Utente 308XXX
Egregi Dottori, voglio sottoporre alla vostra attenzione il caso di mio padre di 72 anni.
Dall''età di 38 anni soffre di crisi di fibrillazione atriale che ,escluse tutte le cause note alla medicina che la procurano,è stata definita parossistica. Durante le prime crisi, della durate di 2 o 3 giorni non ha seguito alcuna terapia salvo che longachin durante la crisi e 7 giorni dopo. Su consiglio di un cardiologo dell''ospedale civico di Palermo ha cominciato la cura con cordarone. Dopo 5 anni circa, visti gli effetti collaterali, mio padre ha detto al medico di cambiare la cura. Passato quindi ad almarytm, prima con una compressa al dì e adesso con 2, il risultato è lo stesso anzi mentre le crisi prima si presentavano ogni 20 mesi in media e duravano 3 ,4 giorni, ora si presentano in media ogni 5, 6 mesi e durano 7 giorni. Quale cura deve seguire per guarire o per allontanare queste crisi? Faccio notare che apparte un senso di stanchezza, durante le crisi mio padre svolge la sua vita regolarmente. Durante le crisi fa una puntura di seleparina al giorno, mentre normalmente prende una cardioaspirina al giorno. Grazie

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Dr. Maurizio Cecchini
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Gentile utente,
al di la della scelta dell antiaritmico (quali erano gli effetti collaterali del cordarone? ha mai provato con dronedarone o con il propafenone?) e’ indispensabile che pazienti come suo padre seguno una terapia anticoagulante cronica con Coumadin o Sintrom. La terapia antiaggregante piastrinica non protegge dalle devastanti potenziali complicanze tromboemboliche , vero pericolo sottostimato della f.a. parossistica.
Tra qualche mese saranno disponibili anche sul mercato italiano i nuovi anticoagulanti orali (dabigatran, rivaraxaban,…) che non richiedono prelievi epriodidi per detrminare il dosaggio.
Per il momento e’ indispensabile porre il paziente in sicurezza, sotto Coumadin
Arrivederci
cecchini