Utente 213XXX
Gentili dottori, sono una giovane donna di 28 anni. Nel 2005, dopo un periodo di stress acuto e la caduta anomala e inarrestabile di ciglia, ho riscontrato, tramite analisi, un cattivo funzionamento della tiroide, con un relativo lieve aumento del valore gamma. A seguito di terapia prescritta dall'endocrinologo la situazione sembrava tornata alla normalità. Dopo 2 anni da quell'episodio, e poi sempre a distanza di due anni, invece, ho sempre riscontrato nelle analisi valori sballati a livello degli anticorpi tiroidei, fino alla diagnosi di "tiroidite cronica autoimmune". aggiungo che i valori Tsh, ft3, ft4 sono perfetti (per ora)! Ho sempre cercato una soluzione nella terapia con levotiroxina, senza mai risolvere però realmente il problema. Aggiungo che la caduta di ciglia si è sempre presentata nei periodi in cui la questione tiroidea tornava alla ribalta (insieme a stanchezza, stitichezza, sonnolenza, sonno disturbato ecc.) e che, ad oggi, "vanto" un bel buco sulla rima ciliare inferiore dx (alopecia areata, secondo dermatologo), con annessa "ciglia nana" che si blocca nella crescita a livello di "peluria"...anche sulla rima ciliare inferiore sx noto ciglia rade e crescita lentissima, se non "compromessa" (questo, il mio timore). Mi sono stancata delle terapie tradizionali, in più credo fermamente nell'efficacia dell'omeopatia come terapia sostitutiva qualora realmente valida nel caso specifico. Vi chiedo: posso intervenire omeopaticamente per cercare almeno di controllare la mia tiroidite cronica autoimmune? E' possibile trovare un rimedio anche per la caduta di ciglia? Può quest'ultima essere davvero correlata alla tiroidite secondo voi?
Vi ringrazio per la cortese attenzione,
cordiali saluti
[#1] dopo  
Dr. Francesco Candeloro
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La tiroidite cronica autoimmune, o tiroidite di Hashimoto, nella mia esperienza pratica risponde sempre bene ai trattamenti omeopatici che, proprio nel rispetto della metodologia, non curano semplicemente la tiroide, ma curano questa nel complesso individuale e ambientale della persona affetta dal disturbo. In altre parole, la terapia omeopatica, attraverso un approccio sempre personale e individuale, che parte dalla costituzione anatomica-funzionale, dagli antecedenti patologici e dagli avvenimenti che possono aver inciso in maniera importante sulla salute della persona - comprese ahimè terapie farmacologiche protratte e a dosaggi eccessivi - arriva così all'individuazione di quel rimedio, o meglio, quella sequenza di rimedi, che provocheranno un progressivo miglioramento funzionale di tutto l'organismo, coinvolgente anche la funzione lesa che, nel suo caso è quella tiroidea, di cui verrà preservata quanto più a lungo possibile la capacità di regolare l'adattamento metabolico dell'organismo alle sue richieste. Per quanto riguarda tutti gli altri sintomi che lei cita nella sua, molti (tra cui anche il diradamento delle ciglia) rientrano indubbiamente nel quadro avanzato di ipotiroidismo, che spesso è il punto di arrivo della malattia di cui soffre, confermando appunto quello appena detto, e cioè che non si tratta nel suo caso di una forma ancora assoluta di ipotiroidismo, dal momento che i valori ormonali, a riposo, sono nella norma, ma d iuna forma relativa, ovvero sia di difficile adattamento della tiroide a maggiori richieste del suo metabolismo.