Utente 311XXX
Salve,
mio padre ha avuto in data 29 giugno un infarto al lato destro del cuore.
I fatti sono questi: si è verificata un'occlusione totale all'arteria coronaria destra, inizialmente non ci siamo resi conto dell'infarto e il paziente è stato ricoverato più di 24 ore dopo; il lato destro del cuore era già in necrosi e gli è stato applicato un pacemaker per risolvere il problema della bradicardia.
Le domande che voglio fare sono due:
1) Intervenendo prima si sarebbe potuto fare qualcosa in più?
2) Con questa situazione esattamente i rischi quali sono? E la speranza di vita di mio padre, che ha 73 anni, secondo il vostro parere professionale verrà intaccata in maniera significativa?

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Qunato prima si interviene su un cuore che stà sviluppando un IMA tanto più elevate sono le possibilità di evitare la necrosi o di ridurla al minimo. E' per questo che in Italia è attiva un'organizzazione sanitaria per ridurre al minimo il tempo che passa tra l'inizio di un infarto e il suo trattamento. Per quanto riguarda la prognosi dipende anche dalle condizioni del restante albero vascolare coronarico e dalla presenza dei fattori di rischio cardiovascolare.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 311XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio,
mio padre non aveva prima dell'infarto nessuno dei fattori di rischio e il restante albero vascolare coronarico è complessivamente in buone condizioni a quanto ho capito... è possibile azzardare una prognosi con queste informazioni aggiuntive?
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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E' buona....
L'importante e fare i controlli cardiologici come da sicuro programma.
Saluti