Utente 310XXX
Buongiorno,
scrivo per avere cortesemente dei pareri circa la storia di mio figlio.
Il bimbo nasce con ipospadia di forma lieve. All' eta' di 18 mesi viene operato con tecnica snodgrass. Poco dopo l'intervento inizio' il problema della stenosi uretrale .
Stenosi che interessa solo la parte piu' esterna dell'uretra sulla punta del pene.
Questo ci e' stato detto del chirurgo che provando ad inserire il catetere trovava difficolta' solo all'ingresso.
All'eta di 3 anni e mezzo il bimbo e' stato rioperato per eliminare questa stenosi con un intervento di meatotomia . Il problema di urinare con un getto molto fine si e' risolto solo per qualche breve periodo .
Ora il bimbo ha 4 anni e mezzo , dopo due interventi e dopo un anno di trattamenti ( tutte le sere ) con una crema al cortisone da inserire nell'uretra che doveva facilitare la fase cicatriziale evitando restringimenti siamo nella situazione di prima.
Getto sottilissimo . Fortunatamente al momento non sono state riscontrate le complicazioni che possono derivare da un uretra ristretta nella parte piu' esterna:
ristagno di urina in vescica, getto sforzato, infezioni...
La nostra paura e' che la situazione possa peggiorarere o che comunque che questa non sia la condizione definitiva e non sappiamo cosa fare avendo paura di un eventuale nuovo intervento di meatotomia e soprattuitto del suo ripetuto insuccesso .
Ci hanno anche suggerito di fare ( noi genitori a casa ) delle dilatazioni con il catetere. Questo sicuramente serve perche' ad ogni visita che il bimbo fa dopo applicazione di catetere il getto d'urina per 2 giorni e' piu' grande e potente. Abbiamo comunque un dubbio al quale il medico non ci ha risposto. Questo eventuale trattamento ( per noi fortemente traumatizzante per il bimbo ) ha un 'utilita' solo nel periodo in cui viene fatto o anche in seguito?
Altra domanda
Mi sembra di aver sentito/letto che in questi casi un intervento che apra il meato di parecchio riposizionando quasi il buco dove era in origine prima dell' intervento di ipospadia , possa aiutare nei casi di queste restrizioni da cicatrice.
Cosa suggerite?
grazie per l'attenzione

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[#1] dopo  
Dr.ssa Maria Nobili
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FOGGIA (FG)
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Mi dovrebbe far sapere il tipo di ipospadia da cui era affetto suo figlio, l'intervento eseguito è quello più in voga per le peniene anteriori, vorrei poi sapere se il pene era curvo. Per le dilatazioni a domicilio concordo e se fatte bene, dopo alcuni mesi dovrebbero essere risolutive. Mi faccia sapere, buona serata
[#2] dopo  
Utente 310XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno,
grazie per la risposta.
Il tipo di ipospadia era come da lei supposto peniene anteriore e il pene era leggermente curvo. Ora non lo e' piu'.
Sono molto speranzoso sul risultato che potranno avere le dilatazioni con il catetere che faro' a domicilio.
Se non avessero successo come si potra' risolvere il problema avendo gia' tentato con il secondo intervento e con le dilatazioni?
La ringrazio per l'attenzione
[#3] dopo  
Utente 310XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno,
scrivo per chiedere se qualche medico urologo pediatra ha letto la storia che ho raccontato di mio figlio e se ha qualche suggerimento o consiglio sulle scelte che dobbiamo prendere.
Grazie
[#4] dopo  
Dr. Costantino Zamana
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MILANO (MI)
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Iscritto dal 2012
la problematica da lei esposta è ben nota e sovente si verifica con l'intervento di uretroglanuloplastica sec Snodgras (T.I.P.). Purtroppo a fronte di una buona resa estetica, ci si trova sovente a dover affrontare il problema delle stenosi.
Le dilatazioni a volte aiutano ma sui piatti della bilancia vanno messi benefici fisici delle dilatazioni e contro psicologici di una manovra ben poco gradita dai piccoli. Normalmente uno dei criteri di valutazione della stenosi è la flussimetria anche se è un parametro spesso poco indicativo, diciamo che si fa ma ci si crede si e no a seconda dei casi.
Nella mia esperienza se dopo un ciclo di dilatazioni non si ottiene il beneficio sperato, risulta molto meno traumatica una veloce sedazione e risoluzione del problema con bimbo addormentato in sala operatoria , piuttosto che percorrere interminabili serate con tutto il nucleo familiare intento a tener gambe e braccia del piccino mentre si giuoca a centrare il bersaglio per dilatare il meato.
Spesso una seconda meatotomia posteriore è risolutiva se fatta ampia e profonda e in qualche raro caso conviene anche una piccola meatotomia anteriore, che tutto sommato sposta il meato verso l'ipospadia da cui era partito talmente poco da risultare ininfluente dal punto di vista estetico ma migliora la situazione dal punto di vista funzionale. Questa ultima soluzione però va lasciata a casi selezionatissimi e dopo una accurata visita in narcosi