Utente 303XXX
Salve a tutti. Sono nuovo del forum e spero di potermi esporre i miei dubbi nella maniera più consona a questo sito. Arrivo al dunque.
A seguito di un incidente domestico (nello specifico una caduta che ha portato la mano ad urtare un mobile a mo di pugno) ho riportato la frattura del V metacarpo della mano dx. Immediatamente mi era chiaro si trattasse di una frattura in quanto la nocca del mignolo era completamente rientrata all'interno della mano. Con buona dose di dolore ho provveduto immediatamente a riallineare le ossa con una trazione del dito mignolo e sono andato al PS. Dalla radiografia effettuata presso il suddetto PS è emerso, come già accennato, una frattura della testa del V metacarpo in buono stato di allineamento e che pertanto non richiedeva alcun trattamento se non un'ingessatura di minimo 30gg.
Appena effettuata l'ingessatura mi accorgo che la suddetta è forse troppo "comoda" poiché all'interno avevo un non disprezzabile spazio di movimento ma gli infermieri hanno provveduto a rassicurarmi che "è normale che sia così".
Dopo 12gg ho effettuato una lastra di controllo la quale evidenziava una buona saldatura della frattura con "leggera" tendenza della testa del metacarpo verso il palmo della mano, una piega trascurabile a detta dell'ortopedico che ha visionato la lastra.
Dopo altri 20gg ho rimosso il gesso ed effettuato una lastra di controllo che evidenziava la stessa situazione della precedente ma con la frattura regolarmente saldata. L'ortopedico consiglia un ciclo di fisioterapia effettuabile anche in casa con una pallina di gommapiuma e di non sollevare carichi pesanti per circa un mese per dare il tempo alla muscolatura di riprendere vigore.
Ovviamente nell'immediato la mobilità della mano era quasi nulla ma dal giorno successivo era già tornata ad un buon livello, Ad oggi dopo 3 giorni dalla rimozione del gesso purtroppo mi rendo conto che nonostante la mobilità sia tornata ad un livello più che sufficiente, la frattra si è risaldata in maniera molto distorta e non leggermente flessa verso il palmo, al punto che il dito mignolo non tocca l'anulare a mano distesa mentre a mano chiusa a pugno tende ad accavallarsi con l'anulare, per di più anche alla vista si nota che il dito mignolo è notevolmente ruotato verso l'anulare e che la nocca è estremamente irregolare, come se ne mancasse una parte a chiudere l'articolazione dalla parte del dorso.
A breve provvederò a linkare qui di seguito le lastre effettuate per poter fornire maggior materiale, nel frattempo se qualcuno di Voi potesse darmi consiglio o spiegarmi se la cosa è recuperabile con la fisioterapia o se probabilmente dovrò subire un'operazione e con quali conseguenze Vi sarei molto riconoscente.
Grazie mille anticipatamente a chiunque contribuirà a dissipare i miei dubbi e timori.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

non ci può inviare immagini, il regolamento lo vieta espressamente.

Le è capitata una complicanza, la rotazione assiale, difficilmente diagnosticabile in quanto non visibile alle radiografie, che però è tipica delle fratture spiroidi, mentre mi è sembrato di capire che la sua fossa una trasversale al colletto del metacarpo.

Non so se le conviene pensare a un intervento (osteotomia) per deruotare l'asse: se la deviazione è lieve, conviene lasciare le cose come stanno.
[#2] dopo  
Utente 303XXX

Iscritto dal 2013
Innanzi tutto grazie mille della sue risposta Dottor Leccese.
Si, la frattura credo si definisca trasverale, in sostanza la frattura ha "separato" la testa del metacarpo dal resto dello stesso ed ora si è risaldata inclinata verso il palmo e ruotata verso l'anulare.
L'impedimento più grande è il non riuscire a distendere completamente la mano, la nocca del dito mignolo non si apre quanto le altre e a mano chiusa il dito si accavalla con l'anulare in corrispondenza dell'ultima falange. Niente di compromettente ma comunque fastidioso e mi chiedevo a quali rischi e difficolta post operatorie potrei andare incontro nel caso di un'operazione per ripristinare la situazione.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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L'inclinazione in senso palmare della "testa" (epifisi distale) del metacarpo è del tutto normale.

Quello che è veramente strano, nel suo caso, è la rotazione assiale, tipica delle fratture spiroidi e non di quelle trasversali, ma, come sempre, in medicina tutto è possibile....

Sulla ridotta estensione del mignolo, forse qualcosa potrà recuperare col tempo, mentre per l'accavallamento no.

I rischi di un intervento sono:

Generici (emorragia, ematoma, infezione, ecc.)
Specifici (insoddisfacente correzione dell'attuale difetto).

Deve decidere se correre un minimo di rischio.