Utente 308XXX
salve, vi scrivo per un problema che mi affligge da circa un anno: una ipotetica allergia ai lieviti. tutto è cominciato lo scorso anno, dopo una terapia ormonale il mio intestino è impazzito e il mio corpo con esso; ho iniziato ad avere dei problemi della deglutizione e la lingia spesso urente, parestesie dopo i pasti etc, oltre a rush cutanei e cali improvvisi di pressione.
La prima manifestazione allergia è riferita al cavo orale con prurito, bruciore e spaccatura del palato e delle mucose interne della guancia a seguito dell'ingestione di parmigiano 30 mesi. Successivamente il fenome si è ripetuto con un biscotto a base di farina di riso e lievito in polvere, dopo qualche mese con un biscotto tipo "privolat" ( dopo averne magiati un bel po) a seguito del quale sono finita in prontosoccorso e ricoverata per due giorni a seguito di una reazione avversa all'antistaminico. il caso più grave è stato questo gennaio, mangio tre fette biscottate bio con lievito Saccharomyces cerevisiae e avverto alla terza un fortissimo prurito al palato, la faccia accaldata e rossa e poco dopo in bocca si forma un cratere internamente alla guancia sinistra, con la pelle che si staccava come una sfoglia. Da allora vivo nel terrore e cosa peggiore che nessun allergolo mi da retta, non sono in grado di fare gli esami inerenti il lievito e di darmi indicazioni in merito; ho fatto vari esami dai quali sono risultati anticorpi anti parete gastrica, retto procto sigmoidite erosiva, sensibuilità al glutine, intolleranza al lattosio e piccola allergia al nichel. Non riesco più a vivere bene, mangio tutto con il terrore. Qualcuno saprebbe indicarmi un centro dove poter effettuare i test su i lieviti? sono disposta a spostarmi, come ho comuqnue già fatto, senza risultati.Mi hanno risposto che i lieviti non possono creare questi sintomi e che i tests sono esistono. Per cortesia aiutatemi. Grazie

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
il motivo per cui gli allergologi non le "danno retta" sta nel fatto che il quadro descritto (pur nella confusione generale) non è quello di un'allergia; sembra esistere peraltro una condizione (malattia infiammatoria intestinale? celiachia?) per cui sarebbe giustificata la comparsa di afte o comunque di alterazioni mucose del tubo digerente.
Il mio consiglio è quello di lasciar perdere i test per i lieviti e definire innanzitutto la situazione gastrointestinale (e trattarla a dovere).
Saluti,
[#2] dopo  
Utente 308XXX

Iscritto dal 2013
gentilissimo dott. Marchi, grazie per la celere risposta.
Mi dispiace doverla contrariare, ma sono convinta che quelle siano state delle reazioni imputabili al lievito, perchè, io che ho sofferto di afte per anni so bene come si manifestano e so distinguerle da qualunque altre "manifestazione" a livello del cavo orale.
insisto su questo oncetto perchè voglio trovare una soluzione; un po' di anni fa, prima di scoprire quste intolleranze mangiavo la pizza e poco dopo mi riempivo di aria in pancia, puntini sul dorso e mi sentivo affannata, sensazione che durava fino al giorno dopo, e che mi passava solo dopo un certo numero di scariche diarroiche. Nell'anno corrente, ho avuto problemi della deglutizione e parestesie sempre a seguito dei pasti. che dirle, il quadro è complicato, però so bene di cosa parlo e so per certo che non sono afte quelle che ho avuto in bocca, anche perchè le afte non si manifestano nell'immediato contatto con un cibo, non portano parestesie a ancor più non esordiscono con rossore in volto e prurito al palato! te le ritrovi in bocca all'improvviso, con il loro bel buchino bianco dolente!
Per cortesia,se può mi indichi dove posso eseguire una visita con un allergolo che mi prenda sul serio, o almeno insinui un ragionevole dubbio sulla base del mio raccordo anemnestico.
Saluti
[#3] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Con tutto il rispetto per quella che può essere la Sua sensazione, senz'altro anch'essa molto importante per la valutazione medica, una lesione mucosa è definita dal suo aspetto e pertanto solo il medico che la visita (o quello che esegue un'endoscopia) può fare la diagnosi descrittiva.
Detto questo, il riconoscimento della lesione è solo parte della diagnosi clinica. Lei stessa ha riferito l'esistenza di un'evidenza, seppur in altra porzione del tubo digerente, di erosioni. Questo è un dato che non si può trascurare. Lesioni del tessuto con perdita di materia, a meno che non ci si esponga a caustici, non possono realizzarsi immediatamente dopo il contatto.
Mi permetta di riproporLe il dubbio sulla Sua "costruzione" della relazione: è proprio sicura che ciò che descrive compare esclusivamente e immediatamente dopo l'esposizione al lievito? Raggiunge uno stato di completo benessere escludendo gli elimenti lievitati dalla dieta? Perché escludere a priori la possibilità di un problema diverso?