Utente 987XXX
Buongiorno, il 1 luglio sono stato operato di ernia ombellicale incarcerata con inserimento di una protesi , applicazione di punti riassorvibili e sono stato dimesso in giornata. Ho avuto fin da subito forti dolori e un notevole gonfiore alla pancia. Non trovando particolare sollievo con gli antiinfiammatori, dopo 2 giorni dall'intervento vengo visitato dal chirurgo di turno che mi consiglia degli impacchi caldo umidi x aiutare il riassorbimento di qualche possibile ematoma e mi da appuntamento il giorno dopo x verificare se c'è stato qualche miglioramento. il giorno successivo mi visita un altro chirurgo di turno..che mi riferisce che la ferita e' pulita, che il gonfiore e' normale e bisogna pazientate e non ritiene opportuno fare un'ecografia di controllo anche se sente qualche ematoma sottostante. Io mi tengo il mio dolore e oggi, 11 luglio, ritorno x la visita di controllo che mi viene effettuata dal chirurgo che mi operato, il quale mi dice che i punti si sono riassorbiti, la ferita e' asciutta, l'ombellico e' gonfio e in fuori ma è normale, si sgonfierà come si sgonfierà la pancia e i dolori passeranno piano piano, concludendo che per lui sono a posto e posso non tornare più . Tornato a casa, ho guardato la ferita e sono rimasto perplesso. Questo pomeriggio, nel dubbio, mi sono spostato di provincia e ho fatto una capatina in un' altro ospedale...qui il chirurgo che mi ha visitato, mi ha detto che la ferita non era bellissima e inoltre sia manualmente che con uno strumento ad 'uncino ' credo..mi ha fatto uscire in maniera molto dolorosa dalla ferita sangue coagulato e siero, spiegandomi che sono questi che mi facevano e fanno dolore e tutto il resto e che la stessa cosa andrebbe fatta tra 3/4 giorni x evitare che sangue e liquidi si infettino con ulteriori complicazioni! Ora dottori, consigliatemi voi..che devo fare? Farmi 160 km andata e ritorno x farmi ancora 'spurgare'...o tornare all'ospedale dove abito e sono stato operato e fare cosa??? Grazie luca

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
probabilmente la cosa migliore è raccontare la verità al collega che l'ha operata.
La comparsa di un sieroma reattivo al posizionamento di una protesi è una possibile complicanza.
Quando compare a seconda delle dimensioni può riassorbirsi spontaneamente oppure richiederne il drenaggio, a seconda del quantitativo. Il collega che l'ha operata, forse per non esporre la protesi stessa al rischio di possibili infezioni, probabilmente sperava che la raccolta potesse riassorbirsi e per questo non l'ha drenata.
Al momento attuale, con una ferita chirurgica riaperta, le medicazioni sono indispensabili.
La invito pertanto a ricontattare il collega che l'ha operata o comunque un chirurgo che la possa medicare correttamente.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 987XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dottore, la ringrazio x la risposta e credo che tutte le complicanze siano possibili e non necessariamente imputabili all'operato del chirurgo, ma nel mio caso purtroppo ho avuto ed ho la sensazione di essere stato seguito con un po' troppa fretta e superficialità. Ieri poi, cosa che non avevo scritto, il chirurgo che mi ha operato e visitato mi aveva dato la certezza che tutti punti si erano assorbiti....mentre poi alla visita nell'altro ospedale mi sono stati rimossi dei punti che non si erano assorbiti e si vedevano chiaramente..! Lo stesso chirurgo dell'operazione ieri mi ha detto che la ventriera che indossavo non serviva più dopo 10 giorni dall'intervento....ovviamente dall'altra parte mi hanno detto il contrario. La fiducia e' una cosa difficile da riacquistare dottore, sulla propria pelle poi ancora meno. Credo valga la pena di farsi dei km in più per essere almeno più tranquillo e fiducioso. Grazie x l'attenzione. Saluti.
[#3] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
non conoscendo il chirurgo che l'ha operata nè quello che l'ha medicata successivamente non posso essere incolpato di una difesa di parte, ma vorrei farle presente alcune ipotesi personali, nel pieno rispetto delle sue decisioni.
L'operatore potrebbe aver verificato la cicatrizzazione della ferita e la presenza di un sieroma reattivo alla presenza della protesi, ma non ha giudicato necessario il suo drenaggio, per non rischiare l'infezione della protesi. Il secondo invece ha riaperto la feria, e dopo aver drenato il sieroma, avrà rimosso dei punti interni che normalmente impiegano alcuni mesi per riassorbirsi. In questo modo nessuno le ha mentito ma sono stati semplicemente usati due diversi trattamenti. Magari ad un controllo successivo, verificando un aumento del sieroma, lo stesso operatore avrebbe adottato la stessa scelta di drenarlo.
Come lei giustamente ha detto il rapporto medico paziente è un rapporto fiduciario e per tale motivo, quando esso viene meno è sempre una sconfitta per il medico in genere e per il chirurgo in particolare. La sua tranquillità tuttavia non può essere misurata in distanze chilometriche e pertanto se lei è più sereno la sua scelta mi sembra inevitabile.

Cordiali saluti