Utente 693XXX
Buonasera.. ho proprio bisogno di aiuto… due settimane fa ho avuto uno shock anafilattico molto grave dopo un anestetico dal dentista e qualche giorno dopo un dito di vino bianco mi ha fatto chiamare il 118… Non ho ancora fatto i test, ci vuole tempo, ma dopo questi due episodi e numerose ricerche sono certa al 99% di essere diventata allergica ai solfiti. Il problema è che non trovo le risposte! Nessuno sa darmi certezze, su cosa posso mangiare o bere, su quali solfiti deo stare più attenta, e più leggo più mi disoriento.. Cosa bisogna fare in questi casi? Ho paura di mangiare e bere, ho il terrore di soffocare o rischiare di morire come l’altro giorno… la quantità conta? Perchè io ho bevuto solo un goccio di vino e magari la birra del giorno prima non mi aveva fatto niente. C’è uno strumento che posso avere a casa per controllare la presenza di solfiti? Per me la preoccupazione sta diventando panico, mi hanno già detto che la prossima volta potrebbe non andarmi così bene..!(
Grazie per la risposta
Terry

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Corica
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I solfiti sono degli additivi che possono dare reazioni avverse, i più importanti hanno una sigla E220/E228 e possono dare reazioni diverse.
Hanno proprietà antiossidanti e antimicrobiche e sono utilizzati nell'industria alimentare e anche in alcuni farmaci.
I solfiti sono contenuti nelle bevande alcoliche, succhi di frutta, frutta secca e soluzioni in scatola e nei crostacei.
Alimenti che li contengono sono i piatti pronti, le patate prefritte e tutti quegli alimenti industriali che necessitano di esser conservati, e sono i più svariati.
I vini conservati in bottiglia li contengono e ormai da qualche anno è obbligatorio scriverlo in etichetta, anche i vini sfusi lo contengono spesso i vini sfusi ne contengono quantità maggiori perchè alcuni sono fatti da agricoltori in po distratti.
Le bibite tipo alcune aranciate, ecc. li contengono.
Le reazioni sono spesso attacchi asmatici in soggetti predisposti con episodi pericolosi.
Spesso si ha orticaria, vasculite e anafilassi anche se è rara quest'ultima.
Il meccanismo con cui si verifica la reazione non è semplice, qualche volta è IgE mediato, ma spesso l'inalazione di anidride solforosa provoca un riflesso colinergico con liberazione di mediatori chimici, causa di broncocostrizione.
I tests si possono fare ma. . . . . . . .
Non vi è altra cura se non evitare i solfiti, leggendo le etichette dei prodotti in commercio e non consumando prodotti non sicuri.

Dott. Antonio Corica
Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica





[#2] dopo  
Utente 693XXX

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Grazie Dottore, immaginavo non ci fossero più notizie a riguardo, il problema è che non è obbligatorio indicare la presenza di solfiti in etichetta se non per i vini se quinti ne contengono in misura maggiore di 10 mg/Litro. Non c'è obbligo per le birre nè per i succhi o altre bevande, tantomeno per le conserve, e la famiglia dei solfiti è numerosa.
Non ho capito bene il dubbio sui test, forse voleva dire che sono inutili?.. O dannosi?
Grazie ancora Dottore
[#3] dopo  
Dr. Antonio Corica
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Proprio perché la famiglia è numerosa, l'unico test che consente la diagnosi di intolleranza a un additivo alimentare è il test di provocazione, fatto in maniera controllata e da medici esperti(per le possibili reazioni che possono insorgere).
Diversi sono i problemi che complicano la diagnosi e sono legate al fatto che spesso i pazienti sono affetti da altre patologie croniche e instabili, quali asma bronchiale, dermatite atopica e orticaria e l'intolleranza agli additivi è solo una causa aggiuntiva.
Poi ci sono i benzoati, la tartrazina, il glutammato monosodico.
La legislazione sulla dichiarazione in etichetta non protegge i soggetti intolleranti e soprattutto ai solfiti.
Saluti
Dott. Antonio Corica
Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica