Utente 302XXX
Buongiorno volevo un parere circa la mia situazione. Nel 1997 a seguito di una ecografia trans esofagea mi e' stata diagnosticata una valvola aortica bicuspide ed una dilatazione aneurismatica di 45-42 mm, la prova da sforzo fatta qualche giorno dopo ha evidenziato solo dei battiti ectopici sopra ventricolari sporadici nel recupero. Nel 2002 la diagnosi della ecografia e' stata: valvola aortica bicuspide calibro del bulbo aortico pari 4,7 X 4,1 cm assenza di ripercussioni funzionali a carico della valvola aortica aorta ascendente 4,1 cm bulbo aortico 4,7 cm.
Nel 2007 la diagnosi della ecografia e' stata: esame sostanzialmente invariato rispetto al precedente ( dilatazione aorta ascendente di grado lieve-moderato,dilatazione bulbo aortico moderato valvola aortica bicuspide senza rafe ipso cinesica del ventricolo sinistro di grado lieve, aorta ascendente 4,1 cm bulbo aortico 4,7 cm. Il test da sforzo effettuato nell'aprile 2010 e' risultato normale. Nel febbraio 2013 la ecografia ha evidenziato quanto segue: dilatazione della aorta ascendente di grado lieve/moderato dilatazione del bulbo aortico di grado moderato/severo valvola aortica bicuspide senza rafe ipertrofia delle pareti del ventricolo sinistro di grado lieve aorta ascendente 4,3 cm bulbo aortico 4,9 cm. Ad aprile mi sono sottoposto ad angio tc ed il referto e' stato valvola aortica morfologicamente bicuspide . Severa ( in rapporto alla bicuspidia dilatazione dei seni di Valsalva (diametro massimo= 44x48 mm) e moderata della aorta ascendente ( diametro massimo = 42 mm). Normali dimensioni delle restanti porzioni aortiche. Il mio cardiologo mi ha indirizzato da un cardiochirurgo il quale mi ha suggerito l'intervento ( bentall con valvola meccanica) in quanto la mia condizione fisica e' ottima ed è' il momento migliore per operare ed i rischi sono minimi (1,5%). Attendere ritiene sia piu' rischioso che operare anche perché' eseguire i controlli che dovrei fare (ogni 3/4 mesi) rimanderebbero solo di poco l'intervento. Ho fatto quindi una coronarografia e il risultato e' stato: bulbo aortico 43 mm; giunzione sino-tubulare 42 mm; aorta ascendente 47 mm conclusioni coronariae angio graficamente indenni in paziente con valvolopatia aortica e dilatazione della aorta ascendente. Domanda: e' proprio necessario l'intervento? Come mai i dati dei vari esami sono discordanti? Che rischi corro a non operarmi tenuto conto che la situazione e' pressoché' stabile da 10 anni?
Ho 56 anni sono alto 173 cm e peso 73 kg non fumo non bevo sono iperteso 2x2,5 triatec gg. Resto in attesa di un vostro parere e porgo distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi, la discordanza dei valori riscontrati con metodiche differenti è minima e legata alle differenti capacità diagnostiche. L'ECO è un'indagine un pò meno precisa, è operatore dipendente (dipende cioè dall'esperienza di chi esegue l'indagine),ma ha il vantaggio di essere ripetibile senza rischi di esposizione ai raggi x e non è invasiva, a differenza della TAC e dell'angiografia (contestuale alla coronarografia) che sono più precise nell'analisi delle dimensioni aortiche, ma espongono il paziente l'una al carico radiologico e l'altra anche alla invasività. Per quanto riguarda le dimensioni aortiche le sue sicuramente non sono da sottovalutare e i criteri per l'indicazione all'intervento devono essere allargati a tante variabili (e quindi la decisione deve essere presa paziente per paziente al fine di eseguire un intervento "vestito su misura"). E' vero che se la dilatazione è <5 cm normalmente l'atteggiamento è attendista, sopratutto se l'incremento delle dimensioni non è rapido nel tempo (avviene cioè negli anni), mentre la rapidità dell'incremento della dilatazione (e non mi sembra questo il suo caso) orienta verso l'intervento anche per valori di soli 4.5 cm, ma è anche vero che basta essere ipertesi perchè questo possa orientare verso l'intervento anche in casi di dilatazioni non estreme (e al fine di annullare il rischio di rottura dell'aneurisma per effetto di alti valori pressori, che però possono verificarsi anche in persone non ipertese durante sforzi fisici o in caso di emozioni forti). Altro aspetto non meno importante è il bilancio del rischio/beneficio in rapporto all'età e sicuramente i rischi operatori alla sua età sono più bassi che non procrastinando l'operazione. Alla fine è opportuno affidarsi a scelte oculate che sicuramente i colleghi che la stanno seguendo sono in grado di adottare
Spero di esserle stato chiaro e di aiuto.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 302XXX

Iscritto dal 2013
Nel ringraziarla per la tempestiva risposta vorrei approfittare per porle alcuni ulteriori quesiti: l'intervento viene fatto solo su basi statistiche? Mi spiego meglio oltre a un determinato valore il riscihio di rottura aumenta in percentuale e pertanto si deve comunque intervenire e pertanto e' un destino al quale non si puo' sfuggire? I valori di pressione ottimali per rallentare l'aneurisma quali sono? ( i miei sono 135-140 / 80-90 ) grazie e cordiali saluti.