Utente 304XXX
Gentili medici,

sono un ragazzo di 25 anni e mi sono accorto di soffrire di disturbi all'erezione dall'età di 18 anni. A 18 anni il problema si manifestava all'atto di inserimento del profilattico. In quel periodo avevo una partner fissa, e con lei riuscivo ad ottenere una discreta erezione che tuttavia veniva meno nel momento in cui cercavo di inserire il profilattico. Sono andato dal mio medico di base il quale, considerando la mia giovane età, mi ha prescritto il Levitra senza fare alcun esame. L'uso del farmaco mi ha permesso di superare la difficoltà iniziale, dovuta sicuramente anche all'inesperienza. Tuttavia nei 3 anni successivi le difficoltà nell'inserire il profilattico (senza far uso di farmaci) prima dell'inizio del rapporto sessuale sono continuate a sussistere, ed esse mi hanno spinto ad eliminare nel tempo l'uso del profilattico stesso.
Alla fine della storia con questa partner fissa ho iniziato ad avere rapporti occasionali ed il problema è tornato a manifestarsi. Delle 10 ragazze con le quali sono stato da allora, con nessuna di esse sono riuscito a compiere l'atto sessuale al primo tentativo. Solo con 2 di esse ho avuto la possibilità (ed il coraggio) di rivedermi continuando la relazione ed in entrambi in casi sono riuscito a compiere l'atto sessuale, ma non senza problemi. In particolare con l'ultima ragazza non sono riuscito a farlo per ben 2 volte, prima di decidere di ritornare dal medico di base (che nel frattempo avevo cambiato). Quest'ultimo inizialmente mi ha prescritto il Cialis, e poi mi ha fatto fare delle analisi.

Dagli esami ormonali del 31/05/2012 è risultato:
Prolattina: 31,5
Testosterone: 840
Testosterone libero: 31

Dagli esami del 07/03/2013 è risultato:
Prolattina: 20,4

In entrambi i casi solo la prolattina risultava leggermente alta. Mentre l'ecodoppler di base indica che è tutto regolare.

Anche quando mi masturbo, il pene non è sempre molto rigido, anche se varia spesso di periodo in periodo. Il mio medico attuale mi spinge a minimizzare il problema e crede che possa essere una questione psicologica. Tuttavia io ritengo di essere una persona determinata, decisa, sicuramente non debole e, per quanto non voglia dare peso al problema, ho la netta sensazione che esso sia reale e concreto, sicuramente non qualcosa dovuto ad insicurezza, timori o ansia da prestazione.

A questo punto mi domando se sto affrontando correttamente il problema. Gradirei sapere se secondo voi i valori della prolattina non sono cosi alti da richiedere ulteriori approfondimenti, e se sia il caso di sottopormi a visita andrologica per ulteriori analisi. Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

la difficoltà-impossibilità a conseguire una erezione con una rigidità tale da consentire, naturalmente, la penetrazione potrebbe essere legata a fattori emozionali che in genre si stabilizzano e normalizzano ma anche a fattori organici, fisici.
Per avere una buona erezione dovrebbe essere presente una normale stimolazione ormonale, il pene con i corpi cavernosi dovrebbe essere indenne da lesioni patologiche significative, il sistema arterioso dovrebbe essere in grado di dilatarsi in seguito a stimolazioni erotiche o manuali facendo affluire quantità notevoli di sangue ed il sistema venoso dovrebbe contestualmente chiudersi impedendo al sangue di fuoriuscire dai copri cavernosi tanto da raggiungere una pressione tale da determinare la rigidità dei corpi cavernosi, anche in assenza di stimoli meccanici diretti, per il tempo necessario ad indossare il profilattico e/o posizionarsi con la partner per poterla penetrare.
Spesso nei giovani sono presenti problematiche venose che impediscono di avere una rigidità se il pene non viene stimolato direttamente. Utile un parere andrologico, magari un esame Rigiscan ed una valutazione ecodoppler dinamica
cari saluti
[#2] dopo  
Utente 304XXX

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Gentile dott. Pozza


Seguendo il consiglio del mio medico di base, dopo aver fatto l'esame dell'ecodoppler (dal quale è emerso che è tutto regolare) ho deciso di sottopormi a visita andrologica.

L'andrologo dal quale sono andato mi ha fatto alcune domande sul mio problema, mi ha misurato la pressione, controllato il battito e la respirazione, e alla fine ha detto che potrebbe essere un problema psicologico e mi ha detto di prendere del cialis.

Mi chiedo tuttavia se è cosi che si fa una visita di un paziente che soffre di disfunzione erettile. forse avrei dovuto chiedergli di sottopormi a rigiscan. Secondo lei avrebbe potuto fare altri tipi di controlli?
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

il collega è stato un po' sbrigativo ed è passato subito alla terapia senza soffermarsi sulla corretta diagnosisi.
In un caso come il suo penso che una valutazione delle erezioni notturne ed una valutazione accurata di un test intracavernoso possa meglio definire il problema
cari saluti