Utente 682XXX
Cari dottori,dopo un periodo di forte stress,un anno fa ho avuto crisi di panico rilevanti,sono andato dallo psichiatra ed ho iniziato una cura con zoloft,ad oggi dopo aver scalato il farmaco in accordo con lo psichiatra prendo 25mg,questo mi ha portato a perdere il lavoro,essendo un autista non riuscivo piu'a guidare.Ho 38 anni,la cosa che mi preoccupa di piu'ad oggi e'l'emicrania con aura associata ad ansia(sono una persona che e'sempre stata un po'ansiosa),questa cosa aumenta quando mi innervosisco mi prende il collo e la testa ed e'insopportabile.Per stare meglio secondo me non dovrei piu'innervosirmi,con i problemi che ho reputo una cosa inpossibile,soppratutto per il carattere che ho.Non posso continuare a prendere psicofarmaci a vita,vorrei valutare la possibilita'di intraprendere una cura omeopatica,perche'quella attuale non mi aiuta,c'e'qualche medico che vuole aiutarmi a trovare una soluzione adeguata alla mia persona,ringrazio fin d'ora
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10161

Cancellato nel 2009


Egregio, occorre sempre verificare le cause che determinano i sintomi, correre a sopprimerli, senza preoccuparsi delle cause, non è opportuno, considerando, come giustamente lei afferma, non è possibile assumere il farmaco “a vita”. Il sintomo, in omeopatia, conduce sempre alla spiegazione ed al farmaco risolutivo.
La emicrania, e l’attacco di panico sono strettamente correlati, la stessa causa li unisce, e da qui deve partire il ragionamento diagnostico, gli attacchi di panico possono essere provocati da una tiroidite, infiammazione, della ghiandola tiroidea, che produce ormoni tiroidei in eccesso, ed hanno proprio come effetto, la produzione di ansia e di panico; come l’emicrania “con aura associata ad ansia” su cui deve concentrarsi l’attenzione, infatti, lo stesso agente patogeno, che innesca la patologia tiroidea, può essere il responsabile del mal di testa. I suoi sintomi conducono alla presenza di una infezione virale in atto, che deve essere cercata, per poter instaurare la terapia adeguata.

[#2] dopo  
Utente 682XXX

Iscritto dal 2008
Egregio dott.Moschini,sto' cercando qualquno che mi salvi da questa situazione ormai da troppo tempo,il suo modo di valutare la patologia,risponde alla mia visione di cura,e non capisco perche'la medicina tradizionale non mi voglia aiutare, intanto che soffre da troppo tempo sono io.Le sintomologie che spesso riscontro sono strane,sono convinto di avere qualche infezione ormai da troppo tempo,resta sempre allo stesso livello non si aggrava ma persiste in continuazione senza darmi tregua.Un sintomo,che non riesco a capire e da dove parta e' a livello del pene,ogni tanto mi capita la sera prima bevo un paio di birre e la mattina bruciori,pelle molto arrossata all'interno al livello del glande e prepuzio ho fatto delle fotografie nel momento di bruciore perche'sono andato dall'urologo in altri momenti e per lui non ho niente ho fatto le analisi e tampone e non risulta niente.Io mi chiedo ci puo'essere una infezione da un altra parte e si riversa li? spesso ho anche la gola rossa,possibile che non c'e' un modo di trovare una soluzione.Mi puo' dare qualche indicazione o se no qualquno a qui rivolgermi? Io ho 38 anni e sono di brescia, e sono molto confuso e arrabbiato, grazie per un suo eventuale aiuto. Ricordo che oltre a queste cose bisogna aggiungere ansia e panico.
[#3] dopo  
10161

Cancellato nel 2009

Egregio, il mio modo di valutare la sua situazione, è strettamente convenzionale, la terapia, sarà successivamente omeopatica, il ragionamento che io ho fatto, deriva dalla possibilità di analizzare i sintomi vaghi e aspecifici, che permettono sempre di giungere ad una conclusione, infatti, le due birre che lei beve alla sera, potrebbero sembrare innocue, “prima bevo un paio di birre” ma non lo sono affatto, perché “e la mattina bruciori, pelle molto arrossata all'interno al livello del glande e prepuzio” infatti lei ha una infiammazione che perdura da diverso tempo, prodotta da una infezione cronica attiva persistente, proprio quelli che le stanno “rovinando la vita”, che devono essere cercati per poterli eliminare; questa situazione, crea la produzione di cortisone endogeno “patologico” proprio alla sera, con tutti gli effetti collaterali di questo ed il mantenimento e aggravamento della infiammazione; da due birre, è possibile risalire alla presenza degli agenti patogeni, spiegare la sua situazione, giungere alla conclusione; “Un sintomo,che non riesco a capire”. Lei potrebbe avere una prostatite virale, che alcuno ha cercato, questo virus, si manifesta “apertamente” sul glande, creando i sintomi. “ho fatto le analisi e tampone e non risulta niente” ma il tampone, non può rilevare i virus, come altri batteri che vivono nelle cellule, sarebbe come aspettare sulla strada una persona che vive perennemente in casa, non esce mai, meravigliarsi perché non la incontra, se non entra nella casa e visita tutte le stanze, sarà impossibile vederla. I virus non vengono mai cercati. Forse anche queste problematiche hanno permesso la rottura del suo rapporto con la compagna.
La integrazione fra la medicina convenzionale e quella non convenzionale, offre molte possibilità sia in diagnosi che in terapia; infatti mette a disposizione esami strumentali non invasivi che permettono, in tempo reale, l’analisi dell’organismo nel suo complesso, l’accertamento degli agenti patogeni presenti e responsabili della patologia, verificare quali alterazioni si sono verificate, approntare la terapia più idonea, poter controllare successivamente, la definitiva radicazione dei responsabili.