Utente 122XXX
Salve,

scrivo per conto di mia madre 64 anni, adenocarcinoma polmonare in fase metastatica.
Ha eseguito una chemio con cisplatino, etoposside, e bevacizubam (avastin).
Ha fatto 4 cicli dopo i quali nonostante la risposta ottima alla terapia, l'oncologo ha detto che erano sufficienti. La risposta alla terapia è stata un dimezzamento del diametro di tutte le lesioni, e alcune più piccole sono scomparse.
Ho letto sul foglietto illustrativo che il bevacizumab deve essere continuato dopo l'associazione con i chemioterapici fino a ripresa della malattia.
Invece l'oncologo non ne ha disposto altri.
Volevo sapere è effettivamente come c'è scritto sul foglietto illustrativo? si può continuare il bevacizumab fino a una ripresa della malattia oppure no?
un anno prima mia madre aveva fatto una chemio con carboplatino + pemetrexed che invece non aveva dato nessun risultato o meglio le lesioni non erano cresciute ma nemmeno diminuite.
Quindi questa cosa mi ha fatto pensare che potrebbe essere stato proprio l'anticorpo monoclonale a dare questi ottimi risultati.
E' possibile continuarlo come scritto nel foglietto illustrativo o nella pratica clinica non si fa?

Grazie
[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Gentile Utente,
il suo oncologo ha deciso di dare quanto più possibile a sua madre ed ha scelto una combinazione che va oltre lo standard pur essendo costituita da farmaci già noti, probabilmente facente parte di una sperimentazione clinica.
In realtà la scheda tecnica e le sperimentazioni cliniche consolidate con bevacizumab parlano di proseguimento del trattamento fino a progressione di malattia o tossicità, tuttavia tutto questo quale indicazione di trattamento in prima linea. Trattandosi ora di seconda linea tutto rientra in quello che può essere chiamato "off label" a scelta dell'oncologo curante, salvo, come dicevo che non sia una combinazione in sperimentazione.
Cordiali Saluti