Utente 306XXX
sera a tutti, mio padre e' morto per un shok preoperatorio, e' stato per 40 minuti con la pressione a 38, causando cosi' un edema che ha provocato una cascata di eventi irreversibili, bastava fare una correzione e tutto si sistemava. loro si vogliono difendere che la causa del primo movente sia una micro embolia da cec. ho delegato dei medici legali a esaminare la cartella, loro sono convinti che mio padre non e' stato seguito correttamente per negligenza e imperizia del 1 operatore e anestesista. a oggi combatto una battaglia sulla verita', chiedo a voi specialisti se potete darmi una mano se i miei periti hanno detto la cosa giusta, in ogni caso posso dare tutto il materiale che occorra. grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Shock postoperatorio quindi...

L'ipotensione, come in questo caso, immagino non potesse essere trattabile mediante i comuni farmaci o mezzi di supporto.

Nessun operatore lascerebbe una situazione di bassa portata se non fosse assolutamente inevitabile.

In ogni caso l'ipotensione intrattabile che porta a MOF, è sempre una conseguenza di qualche altro problema, raramente legato a negligenza ed imperizia, ma che sarebbe giusto andare se possibile ad identificare.

Alle volte, purtroppo nonostante tutto non si riesce nemmeno ad identificare con sicurezza un primum movens.

Faccia analizzare la cartella ai suoi legali, è un suo diritto.

Purtroppo la Cardiochirurgia è una Specialità con una percentuale di mortalità ineluttabile ed inevitabile.

Mi spiace non poterla aiutare in prima persona, ma è a mio avvso più corretto che siano i suoi legali ad indicare dei periti di parte.

Condoglianze

GI



[#2] dopo  
Utente 306XXX

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dottore scusi se la contatto di nuovo , volevo specificare alcune cose: risulta in terapia intensiva messo per iscritto (si riporta di nuovo in sala operatoria per emorraggia.) nella cartella non risulta se e' stato portato o e' rimasto al suo posto. al secondo giorno di terapia intensiva prende la klebsiella, difficolta' respiratoria, assistito al 100% con la macchina, sepsi grave, trachestomia,. terapia antibiotica a largo spettro, dopo una settimana stafilococco hangerous, terapia sperimentale farmaco xigris, 18 ore rettoraggia, i medici continuano terapia, continue rettorragie, sospensione del farmaco, consulenza internistica, recezione sub totale del colon, non risulta esame isteologico, 12 ore sepsi grave, dopo mofs e dopo un giorno exitus. scusi una struttura clinica indegnosa.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Le confermo che gli eventi da lei riportati, rappresentano un decorso comune nei pazienti che hanno problemi seri nel postoperatorio.

C'è stato un sanguinamento che ha necessitato revisione chirurgica, (consideri che alle volte, non si ha il tempo di trasportare il paziente in sala e si è costretti ad effettuare la procedura direttamente in terapia intensiva in emergenza), una insufficienza respiratoria che ha necessitato supporto ventilatorio prolungato e successiva tracheo, sepsi, ischemia intestinale.

Mi risulta difficile capire come riesce ad affermare che appena dopo 2 giorni abbia contratto una infezione da Klebsiella, perchè non risulta perfettamente coerente con i tempi di sviluppo di una normale coltura in un postoperatorio.

In ogni caso la causa del decesso potrebbe essere imputata alla bassa gittata dovuta all'emorragia postoperatoria ed alle complicanze infettive.

In ogni caso le ripeto che in tutte le Cardiochirurgie del mondo esistono casi simili, casi in cui purtroppo si perdono vite umane.

Sanguinamento e sepsi sono due complicanze riportate in letteratura, comuni e spesso non prevedibili nè trattabili.

Capisco perfettamente il suo sconforto.

GI