Utente 184XXX
Salve,
mio padre, 73 anni, cardiopatico con precedente operazione di by-pass coronarico (3) effettuata nel 2002 con buon decorso fino adesso, è stato ricoverato circa due mesi fa a seguito di sincope avvenuta dopo una breve camminata per recarsi ad un consulto all'ospedale richiesto dal cardiologo che aveva notato un peggioramento del quadro cardiaco.
Ricoverato al pronto soccorso i cardiochirurghi hanno successivamente deciso di operarlo dopo 1 settimana informandoci che l'evento dava sufficienti motivi per attivarsi chirurgicamente.
Operazione di sostituzione valvolare (3) avvenuta con successo.
Dopo una settimana il babbo stava già molto bene ma poi è comparsa una infezione causata da una sacca di liquido sotto al torace in corrispondenza della cicatrice allo sterno. (operazione avvenuta con sternotomia).
Dopo 1 mese di degenza e di risoluzione dell'infezione è stato dimesso e trasportato ad una clinica vicina per la riabilitazione.
Il decorso si presenta tutto sommato sufficiente, il babbo è stanco ed ha perso molto peso per mancanza di appetito ma procede abbastanza bene.
Dopo circa 10 giorni si ripresentano valori dei globuli bianchi alti (18000) per cui il cardiologo decide di rimandarlo in cardiologia per effettuare nuovi esami.
Parlando col primario del reparto ci dice che ha richiesto il parere di un ematologo e di un infettivologo dato che non sono riusciti a capire l'infezione da dove derivi.
(La TAC conferma un quadro toracico negativo con la scomparsa della sacca di liquido precedentemente curata).
Il babbo non ha voce già da molto tempo ed è visivamente molto stanco anche per mancanza di appetito.
Vorrei chiedervi quali possano essere le possibili cause\concause di una infezione di origine sconosciuta e eventualmente se rientra in casi già noti.
Attendo una vostra risposta per darvi tutti i dettagli del caso a voi necessari.

Vi ringrazio molto,
Lorenzo

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Dr. Giuseppe Iaci
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Spero possa comprendere come sia effettivamente impossibile provare a rispondere alle sue domande per via telematica.

Mancano aspetti clinici, laboratoristici, tecnici e specialistici troppo importanti per poter avere una idea chiara della situazione.

Ematologo, infettivologo e cardiologo in questo caso devono lavorare insieme di fronte al malato con tutti i suoi esami in mano per poter giungere ad una soluzione.

Stanchezza, calo dell'appetito e della voce sono comunque normali nel decorso postoperatorio di un reintervento cardiochirurgico.

In bocca al lupo

GI