Utente 305XXX
Buongiorno. Sono un uomo di 37 anni e da ormai diverso tempo sono cruciato dalle dimensioni e dalla forma del mio pene. Per timore è vergogna nn ho mai chiesto un consulto prima anche perche nn ho mai avuto motivo di credere che a parte il lato psicologico la forma e le dimensioni costituissero un problema importante. Mi trovo adesso col crucio che invece lo siano per due motivi. Il primo l'impossibilita di procrearee secondo l'aver ricevuto da mia moglie commenti spiacevoli sullo stato del mio organo genitale. Da bambino ho subito diverse operazioni per la correzione di una ipospadia scrotale con ricostruzione del doto uretrale molto mal riuscita. Anzi non so nemmeno se gli interventi (eseguiti in una clinica universitaria da medici specializzando) sia stato effettuato correttamente. I risultato di questi interventi e stato a parere del mio medico di famiglia il blocco del corretto sviluppo dell'organo e la sua incurvatura verso il basso all'altezza del glande oltre che svariate cicatrici evidenti sullo stesso. Mi chiedo a questo punto se sia una situazione risolvibile con una operazione di androplastica. E seconda domanda le diverse operazioni subite (almeno 4 a detta di miamadre) possono eessere la causa di una infertilità acquisita? Premetto che dopo aver tentato inutilmente di avere un figlio ho eseguito uno spermiogramma con esiti a dir poco devastanti. 100 % di immobilita e bassissima concentrazione di spermatozoi. Grazie per le risposte che vorrete darmi

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

la ipospadia e gli interventi di ricostruzione sono associati e presentano quasi sempre grossi problemi morfologici del pene sia come dimensioni, come curvature, come qualità erettile.
In linea di massima anche con tali problemi si riesce ad avere dei rapporti sessuali sulla cui gradevolezza, piacere,soddisfazione..entrano in gioco molti fattori persoanli e di coppia. Nella mia vecchia esperienza andrologica ho avuto odo di incontrare varie coppie con maschi di dimensioni genitali estremamente ridotte che avevano trovato un loro equlibrio sessuale accettabile e soddisfacente. Il pene, la penetrazione, il sesso non sono la parte "fondamentale" di una relazione di coppia, anche se possono rappresenatre una parte non del tutto trascurabile.
Ai miei paziente dico che è come avere l'automobile. Chi ha una vecchia cinquecento e chi ha una meravgliosa Ferrari hanno comunque bisogno della patente, della benzina, dei pneumatici, dell'olio lubrificante.....percorrono le stesse strade o autostrade, riecsono ad andare in posti vicini o lontani, possono avere gloi stessi incidenti...certo quasi a tutti farebbe piacere avere una Ferrari... piuttosto che una piccola vecchia cinquecento.Trasformare, elaborare una cinquecento in una Ferrari non è possibile e spesso potrebbe essere pericoloso...!
Per il desiderato figlio rivolgetevi ad un centro di PMA
cari saluti
[#2] dopo  
Utente 305XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio per la celerità, tuttavia il problema fondamentale credo sia psicologico e non funzionale. Nei miei precedenti rapporti non ho mai avuto problemi o lamentele per cui non mi ero mai posto prima il problema. Ne penso che il problema sia esattamente riponibile nella qualita del rapporto inteso come atto meccanici. Ma bensì in una certa ed indiscutibile difficoltà psicologica di entrambi. Da un lato per la qualità visiva dello stesso, che non è stimolante, dall'altro per l'insicurezza che ovviamente viene generata dalla consapevolezza del mancato gradimento. Sono a mio modo di vedere aspetti non trascurabili che in qualche modo influenzano negativamente a livello psicologico l'atto, con tutte le conseguenze del caso. A tutto ciò va sommato l'aspetto procreativo, che non è secondario, e il dubbio che intervento tanto invasivi abbiano potuto drammaticamente generare l'incapacità alla procreazione. E questo a mio modo l'aspetto più importante da voler approfondire. Anche perche da indagini fatte, sia pure superficialmente, non ho trovato riscontri su interventi correttivi che implichino ben quattro operazioni. Da cui il dubbio sulla realeriuscita delle operazioni.