, quali situazioni di emergenza si devono affrontare in terapia intensiva.
grazie

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buongiorno, si correrebbe il rischio di una interminabile risposta che comprende un compendio di Medicina d'urgenza e/o di Anestesiologia, ma anche perché il lavoro svolto non è solo quello rianimatorio della Terapia Intensiva ma soprattutto all'inizio quello della sala operatoria. Il consiglio che le do, se ha un desiderio o una curiosità di questo tipo è di frequentare, giunto oramai avanti nel corso di studi, la sala operatoria e/o una Rianimazione.
Inoltre un'idea più approfondita la può ottenere completando il suo ciclo di studi con tutti quelli esami caratterizzanti la materia (una parte oggi sono obbligatori nel piano studi, una volta solo dei complementari). Anche perchè è credenziale importante (spesso fondamentale) concludere l'iter con una tesi di laurea relativa alla specialità che si intende intraprendere per poter accedere poi nella relativa Scuola di Specialità.
E' vero, rischi, impegni, stress non mancano. E' necessaria anche una buona manualità che si acquisisce tuttavia con l'esperienza.
E c'è da sottolineare anche l'aspetto, non secondario di questi tempi, che quella della Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica rimane ancora oggi una Specialità che beneficia di una richiesta di professionisti decisamente superiore a quello di altre branche mediche e che permette una stabilizzazione del posto di lavoro in tempi tutto sommato rapidi.
Non tralasciamo poi che ancora oggi l'Anestesista è figura qualificata anche per la terapia del Dolore (branca vastissima e impegnativa), l'Emergenza territoriale (Elisoccorso), la Medicina Iperbarica. Una possibilità ulteriore di avere traguardi professionali specifici di tutto rispetto.
Saluti cordiali
[#2] dopo  
Utente 293XXX

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Salve la ringrazio per la risposta... sono molto tentato di fare anestesia proprio per la possibilità che offre di potersi occupare di diversi aspetti ma se la scegliessi vorrei, almeno nei primi anni, occuparmi anche del servizio extraospedaliero. Però questo aspetto mi è sembrato molto simile a quello della specializzazione in med d'urgenza/emergenza che a quanto ho capito è nata da poco e vorrebbe istruire dei medici che sappiano affrontare tutte le situazioni di emergenza. A quanto ne so finora il pronto soccorso è stato competenza di medici internisti e di chirurghi e il trasporto di pz critici viene affidato agli anestesisti, non so che futuro avrà questa specializz. ma non vorrei che nei prossimi anni possa portare a una sostituzione dell'anestesista nelle ambulanze cmr o nell'elisoccorso...
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera, lei ha toccato una nota dolente, molto dolente.... Quella della istituzione di una Scuola di Specializzazione in Medicina delle Urgenze-Emergenze di stampo internistico che vorrebbe sostituirsi alle competenze dell'Anestesista Rianimatore. E' stata un idea partita dalla Toscana mi pare e che si sta diffondendo anche in altre realtà universitarie.
Non conosco l'iter di questa nuova specialità. Ma sono perplesso solo sul fatto che la gestione di un paziente critico, che necessità di manualità e competenze particolari che si acquisiscono con anni di esperienza fatta anche di sala operatoria oltre che di Rianimazione possa essere fatta da colleghi che difficilmente si troveranno a lavorare stabilmente proprio in questi ambienti di peculiare competenza anestesiologica, se non per il breve periodo di formazione.
Per carità tutto può cambiare nel tempo! Ma non saprei proprio prevedere cosa potrebbe accadere in un futuro considerando che spesso certe scelte possono non basarsi esclusivamente su un piano scientifico ma purtroppo anche politico e corporativistico.
Cordialità